Nevrosi del tubo

Ieri mi è stato chiesto come ho fatto a caricare il video del Carnival visto che YouTube al momento pare avere dei seri problemi tecnici che rendono molto difficile fare l’upload. Ecco come sono riuscita a risolvere, spero funzioni anche per voi:

1) Controllate che il softwere java del vostro sistema sia aggiornato». Casomai vi mancasse o aveste una versione obsoleta, potete installarlo o fare l’aggiornamento QUI».

2) Andate a questa pagina» e guardate se vi appare la finestra del caricamento file video avanzato. In caso ci sia, scegliete dal vostro hard disk la posizione del video e caricatelo. Questo sistema permette di fare l’upload qualche secondo per volta in modo da compensare eventuali interruzioni di collegamento internet e alla fine non dovreste riceverete errori (al contrario della normale pagina per l’upload che, come si diceva, in questi giorni fa i capricci).

3) Se invece vi apparisse un messaggio che dice che non avete il java attivato (you do not have Java installed or enabled) e voi invece siete certi che il java ci sia (a me succede con Opera ad esempio, non c’è verso di farlo funzionare) scaricate Chrome» che è un browser leggero che assomiglia appunto ad Opera (anche se con molte meno opzioni). Utilizzatelo per andare alla suddetta pagina dell’upload file avanzato, caricate il video e oplà! Il filmato arriverà sano e salvo a destinazione.

Pubblicato su Pronto Hal mi ricevi?, Zootropio. Commenti disabilitati su Nevrosi del tubo

Una luna come non l’abbiamo mai vista

Una cosa che mi ha sempre colpito riguardo la mia infanzia è che ho pochissimi ricordi. La mia memoria, per qualche incomprensibile ragione, sembra partire dalla prima elementare, nello specifico quando mi sentii male in classe e nella corsa per arrivare al bagno, vomitai nel corridoio. Ricordo la bidella che passava di lì giusto in quel momento, ricordo che lanciò un gridolino e disse qualcosa come “ossignore!” e soprattuto ricordo me stessa tutta confusa rispondere con un filo di voce “scusa…”.

Non mi sono mai stupita granché dell’entità del mio primo ricordo; ovvio che fosse imbarazzante, traumatizzante e leggermente disgustoso: conoscendomi, era inevitabile che mio ingresso nella vita consapevole fosse destinato ad venire celebrato così. In realtà, giusto un paio di giorni fa, mi sono resa conto che la mente deve avermi giocato uno strano scherzo, perché all’mprovviso, tutto d’un botto, mi è apparso nitidissimo il ricordo di un avvenimento accaduto precedentemente a quella deprimente mattina.

Era il 20 luglio del 1969; avevo cinque anni e mentre mi trovavo nel salotto di casa mia a guardare quel catafalco che era il primo televisore di famiglia, lontano 384.400 chilometri dal tappeto dove stavo seduta, l’Apollo 11 toccava per la prima volta il suolo lunare.

Ricordo con precisione cristallina Tito Stagno annunciare l’allunaggio e ricordo sopratutto l’emozione che ho provato. Percorrere tutta la volta celeste per arrivare a scendere sulla luna, ho pensato, che evento prodigioso! Un pensiero filosofico niente male per una cinquenne.

Ore 22,17, Tito Stagno: “Ha toccato!”

Certo poi, negli anni a seguire, quel momento sarebbe stato offuscato da ridicole diatribe (aveva ragione Tito Stagno o Ruggero Orlando ad annunciare il momento dell’allunaggio? E l’uomo c’era andato veramente sulla luna o si era trattato d’una messa in scena?) ma in quel momento, in quel preciso istante, c’ero solo io, la televisione, due giornalisti a cui volevo bene come se fossero dei parenti e l’immensità dell’universo da esplorare. Una specie di “attimo perfetto”, non so se rendo l’idea. Talmente perfetto che, chissà per quale curioso corto circuito mentale, non conservo alcuna memoria della successiva passeggiata lunare di Neil Armstrong (probabilmente a quell’ora ero già a nanna da un pezzo) anche se l’iconica impronta dello scarpone terrestre nella polvere del conquistato satellite mi avrebbe accompagnato, indelebile, per molti anni a venire.

Bene, un po’ in celebrazione dell’ingenuità perduta di quegli anni, un po’ per ricordare quella straordinaria impresa (il computer di bordo d’ausilio agli astronauti aveva appena 12 Kbyte di RAM (dodici Kbyte!) vorrei proporvi un video indimenticabile: il momento dell’allunaggio dell’Apollo 11 mostrato attraverso gli incredibili filmati d’epoca restaurati e riassemblati con amore e certosina pazienza dall’appassionato di voli spaziali Stephen Slater. Il filmato è straordinario perché le lunghe riprese della sala Controllo Missione sono state in passato mostrate solo parzialmente e non era stato possibile fino ad ora, sincronizzare alle immagini l’audio delle comunicazioni radio (registrate su nastri separati dalla pellicola). Veramente una luna come non l’abbiamo mai vista.

video edited and distributed by FootageVault »

Per saperne di più (sono parecchie fonti ma tutte in italiano):

Sulla missione Apollo 11 »

Sul Modulo Lunare Apollo »

Sul computer di bordo »

Sull’allunaggio »

La diretta TV Rai dell’allunaggio »

Su Tito Stagno e la trasmissione del 1969 »

Su Ruggero Orlando »

Sulla teoria del complotto lunare »

Un ringraziamento a Paolo Attivissimo (Il Disinformatico), in particolare per questo post »

.

Pubblicato su Mio Dio... è pieno di stelle!, Pronto Hal mi ricevi?, Utopian reality, Zootropio. Commenti disabilitati su Una luna come non l’abbiamo mai vista

Peace Games (parte XI)

Stone Age Sam
Guida il troglodita Sam (haaaarrrr!) alla conquista del pianeta fabbricando attrezzi primitivi, cacciando, pescando e sopravvivendo agli attacchi di lupi, orsi e tigri dai denti a sciabola (e manesche fidanzate). Inizialmente sembra un giochino punta e clicca come tanti altri ma l’ironia della storia e le difficoltà crescenti -anche se mai insuperabili- vi terranno impegnati per buona parte della pausa pranzo. Estraniante e divertente, con un delizioso tocco macabro come ciliegina sulla torta.

