From 日本 (Japan) with ♥!

Uno a volte scopre delle piccole meraviglie per puro caso. Dedicato espressamente a chi, come me, ama il Giappone futurista ultra-moderno, c’e questo incredibile webshow, Akibatteru, che è un gioiellino! Il nome deriva da una zona di Tokio venerata dal movimento pop giovanile; è il quartiere dove si trova la più altra concentrazione di negozi di elettronica del mondo. Il programma, che riflette la bizzarria del famoso distretto alla perfezione, è un coloratissimo frullato di tutto ciò che fa tendenza nel Giappone contemporaneo, manga, anime, scontri di sumo tra robot (prego notare il minuto 5 del video) cocacole e pepsi al tè verde e al basilico (!) massaggi alla fermata della metropolitana, cosplay e altre follie che più giapponesi non si può!

Il video qui sopra è la seconda puntata del programma (ahimè la prima, per qualche ragione, è introvabile) ma ho raccolto tutti gli episodi trasmessi in una playlist che tengo aggiornata. La trovate qui sotto.

» Akibatteru playlist collection »

» Canale YouTube ufficiale di Akibatteru»

» Per saperne di più sul distretto di  Akibatteru »
(inclusa la strana ossessione dei Giapponesi per le cameriere-lolite…)

» E qui un documentario di Discovery Channel sulla cultura pop Giapponese »

Approfitto del post nipponico per segnalarvi un altro canale che, personalmente, adoro: si chiama Cooking with the dog e, no, non si parla di cani cucinati ma di cucina tradizionale giapponese. Il programma è presentato dal cane Francis (!) un barboncino tutto infiocchettato che parla con uno strepitoso accento giapponese. Le ricette sono deliziose ma anche senza volersi mettere a cucinare, Cooking with the dog è uno spettacolo affascinante; guardare la bravissima cuoca che esegue passo passo la ricetta (facendo sembrare tutto facile mentre, è risaputo, non lo è per nulla) è un esperienza che si avvicina alla meditazione zen, non fosse per l’acquolina in bocca, il gorgogliare di stomaco e l’inarrestabile urgenza di tuffarsi immediatamente nel sushi bar più vicino dopo aver guardato anche solo un paio di puntate.

» QUI trovate il canale YouTube di Cooking with the dog » con tutte le ricette.

Buona visione (e buon appetito)!

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Se vi siete persi il precedente post dedicato al Giappone (nello specifico al Giappone ludico) QUI» trovate l’articolo.

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Sulle tracce di Gollum (e altre storie)

Qualche tempo fa YouTube, dopo averne parlato per almeno un anno, ha finalmente inaugurato la pagina speciale dedicata ai film in streaming. Ora: dovete sapere che c’era parecchia perplessità a riguardo perché in tanti ci domandavamo quali fossero le intenzione della Google a tale proposito. Da quando la società fondata da Page & Brin ha rilevato la famosa piattaforma video, YouTube ha lentamente ma inesorabilmente cominciato a perdere colpi, non tanto per quanto riguarda il successo (quello è forte e stabile come e più di prima) quanto nei confronti dell’architettura di programmazione e di certe incomprensibili scelte di marketing e gestione. Cambiamenti continui dei player e delle pagine che hanno innescato un guazzabuglio di deliranti malfunzionamenti, censure illiberali effettuate con una superficialità disarmante (vedi qui le sventure del bravo Daniele Sensi») ed altre faccende che sarebbe troppo lungo elencare, stanno facendo diventare pazzi i fruitori abituali della piattaforma, agitando, e non poco, la community. Pertanto in molti cominciavamo a temere che la nuova iniziativa dedicata alla messa in rete di interi film si rivelasse una triste imitazione del già triste supermercato commerciale modello Blockbuster (oggi, per altro, in gravi difficoltà finanziarie).

