Troppo troppo troppo lavoro…

… e troppo troppo poco tempo! Sono ancora viva e sono sempre a Londra ma una quantità esagerata di impegni (di quelli noiosi, niente su cui vale la pena di scrivere nemmeno mezzo post per intenderci) mi impediscono di dedicarmi come si deve al blog. Me ne scuso con amici/lettori e in attesa che la vita torni un po’ alla normalità, vi invito a seguirmi sul mio tumblr» dato che solo lì riesco ogni  tanto a postare brevi messaggi. Voi immaginate che non ho tempo nemmeno per scrivere su Twitter, ecco come sono ridotta! La colpa è naturalmente mia che sono una cialtrona inconcludente e per fare un’illustrazione ultimamente ci impiego anche intere settimane, ma pure il mio povero computer a pedali ha le sue responsabilità: con i programmi di grafica che sto utilizzando (pesantissimi, bontà loro) è già un miracolo se riesco a lavorare tenendo aperto contemporaneamente Outlook (e ho detto tutto).

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Fosforescenze recidive

Un paio di persone mi hanno chiesto come sta la mia “tana hobbit” il minuscolo studio flat dove vivo. Sta benone, grazie, è sempre fosforescente come un tempo, anzi, se possibile, è ancora più abbacinante nel suo technicolor sfrenato. A volte mi domando come sia possibile che i miei arredamenti partano da progetti sobrissimi e finiscano invariabilmente per assomigliare a Disneyland… Chiamiamolo il “fattore Paz”, cioè quell’inesplicabile esplosione creativa che subentra, quasi animata di vita propria, non appena l’assennata parte sinistra del cervello si concede incautamente un pisolino.

Comunque, giusto perché si fa prima a farvelo vedere che a raccontarlo, qui una nostalgica foto scattata il primo giorno del mio arrivo…

… e di seguito la situazione odierna. Mettetevi gli occhiali da sole mi raccomando, non vorrei che la vostra vista ne risentisse!

Aggiornamento: riguardando ora il video mi rendo conto che può sembrare un po’ pretenzioso, con un sacco di dettagli che pare più un documentario su un museo che un home video. Non era questa l’intenzione; mi piaceva però l’idea di rendervi partecipi del mio micro-mondo, come se per cinque minuti foste tutti fisicamente ospiti a casa mia. Ecco, prendetevi un aperitivo e un salatino e date pure un’occhiata in giro. :)

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Carnival!

Mi scuso per il ritardo con il quale pubblico finalmente il video che ho girato al Carnival. Su YouTube ci sono dei problemi per l’upload da qualche giorno (a dire il vero da molto più che qualche giorno, purtroppo) e il fatto che il filmato sia lunghetto non ha aiutato, ma alla fine è andata. Il video è già settato per l’alta risoluzione (e nonostante questo la qualità lascia un po’ a desiderare ma tant’è…); se però aveste dei problemi, ad esempio se il video si bloccasse o caricasse di continuo, abbassate la risoluzione cliccando sulla scritta 720p in basso a destra (apparirà quando farete partire il video) e passate ad un più moderato -ma sempre passabile- 480p. Naturalmente, facendo click sulle 4 freccette nell’angolo in basso a destra potete ingrandire il video a tutto schermo. Buona visione!

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Notting Hill Carnival (anteprima)

Ogni anno mi dico “non ho proprio voglia di vedermi il canevale” e ogni anno, regolarmente, non riesco a farne a meno e devo scendere in strada. Sarà perché vivendo proprio all’angolo con Ladbroke Grove la musica rimbomba nel mio appartamento come se avessi un dj piazzato in salotto, sarà perché alla fine il buon senso prevale sulla pigrizia (“capita una volta all’anno, perdio! Come fai a perdertelo?”) oppure sarà perché il bagno di folla è un’esperienza galvanizzante (tutti che ti si strusciano addosso, ballando e ridendo, e non c’è proprio verso di restasene da una parte tranquilla, ti ritrovi trascinata nel bel mezzo della strada da sconosciuti che hanno solo voglia di divertirsi); fatto sta che, ebbene sì, anche quest’anno non ho resistito. Ed ho girato pure qualche video, giusto perché con la Lumix non avevo ancora trovato l’occasione giusta per testare la telecamera e mi ero ripromessa di farlo appena possibile. E ho fatto bene, perché le foto (né le parole) possono rendere giustizia all’atmosfera delirante di questa grande festa.