Gioca a Stone Age Sam »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

Gioca a Stone Age Sam 2: The Ice Age »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Bowja the Ninja 3
Nuovo capitolo delle avventure dell’eroico mini-ninja Bowja nel suo viaggio per salvare il mondo. Come sempre il disegnatore/sceneggiatore/programmatore Robin Vencel (Pencilkids) ci delizia con variopinti paesaggi e spassose scene di guerra, più un travolgente inizio in stile Indiana Jones. Se vi siete persi i precedenti capitoli, li trovate qui ».

Gioca a Bowja the Ninja 3 – Ninja Kami »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Retardo and the iron golem
Sempre da Pencilkids, il primo episodio della sua nuova serie fantasy. Disegni e animazioni sono deliziosi come sempre (e ricordano vagamente le illustrazioni del nostro grande Emanuele Luzzati») ma questa volta l’autore si è divertito a calcare un po’ la mano sullo stile splatter con deliranti risultati -impalamenti e infilzamenti, anche multipli!- per la gioia di grandi e piccini. Preparatevi anche a morire parecchio, molto più frequentemente del già cagionevole di salute Bowja the Ninja.

Gioca a Retardo and the iron golem »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

La pagina di Pencilkids:
http://www.pencilkids.com/

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Loondon
Ispirato nella grafica e nelle musiche ai capolavori della Amanita Design, questa triste fiaba noir racconta la storia di un gigante che abbandona il circo dove ha trovato rifugio per intraprendere un viaggio alla volta della misteriosa “città divina di Loondon” convinto che la sua deformità, laggiù, verrà tollerata. Il gioco non è difficile e le illustrazioni e l’atmosfera sono superlative. Schermate scritte in inglese spiegano la storia ma non è indispensabile capirle per finire il gioco.

Gioca a Loondon »

*Walkthrough e soluzione* (video) »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Automaton Part 2
L’atteso ritorno di uno dei primissimi giochi punta e clicca della storia. Nel solito inconfondibile stile steampunk, l’ultima fatica di Fredrik Strøm (Littlenorwegians) nonostante il titolo è in realtà il terzo episodio della saga (la prima parte era infatti stata preceduta da una introduzione giocabile). Si tratta anche, probabilmente, dell’ultimo episodio in senso più ampio, almeno per qualche tempo, dato che il suo creatore ha deciso lasciare momentaneamente da parte la programmazione in flash per dedicarsi a tempo pieno ai giochi in 3D. I precedenti capitoli di Automaton li trovate qui ».

Gioca a Automaton Part 2 – Mr. Crumpet »

*Walkthrough e soluzione*
Il gioco è recente perciò al momento ho trovato un solo walkthrough. Lo trovate in fondo a questa pagina » negli ultimi commenti al post.

La pagina di Deviantart di Fredrik Strøm
http://littlenorwegians.deviantart.com/

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

NOTA: ho avuto finalmente il tempo di risistemare i post dedicati ai Peace Games e adesso i collegamenti dovrebbero funzionare tutti a dovere (escluso uno; purtroppo sembra non esistere più in rete il gioco SkyFish). Perciò, se vi è capitato di trovare in passato dei links defunti che vi hanno impedito di giocare, provate a dare un’occhiata al link indicato qui sotto, ogni pasticcio dovrebbe essere stato risolto.

Potete leggere tutti gli articoli dedicati ai “peace games” raccolti in un unico post QUI »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

.

Pubblicato su Pronto Hal mi ricevi?, Utopian reality. Commenti disabilitati su Peace Games (parte XI)

Metti Hemingway nel taschino

Più di un anno fa mi capitò di scrivere un post su come trasportare gli ebooks nel proprio iPod. Siccome il software di cui parlavo (che aveva tra l’altro notevoli bugs) è stato abbandonato dai relativi programmatori, mi sono divertita a dare un’occhiata in rete per vedere se nel frattempo qualcuno si era inventato un nuovo software (rigorosamente freeware) che potessero fare al caso mio.

 

Vivere all’estero, per quanto piacevole, può essere motivo di sconforto per chi ama leggere in lingua madre. Io, per esempio, che non ho difficoltà a divorare libri in inglese, resto comunque affezionata all’italiano; per quanto capisca ogni parola, la lettura in un’altra lingua limita la mia capacità d’immersione, d’identificazione e questa è la ragione per cui accetto di buon grado persino il dazio limitante della necessaria traduzione.

Dunque, vivendo all’estero, soffro da sempre come molto altri miei compatrioti, di crisi di astinenza da lettura. La nostra condizione di nomadi in perpetua migrazione ci costringe a rinunciare ai chili di carta (magari tonnellate) che ci porteremmo volentieri dietro, optando per soluzioni meno suggestive e più pratiche. Con l’avvento dell’iPhone (o dell’iPod Touch) molti hanno avuto modo di porre rimedio a questa carenza ma non è una soluzione per tutti, poiché il prezzo di questi gadgets elettronici è decisamente sproporzionato (bello quanto vuoi, ma io 250 sterline per un telefono non le pagherò MAI). Inoltre l’Italia è molto indietro per quanto riguarda la vendita di ebook online; qui negli UK, pagando una cifra del genere, ci si garantisce anche l’accesso all’intero patrimonio letterario mondiale per cinque sterline a libro, cosa che lenisce almeno un po’ il dissanguamento; lo stesso, ahimè, non succede in Italia.

Un’ alternativa, naturalmente, sono gli ebook readers ma anche qui il prezzo arriva ad essere devastante (giusto ieri ne ho visto uno a 600 sterline, ma siamo matti?!) e comunque, a dirla tutta, io detesto gli schermi ad inchiostro elettronico.

Allora, mi sono chiesta, come fare per spendere il meno possibile (e cercando d’impazzire il meno possibile) e allo stesso tempo riuscire a leggersi un dannatissimo libro in italiano ogni tanto?

Per chi possiede un iPod (io ne ho uno di 5a generazione ma questo metodo funziona per ogni modello video, incluso il minuscolo iPod Nano) ci sono un paio di soluzioni che vale la pena di esplorare. Tra l’altro, il secondo metodo (di cui parlo più avanti) si presta anche per l’utilizzo con iPhone e iPod Touch (che comunque, ricordo, hanno a disposizione l’eccellente programma gratuito di lettura Stanza») sicché ognuno può trarne qualche godimento.