Invece, almeno per il momento, bisogna ammettere che YouTube Movies sembra un progetto interessante perché si rivolge sopratutto alle produzioni indie, cioè al cinema indipendente il quale, per scarsità di mezzi economici, difficilmente sarebbe in grado di raggiungere il grande pubblico attraverso i normali canali promozionali.

Per esempio, qualche sera fa, ho scoperto due lungometraggi no profit che mi hanno mandata in brodo di giuggiole e che delizieranno tutti gli amanti di Tolkien e de Il Signore degli Anelli.

Il primo è (a mio modesto parere) un piccolo capolavoro: si intitola The Hunt for Gollum ed è prodotto e diretto da Chris Bouchard per il costo -irrisorio- di 3.000 sterline. La sceneggiatura è tratta dalle appendici del Signore degli Anelli e vengono narrate le vicende di come Aragorn inseguì e riuscì a catturare Gollum, consegnandolo agli Elfi del Bosco Atro (da dove poi in seguito fuggì, mettendosi sulle tracce della Compagnia nella speranza di riuscire a riprendersi l’Anello). Da un punto di vista temporale, il racconto di The Hunt for Gollum avviene molto tempo prima della partenza di Frodo e Sam dalla Contea e poiché la vicenda trattata non era fondamentale per la comprensione de Il Signore degli Anelli,  Peter jackson l’aveva esclusa dalla sua monumentale trilogia. Bouchard ha curato ogni minimo dettaglio della produzione, dai costumi di scena alle musiche originali del film, da lui stesso composte e dirette ispirandosi alla sinfonia scritta da Howard Shore per Lord of the Rings ma stemperandola in un prisma di tonalità cupe per meglio adattarla all’atmosfera crepuscolare di The Hunt.

Il secondo film,  più ambizioso, più lungo e costato una cifra maggiore (ma sempre relativamente modesta, 16.000 sterline in tutto) è Born of Hope, girato e prodotto da Kate Madison, giovane regista capace ma soprattutto attrice sorprendentemente brava (nel film interpreta la Dúnedain Elgarain, fedele compagna di battaglie di Arathorn, futuro padre di Aragorn). L’opera, per quanto interessante, risulta a mio parere meno ispirata del film di Bouchard, sopratutto perché tratta di una storia piuttosto lontana nel tempo (Aragorn è appena nato e i personaggi risulteranno sconosciuti ai più). Non si può comunque negare che, data la complessità e la vastità della storia e contando che si tratta sempre di un progetto no profit realizzato da appassionati e non da professionisti, la Madison ha fatto un lavoro notevole che merita assolutamente di essere visto.

Per vedere i film in versione integrale:

The Hunt for Gollum»

Born of Hope»

Siti ufficiali, con dietro le quinte, immagini da scaricare e molto altro:

The Hunt for Gollum»

Born of Hope»

Qui invece, trovate la homepage di YouTube Movies»

Buona visione!

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Nevrosi del tubo

Ieri mi è stato chiesto come ho fatto a caricare il video del Carnival visto che YouTube al momento pare avere dei seri problemi tecnici che rendono molto difficile fare l’upload. Ecco come sono riuscita a risolvere, spero funzioni anche per voi:

1) Controllate che il softwere java del vostro sistema sia aggiornato». Casomai vi mancasse o aveste una versione obsoleta, potete installarlo o fare l’aggiornamento QUI».

2) Andate a questa pagina» e guardate se vi appare la finestra del caricamento file video avanzato. In caso ci sia, scegliete dal vostro hard disk la posizione del video e caricatelo. Questo sistema permette di fare l’upload qualche secondo per volta in modo da compensare eventuali interruzioni di collegamento internet e alla fine non dovreste riceverete errori (al contrario della normale pagina per l’upload che, come si diceva, in questi giorni fa i capricci).