La maggior parte della gente, conosce il carnevale di Notting Hill per gli sfavillanti costumi, i maquillage elaborati e variopinti e… beh, le belle ragazze (e ragazzi): ma il carnevale qui è molto, molto di più. C’è la musica, spettacolare, tribale e indefinibile, moderna rappresentazione delle arie caraibiche, un bizzarro misto di salsa, calypso e pop, serratissima, trascinante, non riesci a stare fermo nemmeno se te lo imponi con tutta la forza di volontà. E poi c’è la gente, meravigliosa, avvolgente, sopra le righe e allo stesso tempo perfetta. Più che un’esibizione, è un gigantesco party di strada. Sarò scontata, ma il carnevale di Londra andrebbe visto (e vissuto): non si può proprio raccontare.

Ho girato in tutto una mezz’ora di filmato che poi, ripulito e tagliato, si è ridimensionato ad una più digeribile decina di minuti. Mi dedicherò a metterlo sul Tubo nei prossimi giorni. Nel frattempo vi propongo giusto una piccolissima anteprima. La sequenza che segue era troppo lunga per venir montata insieme agli altri pezzi ed è un po’ un peccato, perché a me piace veramente tanto. Non succede granché, ma credo renda perfettamente l’idea dell’atmosfera unica che si respira in questi giorni.

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Grandi manovre

In tempo reale, l’epilogo di una semi-tragedia: lo stasamento del lavandino della cucina! Benny, che è questo bravissimo idraulico, è mezz’ora che scuote la testa e ripete “non riesco proprio a capire…” il che non fa presagire niente di buono. Giusto cinque secondi fa ha aggiunto “è possibile che venga fuori una macchia sul soffitto a chi ti abita sotto. Sono stato attento ma un po’ d’acqua è filtrata di sicuro”. Della serie: al peggio non c’è mai fine.

Mi auguro perlomeno che ne valga la pena e riesca a sturarlo, ‘sto lavandino del cavolo: tre settimane senza lavatrice (perché il problema più grosso è che la lavatrice scarica giusto nello stesso tubo -bloccato- del lavandino e perciò non si può usare) è una cosa che comincia a darmi sui nervi. Fortunatamente ho l’armadio che esplode di magliette pulite perciò potrei reggere ancora per almeno una settimana senza lavare i panni, ma qui urge trovare un rimedio definitivo. E, visto quello che mi sta costando questo intervento (Benny è qui da due ore abbondanti, per non parlare degli eventuali danni che dovrò pagare per il sottostante soffitto) è bene che mi trovi una soluzione, e presto!

PS: Benny mi ha appena mostrato un macigno grosso come un pugno che ha tirato fuori dal tubo. Pare sia sapone della lavatrice (mischiato ad altre cose deliziose tipo olio e unti vari) che per qualche imperscrutabile reazione chimica si è solidificato tipo cemento. Che volete che vi dica? Mi sembra giusto :D

Questo al momento è lo stato del bagno, perché Benny cerca di risolvere il problema passando dal muro a fianco l’angolo cottura. E intanto è andato a comprare altra roba in ferramenta: ossignore, che dite, è il caso che cominci a preoccuparmi sul serio? :D

Aggiornamento delle 10:48 – Benny è tornato dal negozio e sta smadonnando in bagno (non è vero, non smadonna, perlomeno non a voce alta, ma ha la faccia di uno che sta tirando giù tutti i santi dal paradiso). Dice che è una cosa veramente complicata. Dice che se non riesce a risolverla bisognerà cambiare un pezzo di tubo (!) al che ho timidamente chiesto quanto mi verrà a costare e lui ha risposto “onestamente non saprei” aggiungendo però un confortante “ma tanto paga Peter giusto?”. Peter è il mio padrone di casa, che è una brava persona, sicché mi sono sentita in dovere di rispondere “beh, dipende; se è colpa mia o se è un problema preesistente”. Gesù, talvolta sono così onesta da darmi il voltastomaco. Lui ha concluso di non preoccuparmi, che parlerà con Peter e vedrà di intercedere. Bah, al limite si farà metà per uno perché, a dir le cose come stanno, questo maledetto lavandino mi ha dato problemi sin dal primo giorno. Una cosa comunque è sicura: Benny ci pagherà almeno un mese di affitto con quello che guadagnerà oggi :D