I metodi più pratici per trasportare i libri da computer a iPod sono due molto diversi tra loro, con molti lati positivi (e qualcuno negativo) entrambi.

Prima di cominciare: meglio utilizzare il formato .txt!

I programmi che mi appresto a testare con voi possono convertire i più conosciuti tipi di documento (pdf, doc, rtf etc) in formato adatto all’iPod senza passaggi intermedi. Il problema però è che non sempre le versioni “tradotte” sono scevre da difetti. In particolare, il formato pdf è quello più difficile da convertire per le sue caratteristiche “architettoniche” di programmazione che lo rende più simile ai files fotografici che a quelli di testo. Pertanto il mio consiglio è di non lasciarsi tentare da grafiche troppo elaborate ma ripiegare quando possibile sul semplice formato .txt.

Anche programmi come Openoffice (gratuito, scaricabile qui») o Microsoft Office (generalmente dato di corredo col computer) ci permettono di salvare agevolmente un documento di testo in txt. In particolare, i risultati migliori si ottengono con file .doc e .rft. Se proprio non riuscite a trovare in rete il libro che state cercando in txt, doc o rtf, provate pure a convertirlo da pdf ma, vi avverto, le aberrazioni grafiche possono risultare inguardabili; si va dall’eliminazione degli accenti sostituiti, se non si usa il specifici formati di codifica, da punti interrogativi o quadratini, ad aggiunte di caratteri superflui come i numeri delle pagine presenti nel pdf originale mischiati al testo.

Per questa ragione mi permetto di ribadire: come regola di base, dove è possibile cercate di utilizzare il formato txt, che oltre ad una maggiore compatibilità con l’iPod, garantisce la possibilità di modificare il testo in modo rapidissimo (basta cliccare due volte sull’icona del txt per aprirlo automaticamente con il blocco note fornito di corredo con Windows. A quel punto, modificato a piacimento, basta fare click su “salva” per andare a sovrascriverlo sul documento originale).

Prepariamo il nostro iPod:

Un’operazione che è consigliabile fare prima di occuparci dei trasferimenti dei testi, è abilitare l’iPod alla ricezione diretta dei dati. Per far questo è necessario intervenire su un settaggio presente in iTunes, alla pagina principale chiamata “riepilogo”. Connettete quindi il vostro iPod al computer, aprite il programma, cercate l’opzione “abilita come utilizzo disco” e aggiungete un segno di spunta (se vi interessano ulteriori informazioni su questa operazione le trovate QUI»).

Scarichiamo un testo:

Dato che illustrerò abbastanza nel dettaglio il procedimento per portare un libro nell’iPod, ho pensato di accludere un file già pronto in formato txt in modo che abbiate qualcosa di concreto su cui lavorare. Si tratta di Alice nel paese delle meraviglie » un titolo che non è coperto da copyright; scaricatelo, unzippatelo e salvatelo in una posizione per voi comoda.

METODO 1: DA TESTO A NOTE

Il primo sistema, il più spartano e forse il più pratico da un punto di vista di trasferimento del testo, è quello di usare un piccolo ma ottimo programmino gratuito chiamato WordPod (scaricabile qui»).

WordPod ci permette di convertire i testi (anche voluminosi) in “note”. Le note, nell’iPod, sono pagine virtuali che risiedono sotto il menù “extra“ e che possono accogliere brevi documenti di testo. Siccome questa funzione è stata introdotta con l’idea di avere a disposizione piccole note e appunti (come una lista della spesa o simili) il numero di caratteri massimo è limitato a circa 4000 e non esiste di fabbrica un sistema per dividere in vere e proprie pagine un testo più lungo. La funzione di WordPod è proprio quella di suddividere automaticamente il libro ogni 4000 caratteri, in modo da creare delle pagine che possono essere sfogliate grazie a delle frecce presenti all’inizio di ogni pagina (per tornare indietro) e alla fine (per andare avanti).

Per trasferire il testo sull’iPod bisogna semplicemente collegare quest’ultimo con l’apposito cavetto al computer; fatto ciò assicuratevi di chiudere iTunes, casomai si fosse aperto automaticamente, e fate partire WordPod. Una volta attivo, il programma riconoscerà il vostro iPod e vi mostrerà una finestra simile a questa (dove però la lista dei titoli sarà probabilmente vuota):

Per importare il testo è sufficiente fare click su “add”. A questo punto si aprirà un’altra finestra per scegliere il file da importare. Una volta scelto, si aprirà ancora un’altra finestra dove vi consiglio di lasciare tutto come nella foto che segue, impostando come “language” l’opzione “italiano” (se il libro è scritto in italiano, ovviamente) e facendo attenzione a togliere la spunta alla voce “wrap to screen”, in modo da mantenere inalterata la tabulazione del documento originale.

Nella voce “encoding” dovreste trovare già settato “windows-1252”, un algoritmo di traduzione generico che dovrebbe funzionare bene. Casomai, una volta ultimato il processo, notaste delle aberrazioni grafiche o dei problemi con accenti, apostrofi o spazi tra i caratteri, provare a cambiare il settaggio in “UTF-8” che spesso meglio si adatta alla lingua italiana.

A questo punto, premendo ok, il nome del file di testo verrà aggiunto alla lista. Si aprirà quindi un’ultima finestra dove sarà possibile cambiare il titolo, aggiungendo nome dell’autore e altre informazioni come data e genere. Fatti gli eventuali cambiamenti, premendo nuovamente “ok”, la lista mostrerà la versione definitiva del nuovo libro pronta per essere trasferita.

Ripetendo questi passi è possibile aggiungere quanti libri vogliamo ma poiché il numero massimo di note previste nell’iPod è limitato a 1000, consiglio di non esagerare. Inoltre, una volta convertiti, i testi andranno ad occupare più spazio di quello che si immagina e richiederanno un certo lasso di tempo per venire caricati ad ogni accensione dell’iPod o dopo ogni collegamento col computer, azione che resetta la distribuzione interna della memoria del lettore il quale viene quindi reinizializzato automaticamente una volta scollegato; per capirci, io generalmente riesco a farci entrare una media di tre-quattro libri lunghi o sette-otto medi per volta. Per avere un’idea abbastanza precisa di quante note stanno per essere trasferite, tenete d’occhio l’ultima colonna del programma (“notes”), fate l’addizione e mantenetevi sotto il limite di 1000 per trasferimento.