3) Se invece vi apparisse un messaggio che dice che non avete il java attivato (you do not have Java installed or enabled) e voi invece siete certi che il java ci sia (a me succede con Opera ad esempio, non c’è verso di farlo funzionare) scaricate Chrome» che è un browser leggero che assomiglia appunto ad Opera (anche se con molte meno opzioni). Utilizzatelo per andare alla suddetta pagina dell’upload file avanzato, caricate il video e oplà! Il filmato arriverà sano e salvo a destinazione.

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Carnival!

Mi scuso per il ritardo con il quale pubblico finalmente il video che ho girato al Carnival. Su YouTube ci sono dei problemi per l’upload da qualche giorno (a dire il vero da molto più che qualche giorno, purtroppo) e il fatto che il filmato sia lunghetto non ha aiutato, ma alla fine è andata. Il video è già settato per l’alta risoluzione (e nonostante questo la qualità lascia un po’ a desiderare ma tant’è…); se però aveste dei problemi, ad esempio se il video si bloccasse o caricasse di continuo, abbassate la risoluzione cliccando sulla scritta 720p in basso a destra (apparirà quando farete partire il video) e passate ad un più moderato -ma sempre passabile- 480p. Naturalmente, facendo click sulle 4 freccette nell’angolo in basso a destra potete ingrandire il video a tutto schermo. Buona visione!

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Notting Hill Carnival (anteprima)

Ogni anno mi dico “non ho proprio voglia di vedermi il canevale” e ogni anno, regolarmente, non riesco a farne a meno e devo scendere in strada. Sarà perché vivendo proprio all’angolo con Ladbroke Grove la musica rimbomba nel mio appartamento come se avessi un dj piazzato in salotto, sarà perché alla fine il buon senso prevale sulla pigrizia (“capita una volta all’anno, perdio! Come fai a perdertelo?”) oppure sarà perché il bagno di folla è un’esperienza galvanizzante (tutti che ti si strusciano addosso, ballando e ridendo, e non c’è proprio verso di restasene da una parte tranquilla, ti ritrovi trascinata nel bel mezzo della strada da sconosciuti che hanno solo voglia di divertirsi); fatto sta che, ebbene sì, anche quest’anno non ho resistito. Ed ho girato pure qualche video, giusto perché con la Lumix non avevo ancora trovato l’occasione giusta per testare la telecamera e mi ero ripromessa di farlo appena possibile. E ho fatto bene, perché le foto (né le parole) possono rendere giustizia all’atmosfera delirante di questa grande festa.

La maggior parte della gente, conosce il carnevale di Notting Hill per gli sfavillanti costumi, i maquillage elaborati e variopinti e… beh, le belle ragazze (e ragazzi): ma il carnevale qui è molto, molto di più. C’è la musica, spettacolare, tribale e indefinibile, moderna rappresentazione delle arie caraibiche, un bizzarro misto di salsa, calypso e pop, serratissima, trascinante, non riesci a stare fermo nemmeno se te lo imponi con tutta la forza di volontà. E poi c’è la gente, meravigliosa, avvolgente, sopra le righe e allo stesso tempo perfetta. Più che un’esibizione, è un gigantesco party di strada. Sarò scontata, ma il carnevale di Londra andrebbe visto (e vissuto): non si può proprio raccontare.

Ho girato in tutto una mezz’ora di filmato che poi, ripulito e tagliato, si è ridimensionato ad una più digeribile decina di minuti. Mi dedicherò a metterlo sul Tubo nei prossimi giorni. Nel frattempo vi propongo giusto una piccolissima anteprima. La sequenza che segue era troppo lunga per venir montata insieme agli altri pezzi ed è un po’ un peccato, perché a me piace veramente tanto. Non succede granché, ma credo renda perfettamente l’idea dell’atmosfera unica che si respira in questi giorni.

