Notting Hill Carnival (anteprima)

Ogni anno mi dico “non ho proprio voglia di vedermi il canevale” e ogni anno, regolarmente, non riesco a farne a meno e devo scendere in strada. Sarà perché vivendo proprio all’angolo con Ladbroke Grove la musica rimbomba nel mio appartamento come se avessi un dj piazzato in salotto, sarà perché alla fine il buon senso prevale sulla pigrizia (“capita una volta all’anno, perdio! Come fai a perdertelo?”) oppure sarà perché il bagno di folla è un’esperienza galvanizzante (tutti che ti si strusciano addosso, ballando e ridendo, e non c’è proprio verso di restasene da una parte tranquilla, ti ritrovi trascinata nel bel mezzo della strada da sconosciuti che hanno solo voglia di divertirsi); fatto sta che, ebbene sì, anche quest’anno non ho resistito. Ed ho girato pure qualche video, giusto perché con la Lumix non avevo ancora trovato l’occasione giusta per testare la telecamera e mi ero ripromessa di farlo appena possibile. E ho fatto bene, perché le foto (né le parole) possono rendere giustizia all’atmosfera delirante di questa grande festa.

La maggior parte della gente, conosce il carnevale di Notting Hill per gli sfavillanti costumi, i maquillage elaborati e variopinti e… beh, le belle ragazze (e ragazzi): ma il carnevale qui è molto, molto di più. C’è la musica, spettacolare, tribale e indefinibile, moderna rappresentazione delle arie caraibiche, un bizzarro misto di salsa, calypso e pop, serratissima, trascinante, non riesci a stare fermo nemmeno se te lo imponi con tutta la forza di volontà. E poi c’è la gente, meravigliosa, avvolgente, sopra le righe e allo stesso tempo perfetta. Più che un’esibizione, è un gigantesco party di strada. Sarò scontata, ma il carnevale di Londra andrebbe visto (e vissuto): non si può proprio raccontare.

Ho girato in tutto una mezz’ora di filmato che poi, ripulito e tagliato, si è ridimensionato ad una più digeribile decina di minuti. Mi dedicherò a metterlo sul Tubo nei prossimi giorni. Nel frattempo vi propongo giusto una piccolissima anteprima. La sequenza che segue era troppo lunga per venir montata insieme agli altri pezzi ed è un po’ un peccato, perché a me piace veramente tanto. Non succede granché, ma credo renda perfettamente l’idea dell’atmosfera unica che si respira in questi giorni.

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Grandi manovre

In tempo reale, l’epilogo di una semi-tragedia: lo stasamento del lavandino della cucina! Benny, che è questo bravissimo idraulico, è mezz’ora che scuote la testa e ripete “non riesco proprio a capire…” il che non fa presagire niente di buono. Giusto cinque secondi fa ha aggiunto “è possibile che venga fuori una macchia sul soffitto a chi ti abita sotto. Sono stato attento ma un po’ d’acqua è filtrata di sicuro”. Della serie: al peggio non c’è mai fine.

Mi auguro perlomeno che ne valga la pena e riesca a sturarlo, ‘sto lavandino del cavolo: tre settimane senza lavatrice (perché il problema più grosso è che la lavatrice scarica giusto nello stesso tubo -bloccato- del lavandino e perciò non si può usare) è una cosa che comincia a darmi sui nervi. Fortunatamente ho l’armadio che esplode di magliette pulite perciò potrei reggere ancora per almeno una settimana senza lavare i panni, ma qui urge trovare un rimedio definitivo. E, visto quello che mi sta costando questo intervento (Benny è qui da due ore abbondanti, per non parlare degli eventuali danni che dovrò pagare per il sottostante soffitto) è bene che mi trovi una soluzione, e presto!

PS: Benny mi ha appena mostrato un macigno grosso come un pugno che ha tirato fuori dal tubo. Pare sia sapone della lavatrice (mischiato ad altre cose deliziose tipo olio e unti vari) che per qualche imperscrutabile reazione chimica si è solidificato tipo cemento. Che volete che vi dica? Mi sembra giusto :D

Questo al momento è lo stato del bagno, perché Benny cerca di risolvere il problema passando dal muro a fianco l’angolo cottura. E intanto è andato a comprare altra roba in ferramenta: ossignore, che dite, è il caso che cominci a preoccuparmi sul serio? :D