Quando avrete i vostri libri pronti nella lista, fate un segno di spunta ai titoli che volete esportare e fate click sull’iconcina dell’iPod verde in alto a destra (“sync”): i testi verranno automaticamente riversati come note nell’iPod divisi in capitoli/pagine ordinate.

Una cosa che è importante ricordare, è che quando in seguito andrete ad aprire WordPod ritroverete nuovamente la lista di libri che avete caricato la volta precedente. Se infatti guardate di nuovo l’immagine più in alto, vedrete che al momento dell’apertura del programma, nella mia lista erano già presenti due libri. Per cancellare un testo che avete finito di leggere, togliete la spunta a tutti i libri tranne quello che volete cancellare e premete su “delete”.

Finito il processo, chiudete i programma e importante! Prima di scollegare l’iPod dal computer fate click col tasto sinistro del mouse sull’ìconcina nella task bar indicata dalla freccia nell’immagine

e fate ancora click sulla periferica che corrisponde all’iPod. Nel mio caso la lettera è “I” ma solo perché possiedo due hard disks di sistema e tre esterni.

Quando un messaggio vi avviserà che l’hadware è stato rimosso, potrete a quel punto staccare fisicamente l’iPod.

Se non sapete a quale lettera il vostro iPod corrisponde, fate click su “start” quindi su “risorse del computer” e cercate il nome o numero di serie del vostro iPod (indicato come “disco rimovibile”) nella lista dei vari hardware installati.

Fate molta attenzione: disinserirlo prima di scollegarlo attraverso l’opzione “rimozione sicura dell’hardware” è molto rischioso, si possono perdere i dati contenuti o addirittura le impostazioni funzionali: non fatelo mai.

Come leggere un libro trasferito con WordPod

Nel menu principale dell’iPod, scendete fino a trovare l’opzione “extra”; fate click su “note” e scegliete il libro e il capitolo che vi interessa.

WordPod – valutazione finale:

Pro

– Programma facile e intuitivo.

– I libri in formato txt occupano meno spazio di altri formati.

– Grafica semplice, font nitidi su fondo bianco, essenziale ma molto leggibile.

– Potendo far scorrere continuamente il testo semplicemente sfiorando il cerchio dei comandi dell’Ipod, la lettura è molto piacevole.

– Il programma converte egregiamente i testi in formato txt conservando punteggiatura originale, accenti e spazi tra i caratteri.

Contro:

Leggere un libro attraverso le note può essere frustrante per varie ragioni:

– Il passaggio da una pagina all’altra non è istantaneo, impiega circa tre secondi.

– Nel programma c’è un piccolo bug che rende ogni tanto inutilizzabili le frecce per voltare le pagine. Non tutti i libri che ho trasferito soffrono di questo difetto, a volte succede, a volte no, senza apparente ragione.

– In certi modelli di iPod (quelli non nuovissimi) non è possibile tornare all’indice delle pagine direttamente; bisogna infatti clickare sulla parte alta della rotella dell’iPod alla voce “menu” tante volte quante sono le pagine che avete letto. La cosa non sarebbe terribile se non fosse per il bug che di tanto in tanto impedisce di voltar pagina. A questo punto è necessario tornare indietro all’indice (e se siete a pagina 900 è veramente una gran rottura!) per riuscire a continuare a leggere.

Nota: questo difetto è stato corretto per gli iPod di ultima generazione e ora, per molto modelli, è sufficente tener premuto per un secondo l’opzione “menu” per uscire dalle note.

METODO 2: DA TESTO A IMMAGINI

Un altro metodo per importare i testi nell’ iPod è quello di trasformarli in file di immagine.

Sia l’iPod Nano che quelli Classic di 4a e 5a generazione, permettono di importare fotografie dal computer o direttamente dalla macchina fotografica in vari formati (bmp, jpg, tif etc). Questo ci consente di realizzare qualcosa molto particolare (e anche molto grazioso) con i nostri libri.

Per ottenere delle immagini da un file di testo è però necessario fotografare letteralmente il documento in frammenti consecutivi abbastanza piccoli da poter entrare nello schermo dell’iPod. Fare questo lavoro a mano, va da se, è impossibile, ma per fortuna esiste il programmino gratuito eBook to Images (scaricabile qui») che farà tutto da solo offrendoci anche delle possibilità creative non indifferenti.

Come specificato per WordPod, anche eBook to Images è capace di convertire partendo da una notevole quantità di formati. Nel suo specifico caso, il logaritmo dedicato al formato pdf funziona meglio di molti altri software, pur mostrando alcune delle solite, inevitabili, aberrazioni grafiche nel testo finale.

La particolarità di eBook to Images sta nell’ampio ventaglio di settaggi che, se scelti bene, vi permetteranno di ottenere un eccellente risultato finale. Per semplificare la spiegazione, vi mostro alcune schermate commentando settaggio per settaggio.

Cominciamo dall’alto:

MP3 Player: qui è possibile scegliere il tipo di lettore che vogliamo usare. Nel mio caso ho selezionato Apple e Nano 3G perché questo settaggio vale anche per gli iPod Classic di 4a e 5a generazione.

Screen Width e Height: sono le misure in pixels dello schermo del lettore. La misura perfetta viene fornita automaticamente, in questo caso 320 pixels per 240.

Image type: potete scegliere tra BMP, JPG e PNG. Il formato JPG è generalmente quello consigliato perché produce immagini di ottima qualità mantenendo allo stesso tempo la grandezza dei files a misure contenute.

Subito sotto troviamo una serie di schede sfogliabili dove impostare settaggi più specifici.

Image

Inverse color: permette di sceglie se vogliamo il testo di colore chiaro o scuro. È sopratutto una questione di gusti, ma generalmente si dice che uno sfondo scuro con testo chiaro affatichi meno la vista di uno chiaro con testo scuro.

Page numbers: aggiungerà un piccolo numero di pagina in alto a destra. Indispensabile, dato che un libro, una volta convertito, arriva ad avere senza problemi oltre mille pagine.