Aggiornamento delle 11:45 –  Alla fine il grandissimo Benny ha risolto! Con forza bruta e l’aiuto di uno snake lungo 5 metri (così in profondità si era creato il tappo!) è riuscito ad aprire una breccia e fortunatamente l’acqua bollente ha distrutto il muro di sapone secco. Che, ragazzi, io per curiosità ne ho preso un pezzetto in mano e posso assicuravi: era una roba così dura ma così dura da sembrare un sasso! Perciò aggiungiamo questo promemoria alla lista di cose da ricordare: per la lavatrice usare SOLO, ESLUSIVAMENTE sapone liquido. Che, tra l’altro, in casa al momento non ho, sicché vi saluto ed esco a comprarlo.

Oh gaudio magno! Mi si prospetta un weekend di lavaggi e centrifughe! Lol, e chi mai se lo sarebbe immaginato che un giorno l’idea di fare una cosa normale come lavare i panni mi avrebbe riempito di pura, estatica gioia? :D

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Room 101

La scorsa notte ho fatto un sogno stranissimo, uno di quelli che ti svegli di sopprassalto con il cuore che batte all’impazzata e ti chiedi “santo cielo, che diavolo può significare?”

Il sogno era così: mi trovavo qui a Londra e parlavo collegata a skype col mio amico Davide in Italia. Stavamo discutendo riguardo un sito chiamato “Room 101” che trasmetteva dei video molto strani, qualcosa che mischiava scene del film “V”, immagini di scontri tra manifestanti nella City e un videogioco con grafica in stile heavy metal. Subito dopo, io e Davide eravamo seduti nel soggiorno del mio appartamento e stavamo guardando il telegiornale della BBC. Ad un certo punto dalle finestre aperte si è sentita una voce amplificata provenire da un elicottero della polizia che volava a bassa quota. La voce ripeteva che a causa di una fuga di non si sa bene quale gas tossico l’intera area andava immediatamente sgombrata. Ci siamo alzati e mentre mettevamo alla rinfusa della roba negli zaini ho detto “Qual’era il nome del gas? Ma chissenefrega, tanto si sa che è una scusa per allontanare la gente da qui, è uno stato di polizia ormai”. E mi sono svegliata di soprassalto.

Poi, preparato il caffè e aperto internet, questa è l’immagine (e la notizia) che mi sono trovata d’avanti.

La disperazione degli aquilani a Roma. Le forze dell’ordine caricano, tre feriti (foto ANSA) »

Poi venitemi a dire che le premonizioni non esistono. Ah, quasi dimenticavo: sapete cos’è la simbolica Room 101 (di cui non avevo fino a stamattina alcuna memoria)? Leggete qui »

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Metti Hemingway nel taschino

Più di un anno fa mi capitò di scrivere un post su come trasportare gli ebooks nel proprio iPod. Siccome il software di cui parlavo (che aveva tra l’altro notevoli bugs) è stato abbandonato dai relativi programmatori, mi sono divertita a dare un’occhiata in rete per vedere se nel frattempo qualcuno si era inventato un nuovo software (rigorosamente freeware) che potessero fare al caso mio.

 

Vivere all’estero, per quanto piacevole, può essere motivo di sconforto per chi ama leggere in lingua madre. Io, per esempio, che non ho difficoltà a divorare libri in inglese, resto comunque affezionata all’italiano; per quanto capisca ogni parola, la lettura in un’altra lingua limita la mia capacità d’immersione, d’identificazione e questa è la ragione per cui accetto di buon grado persino il dazio limitante della necessaria traduzione.

Dunque, vivendo all’estero, soffro da sempre come molto altri miei compatrioti, di crisi di astinenza da lettura. La nostra condizione di nomadi in perpetua migrazione ci costringe a rinunciare ai chili di carta (magari tonnellate) che ci porteremmo volentieri dietro, optando per soluzioni meno suggestive e più pratiche. Con l’avvento dell’iPhone (o dell’iPod Touch) molti hanno avuto modo di porre rimedio a questa carenza ma non è una soluzione per tutti, poiché il prezzo di questi gadgets elettronici è decisamente sproporzionato (bello quanto vuoi, ma io 250 sterline per un telefono non le pagherò MAI). Inoltre l’Italia è molto indietro per quanto riguarda la vendita di ebook online; qui negli UK, pagando una cifra del genere, ci si garantisce anche l’accesso all’intero patrimonio letterario mondiale per cinque sterline a libro, cosa che lenisce almeno un po’ il dissanguamento; lo stesso, ahimè, non succede in Italia.