Aggiornamento delle 10:48 – Benny è tornato dal negozio e sta smadonnando in bagno (non è vero, non smadonna, perlomeno non a voce alta, ma ha la faccia di uno che sta tirando giù tutti i santi dal paradiso). Dice che è una cosa veramente complicata. Dice che se non riesce a risolverla bisognerà cambiare un pezzo di tubo (!) al che ho timidamente chiesto quanto mi verrà a costare e lui ha risposto “onestamente non saprei” aggiungendo però un confortante “ma tanto paga Peter giusto?”. Peter è il mio padrone di casa, che è una brava persona, sicché mi sono sentita in dovere di rispondere “beh, dipende; se è colpa mia o se è un problema preesistente”. Gesù, talvolta sono così onesta da darmi il voltastomaco. Lui ha concluso di non preoccuparmi, che parlerà con Peter e vedrà di intercedere. Bah, al limite si farà metà per uno perché, a dir le cose come stanno, questo maledetto lavandino mi ha dato problemi sin dal primo giorno. Una cosa comunque è sicura: Benny ci pagherà almeno un mese di affitto con quello che guadagnerà oggi :D

Aggiornamento delle 11:45 –  Alla fine il grandissimo Benny ha risolto! Con forza bruta e l’aiuto di uno snake lungo 5 metri (così in profondità si era creato il tappo!) è riuscito ad aprire una breccia e fortunatamente l’acqua bollente ha distrutto il muro di sapone secco. Che, ragazzi, io per curiosità ne ho preso un pezzetto in mano e posso assicuravi: era una roba così dura ma così dura da sembrare un sasso! Perciò aggiungiamo questo promemoria alla lista di cose da ricordare: per la lavatrice usare SOLO, ESLUSIVAMENTE sapone liquido. Che, tra l’altro, in casa al momento non ho, sicché vi saluto ed esco a comprarlo.

Oh gaudio magno! Mi si prospetta un weekend di lavaggi e centrifughe! Lol, e chi mai se lo sarebbe immaginato che un giorno l’idea di fare una cosa normale come lavare i panni mi avrebbe riempito di pura, estatica gioia? :D

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Una luna come non l’abbiamo mai vista

Una cosa che mi ha sempre colpito riguardo la mia infanzia è che ho pochissimi ricordi. La mia memoria, per qualche incomprensibile ragione, sembra partire dalla prima elementare, nello specifico quando mi sentii male in classe e nella corsa per arrivare al bagno, vomitai nel corridoio. Ricordo la bidella che passava di lì giusto in quel momento, ricordo che lanciò un gridolino e disse qualcosa come “ossignore!” e soprattuto ricordo me stessa tutta confusa rispondere con un filo di voce “scusa…”.

Non mi sono mai stupita granché dell’entità del mio primo ricordo; ovvio che fosse imbarazzante, traumatizzante e leggermente disgustoso: conoscendomi, era inevitabile che mio ingresso nella vita consapevole fosse destinato ad venire celebrato così. In realtà, giusto un paio di giorni fa, mi sono resa conto che la mente deve avermi giocato uno strano scherzo, perché all’mprovviso, tutto d’un botto, mi è apparso nitidissimo il ricordo di un avvenimento accaduto precedentemente a quella deprimente mattina.

Era il 20 luglio del 1969; avevo cinque anni e mentre mi trovavo nel salotto di casa mia a guardare quel catafalco che era il primo televisore di famiglia, lontano 384.400 chilometri dal tappeto dove stavo seduta, l’Apollo 11 toccava per la prima volta il suolo lunare.

Ricordo con precisione cristallina Tito Stagno annunciare l’allunaggio e ricordo sopratutto l’emozione che ho provato. Percorrere tutta la volta celeste per arrivare a scendere sulla luna, ho pensato, che evento prodigioso! Un pensiero filosofico niente male per una cinquenne.

Ore 22,17, Tito Stagno: “Ha toccato!”

Certo poi, negli anni a seguire, quel momento sarebbe stato offuscato da ridicole diatribe (aveva ragione Tito Stagno o Ruggero Orlando ad annunciare il momento dell’allunaggio? E l’uomo c’era andato veramente sulla luna o si era trattato d’una messa in scena?) ma in quel momento, in quel preciso istante, c’ero solo io, la televisione, due giornalisti a cui volevo bene come se fossero dei parenti e l’immensità dell’universo da esplorare. Una specie di “attimo perfetto”, non so se rendo l’idea. Talmente perfetto che, chissà per quale curioso corto circuito mentale, non conservo alcuna memoria della successiva passeggiata lunare di Neil Armstrong (probabilmente a quell’ora ero già a nanna da un pezzo) anche se l’iconica impronta dello scarpone terrestre nella polvere del conquistato satellite mi avrebbe accompagnato, indelebile, per molti anni a venire.