Rotate 90° o 270°: questo settaggio è specificatamente dedicato all’iPhone e all’iPod Touch e permette di ruotare l’orientamento del testo per leggerlo in formato widescreen. Nel nostro caso non serve, lasciate tutto com’è.

Anti-aliasing: da tenere sempre spuntato come prassi, serve a rendere il testo più definito e leggibile.

JPEG quality: consigliabile settarlo sempre al 100%.

Background: attraverso questo sfizioso comando è possibile scegliere un’immagine di sfondo salvata preventivamente sul vostro computer. In questo caso, come potete vedere nell’anteprima (a destra nella foto) ho scelto una pagina in stile vintage che ho preparato appositamente. Questo sfondo, come molti altri, lo troverete nella raccolta che accludo a fine articolo e potrete scaricarlo e usarlo liberamente.

Più in basso trovate altri settaggi di base:

Open eBook: qui potete scegliere il testo da convertire.

Open template: serve ad aggiungere un file in txt da anteporre all’inizio del libro, come delle note con il copyright (se per esempio volete realizzare un libro per l’iPod partendo da un vostro testo). Nel nostro caso non serve perciò lasciamolo perdere.

Convert to images: serve a far partire la conversione; non toccatelo per ora, ci torneremo sopra dopo che avremo impostato tutti i settaggi.

Cambiando scheda, troviamo la voce

Font

Font: qui è possibile scegliere qualsiasi stile di scrittura presente sul vostro computer. Non esiste una regola precisa, ma sicuramente ci sono fonts più adatti alla lettura di altri. Io utilizzo normalmente l’elegante Bookman Old Style, che è la grafica propria della maggior parte dei libri in commercio.

Size: qui è possibile impostare la grandezza del font. Dopo aver fatto un po’ di prove, sono giunta a conclusione che una misura 13 sia il compromesso migliore tra leggibilità e spazio utilizzato. Potete ovviamente ingrandirlo ma tenete sempre a mente le misure effettive dello schermo del vostro lettore, altrimenti rischiate di trovarvi a leggere pagine di dieci parole ognuna (!).

Colors text: potete scegliere qualsiasi colore per il testo.

Colors Background: anche qui, potete scegliere qualsiasi colore. Se, come nel mio caso, avete aggiunto uno sfondo alla pagina, lasciate il quadratino settato su bianco.

Passando alla scheda successiva troviamo

Text

Returns: settaggio importante, assicuratevi che non ci sia segno di spunta in modo da lasciare inalterata la formattazione originale del testo.

Orientation: assicuratevi anche qui che non ci sia segno di spunta; serve a cambiare l’allineamento del testo, accostato a sinistra (come nell’editoria occidentale) o a destra (utilizzato nei paesi orientali).

Encoding: questo è un’opzione importante. Di partenza sarà settato su “automatic detection” ma vi consiglio di portarlo su UTF-7, che è un sistema di codifica adatto all’italiano. Per qualche strana ragione, l’UTF-8, che dovrebbe rappresentare lo standard specifico per la nostra lingua, non fa un gran lavoro di traduzione delle lettere accentate.

L’ultima scheda che trovate è

Output

Folders: qui è possibile, se lo si desidera, suddividere in varie cartelle il libro finale. Nel nostro caso serve invece un’unica cartella, perciò setteremo “all”.

Oh, abbiamo finito! A questo punto, fate click in basso su “convert to images” e vedrete partire velocissima la conversione nella finestra nell’anteprima.

Una volta finito il processo verrà da domandarsi: non mi ha chiesto dove salvare il mio libro, dove diavolo l’avrà messo? Per semplificare le cose, il programma posiziona la cartella che raccoglie tutte le immagini proprio sul desktop.

A questo punto potete fare due cose: lasciarla lì e indicare quella posizione al programma di trasferimento tra computer e iPod (iTunes o simili, come vedremo dopo) oppure, come faccio io, spostarla in un vostro archivio personale.

Muovere la cartella da un folder all’altro non è un problema ma ATTENZIONE: spostate o copiate sempre l’intera cartella, mai le sole immagini al suo interno.

Come aggiungere il libro all’iPod utilizzando iTunes

Al contrario di WordPod, eBooks to Images non si occupa del trasferimento diretto del file finale all’iPod perciò, per far questo, dovremo servirci di programmi appositi come iTunes. Purtroppo iTunes, bontà sua, non gestisce i files di immagini in maniera granché intuitiva sicché mi permetto di darvi qualche suggerimento nella speranza di risparmiare a voi la frustrazione che ho dovuto subire io vagando tra forum e siti Apple alla ricerca di informazioni.

Prima di tutto, create sul desktop o in un vostro folder una nuova cartella e chiamatela qualcosa tipo “libri” o “ebooks”. Fatto questo, trascinateci o copiate le cartelle confezionate da eBook to Images. Perché vi dico di far questo? Perché iTunes, per foto ed immagini, utilizza sull’iPod un’unica cartella e quindi, ogni volta che volete aggiungere una nuova mandata di immagini (o un nuovo libro) lui andrà a cancellare le vecchie per scriverci sopra le nuove, indipendentemente dal nome dei files. Per aggirare questo problema, se creiamo una nuova cartella, iTune non vedrà più i file immagine, ma solo una cartella che a sua volta contiene altre cartelle senza indagare cosa queste cartelle contengano. Queste, riempite con le pagine/immagini dei nostri singoli libri, potranno così venir gestite separatamente, decidendo ogni volta cosa trasferire sull’iPod o cosa tenere momentaneamente fuori senza essere costretti a cancellare i vecchi libri.

Creata dunque questa nuova cartella nominatala -diciamo- “libri”, andiamo a collegare l’iPod al computer e apriamo iTunes. Non appena l’iPod apparirà nella lista a sinistra, clicchiamoci sopra e scegliamo la scheda “foto”.

In questa immagine vedete il contenuto del mio iPod allo stato attuale, cioè con dei libri già pronti per il trasferimento. Voi probabilmente vi ritroverete davanti una finestra vuota.

Fate quindi click in alto su “sincronizza foto da” e cercate e selezionate la cartella “libri” che avete creato.

Vedrete apparire una finestra simile a quella della foto, con tutti i titoli dei vari libri contenuti nella cartella. Probabilmente nella vostra schermata troverete già selezionato con un puntino, il cerchietto accanto a “tutte le foto” seguito dal numero totale di immagini. Nella finestra, in corrispondenza dei titoli, sarà anche presente un segno di spunta su ogni titolo.