Un’ alternativa, naturalmente, sono gli ebook readers ma anche qui il prezzo arriva ad essere devastante (giusto ieri ne ho visto uno a 600 sterline, ma siamo matti?!) e comunque, a dirla tutta, io detesto gli schermi ad inchiostro elettronico.

Allora, mi sono chiesta, come fare per spendere il meno possibile (e cercando d’impazzire il meno possibile) e allo stesso tempo riuscire a leggersi un dannatissimo libro in italiano ogni tanto?

Per chi possiede un iPod (io ne ho uno di 5a generazione ma questo metodo funziona per ogni modello video, incluso il minuscolo iPod Nano) ci sono un paio di soluzioni che vale la pena di esplorare. Tra l’altro, il secondo metodo (di cui parlo più avanti) si presta anche per l’utilizzo con iPhone e iPod Touch (che comunque, ricordo, hanno a disposizione l’eccellente programma gratuito di lettura Stanza») sicché ognuno può trarne qualche godimento.

I metodi più pratici per trasportare i libri da computer a iPod sono due molto diversi tra loro, con molti lati positivi (e qualcuno negativo) entrambi.

Prima di cominciare: meglio utilizzare il formato .txt!

I programmi che mi appresto a testare con voi possono convertire i più conosciuti tipi di documento (pdf, doc, rtf etc) in formato adatto all’iPod senza passaggi intermedi. Il problema però è che non sempre le versioni “tradotte” sono scevre da difetti. In particolare, il formato pdf è quello più difficile da convertire per le sue caratteristiche “architettoniche” di programmazione che lo rende più simile ai files fotografici che a quelli di testo. Pertanto il mio consiglio è di non lasciarsi tentare da grafiche troppo elaborate ma ripiegare quando possibile sul semplice formato .txt.

Anche programmi come Openoffice (gratuito, scaricabile qui») o Microsoft Office (generalmente dato di corredo col computer) ci permettono di salvare agevolmente un documento di testo in txt. In particolare, i risultati migliori si ottengono con file .doc e .rft. Se proprio non riuscite a trovare in rete il libro che state cercando in txt, doc o rtf, provate pure a convertirlo da pdf ma, vi avverto, le aberrazioni grafiche possono risultare inguardabili; si va dall’eliminazione degli accenti sostituiti, se non si usa il specifici formati di codifica, da punti interrogativi o quadratini, ad aggiunte di caratteri superflui come i numeri delle pagine presenti nel pdf originale mischiati al testo.

Per questa ragione mi permetto di ribadire: come regola di base, dove è possibile cercate di utilizzare il formato txt, che oltre ad una maggiore compatibilità con l’iPod, garantisce la possibilità di modificare il testo in modo rapidissimo (basta cliccare due volte sull’icona del txt per aprirlo automaticamente con il blocco note fornito di corredo con Windows. A quel punto, modificato a piacimento, basta fare click su “salva” per andare a sovrascriverlo sul documento originale).

Prepariamo il nostro iPod:

Un’operazione che è consigliabile fare prima di occuparci dei trasferimenti dei testi, è abilitare l’iPod alla ricezione diretta dei dati. Per far questo è necessario intervenire su un settaggio presente in iTunes, alla pagina principale chiamata “riepilogo”. Connettete quindi il vostro iPod al computer, aprite il programma, cercate l’opzione “abilita come utilizzo disco” e aggiungete un segno di spunta (se vi interessano ulteriori informazioni su questa operazione le trovate QUI»).

Scarichiamo un testo:

Dato che illustrerò abbastanza nel dettaglio il procedimento per portare un libro nell’iPod, ho pensato di accludere un file già pronto in formato txt in modo che abbiate qualcosa di concreto su cui lavorare. Si tratta di Alice nel paese delle meraviglie » un titolo che non è coperto da copyright; scaricatelo, unzippatelo e salvatelo in una posizione per voi comoda.