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Una luna come non l’abbiamo mai vista

Una cosa che mi ha sempre colpito riguardo la mia infanzia è che ho pochissimi ricordi. La mia memoria, per qualche incomprensibile ragione, sembra partire dalla prima elementare, nello specifico quando mi sentii male in classe e nella corsa per arrivare al bagno, vomitai nel corridoio. Ricordo la bidella che passava di lì giusto in quel momento, ricordo che lanciò un gridolino e disse qualcosa come “ossignore!” e soprattuto ricordo me stessa tutta confusa rispondere con un filo di voce “scusa…”.

Non mi sono mai stupita granché dell’entità del mio primo ricordo; ovvio che fosse imbarazzante, traumatizzante e leggermente disgustoso: conoscendomi, era inevitabile che mio ingresso nella vita consapevole fosse destinato ad venire celebrato così. In realtà, giusto un paio di giorni fa, mi sono resa conto che la mente deve avermi giocato uno strano scherzo, perché all’mprovviso, tutto d’un botto, mi è apparso nitidissimo il ricordo di un avvenimento accaduto precedentemente a quella deprimente mattina.

Era il 20 luglio del 1969; avevo cinque anni e mentre mi trovavo nel salotto di casa mia a guardare quel catafalco che era il primo televisore di famiglia, lontano 384.400 chilometri dal tappeto dove stavo seduta, l’Apollo 11 toccava per la prima volta il suolo lunare.

Ricordo con precisione cristallina Tito Stagno annunciare l’allunaggio e ricordo sopratutto l’emozione che ho provato. Percorrere tutta la volta celeste per arrivare a scendere sulla luna, ho pensato, che evento prodigioso! Un pensiero filosofico niente male per una cinquenne.

Ore 22,17, Tito Stagno: “Ha toccato!”

Certo poi, negli anni a seguire, quel momento sarebbe stato offuscato da ridicole diatribe (aveva ragione Tito Stagno o Ruggero Orlando ad annunciare il momento dell’allunaggio? E l’uomo c’era andato veramente sulla luna o si era trattato d’una messa in scena?) ma in quel momento, in quel preciso istante, c’ero solo io, la televisione, due giornalisti a cui volevo bene come se fossero dei parenti e l’immensità dell’universo da esplorare. Una specie di “attimo perfetto”, non so se rendo l’idea. Talmente perfetto che, chissà per quale curioso corto circuito mentale, non conservo alcuna memoria della successiva passeggiata lunare di Neil Armstrong (probabilmente a quell’ora ero già a nanna da un pezzo) anche se l’iconica impronta dello scarpone terrestre nella polvere del conquistato satellite mi avrebbe accompagnato, indelebile, per molti anni a venire.

Bene, un po’ in celebrazione dell’ingenuità perduta di quegli anni, un po’ per ricordare quella straordinaria impresa (il computer di bordo d’ausilio agli astronauti aveva appena 12 Kbyte di RAM (dodici Kbyte!) vorrei proporvi un video indimenticabile: il momento dell’allunaggio dell’Apollo 11 mostrato attraverso gli incredibili filmati d’epoca restaurati e riassemblati con amore e certosina pazienza dall’appassionato di voli spaziali Stephen Slater. Il filmato è straordinario perché le lunghe riprese della sala Controllo Missione sono state in passato mostrate solo parzialmente e non era stato possibile fino ad ora, sincronizzare alle immagini l’audio delle comunicazioni radio (registrate su nastri separati dalla pellicola). Veramente una luna come non l’abbiamo mai vista.

video edited and distributed by FootageVault »

Per saperne di più (sono parecchie fonti ma tutte in italiano):

Sulla missione Apollo 11 »

Sul Modulo Lunare Apollo »

Sul computer di bordo »

Sull’allunaggio »

La diretta TV Rai dell’allunaggio »

Su Tito Stagno e la trasmissione del 1969 »

Su Ruggero Orlando »

Sulla teoria del complotto lunare »

Un ringraziamento a Paolo Attivissimo (Il Disinformatico), in particolare per questo post »

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P3? No: Q1!

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