La prima cosa che dovete fare, è deselezionare “tutte le foto” e scegliere invece “cartelle selezionate”. Il motivo per cui vi consiglio di fare questo è che iTunes ha il brutto vizio di andare in crash se esageriamo con il numero di immagini da trasferire. Infatti, se guardate nella foto qui sopra, io ho messo il segno di spunta a tre libri, lasciandone momentaneamente fuori due. Non so se il problema sia del mio computer, del mio iPod o della mia ram, ma ho notato che se supero le 4000 immagini, finito il trasferimento da computer a iPod, iTune mi segnala un bell’errore (-50, nello specifico) perciò ho preso l’abitudine di limitarmi trasferire una media di 3 libri per volta. Voi potete provare anche a sincronizzarne di più, casomai riceveste un messaggio di errore, sapete il perché.

Più in basso nella finestra di iTunes, accertatevi di mettere un segno di spunta all’opzione “includi foto a risoluzione massima” in modo da esportare le immagini in qualità migliore.

Fatto questo premete “sincronizza” e bevetevi magari un caffè nell’attesa che iTunes faccia il suo lavoro (il trasferimento non è velocissimo).

Una volta conclusa la sincronizzazione, augurandomi con tutto il cuore che non abbiate ricevuto messaggi di errore, rimuovete l’iPod prima tramite la freccettina accanto al suo nome (nella lista a sinistra) e poi scollegando il cavetto.

Come leggere un libro trasferito con eBook to Images

I libri realizzati con eBook to Images, essendo in pratica immagini, si trovano nell’iPod sotto la voce “foto”. Fate click e si aprirà un sottomenu.

Qui troverete “impostazioni diapositive”, “libreria foto” e i titoli dei libri così come erano scritti sulle cartelle provenienti da eBook to Images (i quali, a loro volta, prendevano il nome dai file originali).

Su “impostazioni diapositive” torneremo a parlare dopo. Per adesso aprite uno dei libri.

Vi apparirà una schermata con l’indice sotto forma di miniature delle pagine. Cliccando su ognuna di esse, il libro si aprirà naturalmente a quella specifica pagina. Per sfogliare le pagine, fate click sulla freccia destra nei controlli dell’iPod, per tornare indietro fate click sulla freccia di sinistra.

Se volete fare altre cose con il vostro iPod e quindi desiderate lasciare momentaneamente il libro da una parte, potete fare click sui comandi alla voce “menu”; ma occhio: non è possibile aggiungere dei segnalibri, perciò se chiudete il libro dovrete poi sfogliarlo tutto per ritrovare la pagina dove eravate rimasti. Per semplificare la ricerca, comunque, tenete a mente che nell’indice, ogni schermata raccoglie 30 miniature e che comunque, aprendo una qualsiasi pagina, basterà sfiorare il cerchio dei comandi in senso rotatorio per far scorrere velocemente le pagine (capite ora perché è fondamentale accertarsi di aver messo il segno di spunta all’opzione “page numbers” di eBook to Images?!).

Se volete dare al vostro libro un aspetto ancora più realistico, potete divertirvi a scegliere nel menu “impostazioni diapositive” la transizione “gira pagina”. Per far funzionare la dissolvenza, aprite una pagina del libro e premete il bottone centrale dell’iPod. Da quel momento potrete procedere con le frecce a destra e a sinistra come sempre.

Importante: i file immagine sono più ingombranti dei semplici file txt: bisogna prestare molta attenzione che al momento della sincronizzazione da iTune a iPod, l’hard disk dove avete salvato i file provenienti da eBook to Images abbia una quantità di spazio libero pari almeno ad 1 GB per ogni libro. Infatti iTune, al momento della conversione, aggiungerà una sua cartella chiamata “iPod Photo Cache” nella stessa cartella del libro. Anche per questa ragione, assicuratevi che i libri, al momento del trasferimento, si trovino su un hard disk di sistema e non esterno, dato che quest’ultimo può creare problemi in fase di scrittura. Se avete l’hard disk interno diviso in partizioni, ognuna di queste può essere usata tranquillamente e verrà rilevata comunque come periferica di sistema.

Altra cosa importante che riguarda il trasferimento da iTunes: la cartella “iPod Photo Cache” che viene aggiunta al momento della sincronizzazione contiene dati indispensabili per la conversione. Se in seguito vorrete aggiungere altri libri all’iPod senza cancellarne qualcuno vecchio, non eliminate la cache preesistente, altrimenti iTunes dovrà ricominciare da capo il trasferimento anche dei vecchi libri. Se per errore l’avete cancellata niente di grave, iTunes impiegherà solo molto più tempo del necessario per la sincronizzazione.

eBook to Images – valutazione finale

Pro

Sono veramente tanti!

– La possibilità di scegliere l’impaginazione giusta per una quantità considerevole di supporti, dalla Apple (iPod, iPhone e iPod Touch) a ben 5 modelli di Zen della Creative fino ad arrivare alla PSP della Sony. E casomai mancasse l’opzione dedicata per il nostro lettore preferito, sarà comunque semplicissimo impostare delle misure di schermo “custom” cioè a piacere.

– Le grandi possibilità grafiche: sfondi diversi da applicare alle pagine, possibilità di scegliere tra lettura notturna (fondo scuro con testo chiaro) oppure diurna (fondo chiaro con testo scuro), totale libertà di scelta di fonts e grandezza delle lettere, possibilità di aggiungere i numeri alle pagine, disponibilità di anti-aliasing per rendere i testi più leggibili, possibilità di ruotare a 90° (e anche a 270°) l’orientamento di pagina e testo ed altre.

– Ottima resa sul supporto finale, immagini luminose e definite, testi molto leggibili, possibilità di scegliere formati diversi per salvare le immagini (bmp, jpg o png).

– Passaggio immediato da una pagina all’altra, con possibilità di scegliere (direttamente sull’iPod) il tipo di dissolvenza preferito.

Contro

– Per trasferire i libri occorre utilizzare iTune o programma analogo limitandosi a importare circa 4000 pagine alla volta (l’equivalente di circa 3 libri).