METODO 1: DA TESTO A NOTE

Il primo sistema, il più spartano e forse il più pratico da un punto di vista di trasferimento del testo, è quello di usare un piccolo ma ottimo programmino gratuito chiamato WordPod (scaricabile qui»).

WordPod ci permette di convertire i testi (anche voluminosi) in “note”. Le note, nell’iPod, sono pagine virtuali che risiedono sotto il menù “extra“ e che possono accogliere brevi documenti di testo. Siccome questa funzione è stata introdotta con l’idea di avere a disposizione piccole note e appunti (come una lista della spesa o simili) il numero di caratteri massimo è limitato a circa 4000 e non esiste di fabbrica un sistema per dividere in vere e proprie pagine un testo più lungo. La funzione di WordPod è proprio quella di suddividere automaticamente il libro ogni 4000 caratteri, in modo da creare delle pagine che possono essere sfogliate grazie a delle frecce presenti all’inizio di ogni pagina (per tornare indietro) e alla fine (per andare avanti).

Per trasferire il testo sull’iPod bisogna semplicemente collegare quest’ultimo con l’apposito cavetto al computer; fatto ciò assicuratevi di chiudere iTunes, casomai si fosse aperto automaticamente, e fate partire WordPod. Una volta attivo, il programma riconoscerà il vostro iPod e vi mostrerà una finestra simile a questa (dove però la lista dei titoli sarà probabilmente vuota):

Per importare il testo è sufficiente fare click su “add”. A questo punto si aprirà un’altra finestra per scegliere il file da importare. Una volta scelto, si aprirà ancora un’altra finestra dove vi consiglio di lasciare tutto come nella foto che segue, impostando come “language” l’opzione “italiano” (se il libro è scritto in italiano, ovviamente) e facendo attenzione a togliere la spunta alla voce “wrap to screen”, in modo da mantenere inalterata la tabulazione del documento originale.

Nella voce “encoding” dovreste trovare già settato “windows-1252”, un algoritmo di traduzione generico che dovrebbe funzionare bene. Casomai, una volta ultimato il processo, notaste delle aberrazioni grafiche o dei problemi con accenti, apostrofi o spazi tra i caratteri, provare a cambiare il settaggio in “UTF-8” che spesso meglio si adatta alla lingua italiana.

A questo punto, premendo ok, il nome del file di testo verrà aggiunto alla lista. Si aprirà quindi un’ultima finestra dove sarà possibile cambiare il titolo, aggiungendo nome dell’autore e altre informazioni come data e genere. Fatti gli eventuali cambiamenti, premendo nuovamente “ok”, la lista mostrerà la versione definitiva del nuovo libro pronta per essere trasferita.

Ripetendo questi passi è possibile aggiungere quanti libri vogliamo ma poiché il numero massimo di note previste nell’iPod è limitato a 1000, consiglio di non esagerare. Inoltre, una volta convertiti, i testi andranno ad occupare più spazio di quello che si immagina e richiederanno un certo lasso di tempo per venire caricati ad ogni accensione dell’iPod o dopo ogni collegamento col computer, azione che resetta la distribuzione interna della memoria del lettore il quale viene quindi reinizializzato automaticamente una volta scollegato; per capirci, io generalmente riesco a farci entrare una media di tre-quattro libri lunghi o sette-otto medi per volta. Per avere un’idea abbastanza precisa di quante note stanno per essere trasferite, tenete d’occhio l’ultima colonna del programma (“notes”), fate l’addizione e mantenetevi sotto il limite di 1000 per trasferimento.

Quando avrete i vostri libri pronti nella lista, fate un segno di spunta ai titoli che volete esportare e fate click sull’iconcina dell’iPod verde in alto a destra (“sync”): i testi verranno automaticamente riversati come note nell’iPod divisi in capitoli/pagine ordinate.

Una cosa che è importante ricordare, è che quando in seguito andrete ad aprire WordPod ritroverete nuovamente la lista di libri che avete caricato la volta precedente. Se infatti guardate di nuovo l’immagine più in alto, vedrete che al momento dell’apertura del programma, nella mia lista erano già presenti due libri. Per cancellare un testo che avete finito di leggere, togliete la spunta a tutti i libri tranne quello che volete cancellare e premete su “delete”.