Bene, un po’ in celebrazione dell’ingenuità perduta di quegli anni, un po’ per ricordare quella straordinaria impresa (il computer di bordo d’ausilio agli astronauti aveva appena 12 Kbyte di RAM (dodici Kbyte!) vorrei proporvi un video indimenticabile: il momento dell’allunaggio dell’Apollo 11 mostrato attraverso gli incredibili filmati d’epoca restaurati e riassemblati con amore e certosina pazienza dall’appassionato di voli spaziali Stephen Slater. Il filmato è straordinario perché le lunghe riprese della sala Controllo Missione sono state in passato mostrate solo parzialmente e non era stato possibile fino ad ora, sincronizzare alle immagini l’audio delle comunicazioni radio (registrate su nastri separati dalla pellicola). Veramente una luna come non l’abbiamo mai vista.

video edited and distributed by FootageVault »

Per saperne di più (sono parecchie fonti ma tutte in italiano):

Sulla missione Apollo 11 »

Sul Modulo Lunare Apollo »

Sul computer di bordo »

Sull’allunaggio »

La diretta TV Rai dell’allunaggio »

Su Tito Stagno e la trasmissione del 1969 »

Su Ruggero Orlando »

Sulla teoria del complotto lunare »

Un ringraziamento a Paolo Attivissimo (Il Disinformatico), in particolare per questo post »

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P3? No: Q1!

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Peace Games (parte XI)

Stone Age Sam
Guida il troglodita Sam (haaaarrrr!) alla conquista del pianeta fabbricando attrezzi primitivi, cacciando, pescando e sopravvivendo agli attacchi di lupi, orsi e tigri dai denti a sciabola (e manesche fidanzate). Inizialmente sembra un giochino punta e clicca come tanti altri ma l’ironia della storia e le difficoltà crescenti -anche se mai insuperabili- vi terranno impegnati per buona parte della pausa pranzo. Estraniante e divertente, con un delizioso tocco macabro come ciliegina sulla torta.

Gioca a Stone Age Sam »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

Gioca a Stone Age Sam 2: The Ice Age »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

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Bowja the Ninja 3
Nuovo capitolo delle avventure dell’eroico mini-ninja Bowja nel suo viaggio per salvare il mondo. Come sempre il disegnatore/sceneggiatore/programmatore Robin Vencel (Pencilkids) ci delizia con variopinti paesaggi e spassose scene di guerra, più un travolgente inizio in stile Indiana Jones. Se vi siete persi i precedenti capitoli, li trovate qui ».

Gioca a Bowja the Ninja 3 – Ninja Kami »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

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Retardo and the iron golem
Sempre da Pencilkids, il primo episodio della sua nuova serie fantasy. Disegni e animazioni sono deliziosi come sempre (e ricordano vagamente le illustrazioni del nostro grande Emanuele Luzzati») ma questa volta l’autore si è divertito a calcare un po’ la mano sullo stile splatter con deliranti risultati -impalamenti e infilzamenti, anche multipli!- per la gioia di grandi e piccini. Preparatevi anche a morire parecchio, molto più frequentemente del già cagionevole di salute Bowja the Ninja.

Gioca a Retardo and the iron golem »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

La pagina di Pencilkids:
http://www.pencilkids.com/

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Loondon
Ispirato nella grafica e nelle musiche ai capolavori della Amanita Design, questa triste fiaba noir racconta la storia di un gigante che abbandona il circo dove ha trovato rifugio per intraprendere un viaggio alla volta della misteriosa “città divina di Loondon” convinto che la sua deformità, laggiù, verrà tollerata. Il gioco non è difficile e le illustrazioni e l’atmosfera sono superlative. Schermate scritte in inglese spiegano la storia ma non è indispensabile capirle per finire il gioco.

Gioca a Loondon »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

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Automaton Part 2
L’atteso ritorno di uno dei primissimi giochi punta e clicca della storia. Nel solito inconfondibile stile steampunk, l’ultima fatica di Fredrik Strøm (Littlenorwegians) nonostante il titolo è in realtà il terzo episodio della saga (la prima parte era infatti stata preceduta da una introduzione giocabile). Si tratta anche, probabilmente, dell’ultimo episodio in senso più ampio, almeno per qualche tempo, dato che il suo creatore ha deciso lasciare momentaneamente da parte la programmazione in flash per dedicarsi a tempo pieno ai giochi in 3D. I precedenti capitoli di Automaton li trovate qui ».