– Al contrario di WordPod, salvando le pagine come immagini non sarà possibile avere un indice testuale con i vari capitoli. Se perdete il conto della pagina sarà più difficile ritrovarla dovendo cercarla nelle miniature, che sono minuscole e quindi illeggibili, oppure sfogliando l’intero libro.

– Lo schermo di dimensioni contenute permette di ottenere pagine con appena una decina di righe per volta perciò bisogna sfogliare il libro di continuo. Il fatto però che il cambio di pagina sia istantaneo, rende la limitazione non troppo fastidiosa.

Conclusioni

A parte la necessità di avere una buona vista o di utilizzare economici occhiali da lettura per leggere (lo schermo dell’ìPod, in particolare del Nano, è veramente piccolo) io personalmente adoro leggere libri sull’iPod. Te lo infili in tasca e te lo porti dove vuoi e quindi, anche se sfogliare un libro vero è chiaramente tutta un’altra cosa, la praticità del mezzo è impagabile.

Un piccolo problema può essere rappresentato dalla durata della batteria perché durante la lettura, al contrario di quando si ascolta musica, lo schermo rimane acceso. Un trucco per prolungare l’intervallo tra una ricarica e l’altra è di abbassare l’illuminazione.

Per far questo andate nel menu principale dell’iPod, scorrete verso il basso fino a “impostazioni”, fate clic su “luminosità” e modificate i settaggi. Se state leggendo un libro ottenuto con eBook to Images, lo stesso menu può essere aperto più agevolmente da una qualsiasi pagina facendo click sul pulsante rotondo centrale.

Quale dei due metodi è migliore?

Sia leggere i file in formato note che attraverso le immagine è ugualmente pratico. WordPod ha probabilmente qualche contro supplementare anche se, a dirla tutto, eBook to Images comporta un po’ più lavoro nella fase di trasferimento delle immagini.

Personalmente utilizzo entrambi i programmi, indifferentemente. Il sistema fluido di scorrimento del testo in WordPod è forse superiore, da un punto di vista di praticità, alla lettura pagina per pagina di eBook to Images ma la possibilità di modificare a piacimento l’aspetto grafico finale del testo offerto da quest’ultimo software aggiunge un po’ di “atmosfera” all’esperienza visiva.

Sfondi per eBook to Images

Siccome mi diletto ad utilizzare pagine con textures differenti per ogni libro, ho realizzato per me un certo numero di sfondi (per iPod e iPod Nano) che condivido volentieri con voi; li trovate qui sotto suddivisi in “chiari” e “scuri”: questo perché, come abbiamo visto, eBook to Images permette di cambiare anche il colore del testo.

In tutti gli sfondi che vi allego, è presente una specie di macchia chiara (o scura) nell’angolo in alto a destra: è lo spazio per il numero della pagina, per far sì che sia ben visibile (per quanto molto piccolino) durante la lettura.

Se volete poi divertirvi voi stessi a creare nuovi sfondi, potete usare uno dei miei come base in modo da ottenere un’immagine di misura giusta per entrare nel video dell’iPod. Sia per il Nano che per gli iPod di 4a e 5a generazione, questa misura è esattamente 320 pixels x 240 (mentre per l’iPhone e l’iPod Touch è leggermente più alta, 320×480. Tenete presente che gli sfondi più adatti alla lettura sono quelli a tinta unita o con lievi disegni.

Scarica il pacchetto con 15 sfondi chiari »

Scarica il pacchetto con 15 sfondi scuri »

.

Nota finale:

Ecco qui di seguito i links di alcune librerie italiane che permettono il download gratuito in formato TXT:

Liber Liber »

OZoz »

.

 

Pubblicato su Inutile fondamentale, London life, Pronto Hal mi ricevi?. Commenti disabilitati su Metti Hemingway nel taschino

Peace games (parte X)

The Blue Beanie
Questo delizioso gioco di Daphne Lim, ispirato ai soliti (inarrivabili) Samorost di Amanita Design, racconta le avventure di una strana creaturina bianca alla ricerca di un uccellino azzurro che le ha rubato il cappello. Punta e clicca facile facile, lo scopo di The Blue Beanie non è quello di mettere in difficoltà il giocatore bensì di regalare un attimo di poesia nella vita frenetica di tutti i giorni. Il gioco funziona (anzi, direi di più, affascina) complici le ambientazioni quasi prevalentemente arboricole e le rarefatte atmosfere musicali made in Mark Holdaway.

Capture_824

Gioca a The Blue Beanie»
*Walkthrough e soluzione* (video) »

Il sito ufficiale di Daphne Lim
http://daphnelim87.110mb.com/

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Hanamushi.under.jp
In questo sito/portfolio di Akira Noyama è possibile non solo ammirare le bellissime (e particolarissime) illustrazioni dell’artista ma anche divertirsi con dei minuscoli giochi punta e clicca che definire surreali è dire poco… Grafica superlativa, atmosfera un tantino lugubre ma poetica, logica di gioco intrigante.

Capture_825

Gioca a Wheat Straw Girl»
*Walkthrough e soluzione* qui »

Capture_826

Gioca a Pocku’s Friend»
*Walkthrough e soluzione* (video) »

La homepage del sito:
http://hanamushi.jp/

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

GrowCube
Questo è un giochino veramente strano. L’impresa sembra semplice, colonizzare un bizzarro planetoide cubico utilizzando varie risorse per favorire lo sviluppo tecnologico di una tribù di ominidi. Il problema sta nell’inserire nel giusto ordine queste risorse affinché non vadano sprecate, penalizzando il punteggio finale. Più che bizzarro, quasi incomprensibile; resta comunque -per qualche misteriosa ragione, tra cui indubbiamente la grafica minimalista- un giochino irresistibile!

Capture_827

Gioca a GrowCube»

La homepage di EyezMaze con altri giochi
http://www.eyezmaze.com/

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Being One *conoscenza dell’inglese non indispensabile ma utile*
Risvegliandovi immersi in una soluzione verdastra e uscendo da quella che sembra una capsula di contenimento, vi troverete bloccati in un laboratorio dove vengono portati avanti esperimenti su misteriose forme di vita aliena. Il gioco è tutto sommato semplice e gli schemi piuttosto brevi, ma la bella grafica e i piccoli puzzle che si devono risolvere per guadagnare l’uscita rendono piacevolissima l’esperienza ludica.