Finito il processo, chiudete i programma e importante! Prima di scollegare l’iPod dal computer fate click col tasto sinistro del mouse sull’ìconcina nella task bar indicata dalla freccia nell’immagine

e fate ancora click sulla periferica che corrisponde all’iPod. Nel mio caso la lettera è “I” ma solo perché possiedo due hard disks di sistema e tre esterni.

Quando un messaggio vi avviserà che l’hadware è stato rimosso, potrete a quel punto staccare fisicamente l’iPod.

Se non sapete a quale lettera il vostro iPod corrisponde, fate click su “start” quindi su “risorse del computer” e cercate il nome o numero di serie del vostro iPod (indicato come “disco rimovibile”) nella lista dei vari hardware installati.

Fate molta attenzione: disinserirlo prima di scollegarlo attraverso l’opzione “rimozione sicura dell’hardware” è molto rischioso, si possono perdere i dati contenuti o addirittura le impostazioni funzionali: non fatelo mai.

Come leggere un libro trasferito con WordPod

Nel menu principale dell’iPod, scendete fino a trovare l’opzione “extra”; fate click su “note” e scegliete il libro e il capitolo che vi interessa.

WordPod – valutazione finale:

Pro

– Programma facile e intuitivo.

– I libri in formato txt occupano meno spazio di altri formati.

– Grafica semplice, font nitidi su fondo bianco, essenziale ma molto leggibile.

– Potendo far scorrere continuamente il testo semplicemente sfiorando il cerchio dei comandi dell’Ipod, la lettura è molto piacevole.

– Il programma converte egregiamente i testi in formato txt conservando punteggiatura originale, accenti e spazi tra i caratteri.

Contro:

Leggere un libro attraverso le note può essere frustrante per varie ragioni:

– Il passaggio da una pagina all’altra non è istantaneo, impiega circa tre secondi.

– Nel programma c’è un piccolo bug che rende ogni tanto inutilizzabili le frecce per voltare le pagine. Non tutti i libri che ho trasferito soffrono di questo difetto, a volte succede, a volte no, senza apparente ragione.

– In certi modelli di iPod (quelli non nuovissimi) non è possibile tornare all’indice delle pagine direttamente; bisogna infatti clickare sulla parte alta della rotella dell’iPod alla voce “menu” tante volte quante sono le pagine che avete letto. La cosa non sarebbe terribile se non fosse per il bug che di tanto in tanto impedisce di voltar pagina. A questo punto è necessario tornare indietro all’indice (e se siete a pagina 900 è veramente una gran rottura!) per riuscire a continuare a leggere.

Nota: questo difetto è stato corretto per gli iPod di ultima generazione e ora, per molto modelli, è sufficente tener premuto per un secondo l’opzione “menu” per uscire dalle note.

METODO 2: DA TESTO A IMMAGINI

Un altro metodo per importare i testi nell’ iPod è quello di trasformarli in file di immagine.

Sia l’iPod Nano che quelli Classic di 4a e 5a generazione, permettono di importare fotografie dal computer o direttamente dalla macchina fotografica in vari formati (bmp, jpg, tif etc). Questo ci consente di realizzare qualcosa molto particolare (e anche molto grazioso) con i nostri libri.

Per ottenere delle immagini da un file di testo è però necessario fotografare letteralmente il documento in frammenti consecutivi abbastanza piccoli da poter entrare nello schermo dell’iPod. Fare questo lavoro a mano, va da se, è impossibile, ma per fortuna esiste il programmino gratuito eBook to Images (scaricabile qui») che farà tutto da solo offrendoci anche delle possibilità creative non indifferenti.

Come specificato per WordPod, anche eBook to Images è capace di convertire partendo da una notevole quantità di formati. Nel suo specifico caso, il logaritmo dedicato al formato pdf funziona meglio di molti altri software, pur mostrando alcune delle solite, inevitabili, aberrazioni grafiche nel testo finale.

La particolarità di eBook to Images sta nell’ampio ventaglio di settaggi che, se scelti bene, vi permetteranno di ottenere un eccellente risultato finale. Per semplificare la spiegazione, vi mostro alcune schermate commentando settaggio per settaggio.