Gioca a Automaton Part 2 – Mr. Crumpet »

*Walkthrough e soluzione*
Il gioco è recente perciò al momento ho trovato un solo walkthrough. Lo trovate in fondo a questa pagina » negli ultimi commenti al post.

La pagina di Deviantart di Fredrik Strøm
http://littlenorwegians.deviantart.com/

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NOTA: ho avuto finalmente il tempo di risistemare i post dedicati ai Peace Games e adesso i collegamenti dovrebbero funzionare tutti a dovere (escluso uno; purtroppo sembra non esistere più in rete il gioco SkyFish). Perciò, se vi è capitato di trovare in passato dei links defunti che vi hanno impedito di giocare, provate a dare un’occhiata al link indicato qui sotto, ogni pasticcio dovrebbe essere stato risolto.

Potete leggere tutti gli articoli dedicati ai “peace games” raccolti in un unico post QUI »

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BIG BANG BIG BOOM

Ieri notte stavo esplorando l’universo YouTube a caccia d’ispirazione e fortuna ha voluto che inciampassi sulla nuova mastodontica installazione animata dell’incommensurabile BLU. Ne avevo parlato tempo fa dopo aver visto il suo spettacolare murales sulla facciata della Tate Modern (vedi post qui») e già in quell’occasione ero stata sopraffatta dall’epicità dei suoi video, immensi (in tutti i sensi) agglomerati di pittura, illusionismo e bizzarria emozionale. Il nuovo “graffiti animato” supera, se possibile, il suo precedente lavoro: oltre 9 minuti di puro stordimento visivo dove disegni, scatti fotografici e sequenze video sembrano esplodere direttamente nella terza dimensione risucchiando in un vortice inarrestabile il mondo reale e avviluppandolo attorno ad una solida (ma non per questo prevedibile) intelaiatura narrativa. Il tutto per raccontare ciò che BLU definisce -con ironica alzata di spalle- “una breve ascientifica storia sull’evoluzione e relative conseguenze… e su come probabilmente finirà”.

BIG BANG BIG BOOM
direction and animation by BLU
production and distribution by ARTSH.it
sountrack by ANDREA MARTIGNONI

Per saperne di più:

BLU blog
http://blublu.org/sito/blog/

BLU sito (graficamente geniale)
http://blublu.org/sito/updates/updates.htm

BLU filmati (merita assolutamente una visita)
http://blublu.org/sito/video/video.htm

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Room 101

La scorsa notte ho fatto un sogno stranissimo, uno di quelli che ti svegli di sopprassalto con il cuore che batte all’impazzata e ti chiedi “santo cielo, che diavolo può significare?”

Il sogno era così: mi trovavo qui a Londra e parlavo collegata a skype col mio amico Davide in Italia. Stavamo discutendo riguardo un sito chiamato “Room 101” che trasmetteva dei video molto strani, qualcosa che mischiava scene del film “V”, immagini di scontri tra manifestanti nella City e un videogioco con grafica in stile heavy metal. Subito dopo, io e Davide eravamo seduti nel soggiorno del mio appartamento e stavamo guardando il telegiornale della BBC. Ad un certo punto dalle finestre aperte si è sentita una voce amplificata provenire da un elicottero della polizia che volava a bassa quota. La voce ripeteva che a causa di una fuga di non si sa bene quale gas tossico l’intera area andava immediatamente sgombrata. Ci siamo alzati e mentre mettevamo alla rinfusa della roba negli zaini ho detto “Qual’era il nome del gas? Ma chissenefrega, tanto si sa che è una scusa per allontanare la gente da qui, è uno stato di polizia ormai”. E mi sono svegliata di soprassalto.

Poi, preparato il caffè e aperto internet, questa è l’immagine (e la notizia) che mi sono trovata d’avanti.

La disperazione degli aquilani a Roma. Le forze dell’ordine caricano, tre feriti (foto ANSA) »

Poi venitemi a dire che le premonizioni non esistono. Ah, quasi dimenticavo: sapete cos’è la simbolica Room 101 (di cui non avevo fino a stamattina alcuna memoria)? Leggete qui »

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