Capture_828

Gioca a Being One episodio 1»

Gioca a Being One episodio 2»

Gioca a Being One episodio 3»

*Walkthrough e soluzioni*
Si trovano all’interno della finestra di gioco, in basso a destra.

Sito ufficiale
http://www.lunchtimekillers.com/beingone/index.html

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Seascape
Questo gioco è molto rilassante (mine da disinnescare a parte). Siete un subacqueo e il vostro compito è esplorare varie parti dell’arcipelago in cerca di tesori e di soggetti interessanti (e redditizi) da fotografare. Avete a disposizione una serie di strumenti (macchina fotografica, coltello, fiamma ossidrica, torcia elettrica ecc.) che vi aiuteranno a guadagnare denaro, oltre che a rendere più movimentata la vostra immersione. Per accedere ai vari livelli (e di conseguenza alle diverse zone marittime) bisogna realizzare gli intenti delle varie missioni visualizzabili man mano premendo la “i” in alto a destra nello schermo di gioco.

Capture_829

Gioca a Seascape»
*Walkthrough e soluzione* qui »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

Potete leggere tutti gli articoli dedicati ai “peace games” raccolti in un unico post QUI »

• • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •

.

Pubblicato su Pronto Hal mi ricevi?, Utopian reality. Commenti disabilitati su Peace games (parte X)

Art games parte II

Come promesso, vi segnalo alcuni spassosi (e interessanti) giochi pseudo-artistici che si trovano in rete e che si possono utilizzare direttamente online, senza dover scaricare nulla.

Scribbler
Questo programma non è solo divertente, è pure incredibilmente creativo. Disegnate nel quadrato bianco qualsiasi cosa, non importa che sia un capolavoro. Poi fate click su “done drawing”. Si aprirà un menù che vi permetterà di influenzare il generatore automatico cambiando colori, spessore del tratto, trasparenza, ampiezza degli scarabocchi. Alla fine cliccate su “start scribbler” e guardate -con stupore- cosa succede. Coloro che hanno una tavoletta grafica possono ottenere dei veri e propri piccoli capolavori ma anche un disegnino tremolante fatto col mouse verrà trasformato da Scribbler in qualcosa di speciale.

Crea con Scribbler »

YellowMoon

Immagine ottenuta con Scribbler e colorata con Photoshop

NAG – Net.Art Generator
Questo generatore d’ispirazione dadaista, realizza un collage di immagini pescate a caso nel web in risposta a parole o frasi scritte dall’utente. Per esempio, qui di seguito, potete vedere un bizzarro esperimento. Il titolo sotto l’immagine riporta il testo che viene scritto per indirizzare la ricerca del programma.

Crea con il NAG »

Nag02

Un esempio delle possibilità che NAG offre.
(In basso… ehm… la frase che ho inserito nel generatore).


Typo
Questo generatore casuale, dedicato particolarmente agli appassionati di grafica, permette come nel caso di NAG di scegliere una parola o una frase e di ottenere una composizione, questa volta esclusivamente tipografica. I risultati sono sempre particolari. Una volta ottenuto un’immagine che ci piace, è possibile ingrandirla in versione 640×480 e quindi salvarla sul proprio pc.

Crea con Typo »

typoGenerator01

Typo crea illustrazioni sempre interessanti. Qui sopra: “WOTG”. Sotto: “Paz”.

typoGenerator02

Dreamlines
Simile nella concezione a NAG e Typo, questo generatore parte da una parola o una frase per ottenere anch’esso un’illustrazione ma lo fa in modo particolare: infatti non si ferma ad un’unica immagine ma continua a cercare a caso nel web e realizza un’animazione continua che passa da un disegno all’altro. L’effetto è bellissimo, spesso sorprendente, perché le parole inserite per la ricerca possono portare il programma a scegliere delle sequenze di immagini veramente strane (vedi sotto, la parola scritta era… “gabbiano”!).

Crea con Dreamline (richiede Explorer) »

Dreamline01

Surreal Painter
Come dice il nome, questo programmino in flash realizzato per The Wadsworth Atheneum Museum of Art, permette di giocare con immagini surreali semplicemente scegliendo nel database illustrato e spostando le varie parti della scena, portandole in primo piano o sullo sfondo, girandole a piacimento e agendo sui colori per variare la tonalità dell’insieme e sulle trasparenze per ottenere risultati più o meno eterei.

Crea con il Surreal Painter »

Surreal-Painter01

Surreal-Painter02

.

Pubblicato su Illustris, Pronto Hal mi ricevi?, Utopian reality. Commenti disabilitati su Art games parte II

Contro gli orrori della vita moderna

Fino a ora non avevo considerato di comprare la console Wii. Sono talmente soddisfatta della mia vecchia Xbox che non ho nemmeno mai pensato di passare alla 360, figuratevi un po’. Però devo ammettere che dopo aver visto il video che incollo a fine post, la voglia di giocare col controller ad infrarossi della Nintendo mi è venuto.
Certo, finirei per comprare solo giochi horror -e la spesa alla fine sarebbe proibitiva perché come fai a giocare al nuovo Ju-On: The Grudge senza avere un megaschermo possibilmente grande quanto l’intera parete?- però, comunque, l’idea è stuzzicante. e anche parecchio. Contro gli orrori della vita moderna, l’horror virtuale è assai più rassicurante.

Anteprima di Ju-On: The Grudge, su segnalazione di Paolo San per Giocogiochi.

PS: questo, ovviamente, non è il post abbastanza complicato di cui parlavo due giorni fa. Il problema è che il pezzo sta crescendo a dismisura insieme al mio bruciore di stomaco (ho raggiunto le 6 cartelle a spazio singolo, una roba impresentabile che mi toccherà pubblicare a puntate) sicché temo dovrò lavorarci ancora un po’ su. Oltre a questo c’è poi il “lavoro vero” che, con mio prevedibile disappunto, mi porta via un sacco di tempo. Pertanto chiedo scusa se i post delle prossime settimane saranno un tantino telegrafici e se tarderò a rispondere alle vostre mail. A presto.

.

Pubblicato su Pronto Hal mi ricevi?, Utopian reality, Zootropio. Commenti disabilitati su Contro gli orrori della vita moderna