Cominciamo dall’alto:

MP3 Player: qui è possibile scegliere il tipo di lettore che vogliamo usare. Nel mio caso ho selezionato Apple e Nano 3G perché questo settaggio vale anche per gli iPod Classic di 4a e 5a generazione.

Screen Width e Height: sono le misure in pixels dello schermo del lettore. La misura perfetta viene fornita automaticamente, in questo caso 320 pixels per 240.

Image type: potete scegliere tra BMP, JPG e PNG. Il formato JPG è generalmente quello consigliato perché produce immagini di ottima qualità mantenendo allo stesso tempo la grandezza dei files a misure contenute.

Subito sotto troviamo una serie di schede sfogliabili dove impostare settaggi più specifici.

Image

Inverse color: permette di sceglie se vogliamo il testo di colore chiaro o scuro. È sopratutto una questione di gusti, ma generalmente si dice che uno sfondo scuro con testo chiaro affatichi meno la vista di uno chiaro con testo scuro.

Page numbers: aggiungerà un piccolo numero di pagina in alto a destra. Indispensabile, dato che un libro, una volta convertito, arriva ad avere senza problemi oltre mille pagine.

Rotate 90° o 270°: questo settaggio è specificatamente dedicato all’iPhone e all’iPod Touch e permette di ruotare l’orientamento del testo per leggerlo in formato widescreen. Nel nostro caso non serve, lasciate tutto com’è.

Anti-aliasing: da tenere sempre spuntato come prassi, serve a rendere il testo più definito e leggibile.

JPEG quality: consigliabile settarlo sempre al 100%.

Background: attraverso questo sfizioso comando è possibile scegliere un’immagine di sfondo salvata preventivamente sul vostro computer. In questo caso, come potete vedere nell’anteprima (a destra nella foto) ho scelto una pagina in stile vintage che ho preparato appositamente. Questo sfondo, come molti altri, lo troverete nella raccolta che accludo a fine articolo e potrete scaricarlo e usarlo liberamente.

Più in basso trovate altri settaggi di base:

Open eBook: qui potete scegliere il testo da convertire.

Open template: serve ad aggiungere un file in txt da anteporre all’inizio del libro, come delle note con il copyright (se per esempio volete realizzare un libro per l’iPod partendo da un vostro testo). Nel nostro caso non serve perciò lasciamolo perdere.

Convert to images: serve a far partire la conversione; non toccatelo per ora, ci torneremo sopra dopo che avremo impostato tutti i settaggi.

Cambiando scheda, troviamo la voce

Font

Font: qui è possibile scegliere qualsiasi stile di scrittura presente sul vostro computer. Non esiste una regola precisa, ma sicuramente ci sono fonts più adatti alla lettura di altri. Io utilizzo normalmente l’elegante Bookman Old Style, che è la grafica propria della maggior parte dei libri in commercio.

Size: qui è possibile impostare la grandezza del font. Dopo aver fatto un po’ di prove, sono giunta a conclusione che una misura 13 sia il compromesso migliore tra leggibilità e spazio utilizzato. Potete ovviamente ingrandirlo ma tenete sempre a mente le misure effettive dello schermo del vostro lettore, altrimenti rischiate di trovarvi a leggere pagine di dieci parole ognuna (!).

Colors text: potete scegliere qualsiasi colore per il testo.

Colors Background: anche qui, potete scegliere qualsiasi colore. Se, come nel mio caso, avete aggiunto uno sfondo alla pagina, lasciate il quadratino settato su bianco.

Passando alla scheda successiva troviamo

Text

Returns: settaggio importante, assicuratevi che non ci sia segno di spunta in modo da lasciare inalterata la formattazione originale del testo.

Orientation: assicuratevi anche qui che non ci sia segno di spunta; serve a cambiare l’allineamento del testo, accostato a sinistra (come nell’editoria occidentale) o a destra (utilizzato nei paesi orientali).

Encoding: questo è un’opzione importante. Di partenza sarà settato su “automatic detection” ma vi consiglio di portarlo su UTF-7, che è un sistema di codifica adatto all’italiano. Per qualche strana ragione, l’UTF-8, che dovrebbe rappresentare lo standard specifico per la nostra lingua, non fa un gran lavoro di traduzione delle lettere accentate.

L’ultima scheda che trovate è

Output

Folders: qui è possibile, se lo si desidera, suddividere in varie cartelle il libro finale. Nel nostro caso serve invece un’unica cartella, perciò setteremo “all”.

Oh, abbiamo finito! A questo punto, fate click in basso su “convert to images” e vedrete partire velocissima la conversione nella finestra nell’anteprima.

Una volta finito il processo verrà da domandarsi: non mi ha chiesto dove salvare il mio libro, dove diavolo l’avrà messo? Per semplificare le cose, il programma posiziona la cartella che raccoglie tutte le immagini proprio sul desktop.

A questo punto potete fare due cose: lasciarla lì e indicare quella posizione al programma di trasferimento tra computer e iPod (iTunes o simili, come vedremo dopo) oppure, come faccio io, spostarla in un vostro archivio personale.

Muovere la cartella da un folder all’altro non è un problema ma ATTENZIONE: spostate o copiate sempre l’intera cartella, mai le sole immagini al suo interno.

Come aggiungere il libro all’iPod utilizzando iTunes

Al contrario di WordPod, eBooks to Images non si occupa del trasferimento diretto del file finale all’iPod perciò, per far questo, dovremo servirci di programmi appositi come iTunes. Purtroppo iTunes, bontà sua, non gestisce i files di immagini in maniera granché intuitiva sicché mi permetto di darvi qualche suggerimento nella speranza di risparmiare a voi la frustrazione che ho dovuto subire io vagando tra forum e siti Apple alla ricerca di informazioni.

Prima di tutto, create sul desktop o in un vostro folder una nuova cartella e chiamatela qualcosa tipo “libri” o “ebooks”. Fatto questo, trascinateci o copiate le cartelle confezionate da eBook to Images. Perché vi dico di far questo? Perché iTunes, per foto ed immagini, utilizza sull’iPod un’unica cartella e quindi, ogni volta che volete aggiungere una nuova mandata di immagini (o un nuovo libro) lui andrà a cancellare le vecchie per scriverci sopra le nuove, indipendentemente dal nome dei files. Per aggirare questo problema, se creiamo una nuova cartella, iTune non vedrà più i file immagine, ma solo una cartella che a sua volta contiene altre cartelle senza indagare cosa queste cartelle contengano. Queste, riempite con le pagine/immagini dei nostri singoli libri, potranno così venir gestite separatamente, decidendo ogni volta cosa trasferire sull’iPod o cosa tenere momentaneamente fuori senza essere costretti a cancellare i vecchi libri.

Creata dunque questa nuova cartella nominatala -diciamo- “libri”, andiamo a collegare l’iPod al computer e apriamo iTunes. Non appena l’iPod apparirà nella lista a sinistra, clicchiamoci sopra e scegliamo la scheda “foto”.

In questa immagine vedete il contenuto del mio iPod allo stato attuale, cioè con dei libri già pronti per il trasferimento. Voi probabilmente vi ritroverete davanti una finestra vuota.

Fate quindi click in alto su “sincronizza foto da” e cercate e selezionate la cartella “libri” che avete creato.

Vedrete apparire una finestra simile a quella della foto, con tutti i titoli dei vari libri contenuti nella cartella. Probabilmente nella vostra schermata troverete già selezionato con un puntino, il cerchietto accanto a “tutte le foto” seguito dal numero totale di immagini. Nella finestra, in corrispondenza dei titoli, sarà anche presente un segno di spunta su ogni titolo.

La prima cosa che dovete fare, è deselezionare “tutte le foto” e scegliere invece “cartelle selezionate”. Il motivo per cui vi consiglio di fare questo è che iTunes ha il brutto vizio di andare in crash se esageriamo con il numero di immagini da trasferire. Infatti, se guardate nella foto qui sopra, io ho messo il segno di spunta a tre libri, lasciandone momentaneamente fuori due. Non so se il problema sia del mio computer, del mio iPod o della mia ram, ma ho notato che se supero le 4000 immagini, finito il trasferimento da computer a iPod, iTune mi segnala un bell’errore (-50, nello specifico) perciò ho preso l’abitudine di limitarmi trasferire una media di 3 libri per volta. Voi potete provare anche a sincronizzarne di più, casomai riceveste un messaggio di errore, sapete il perché.

Più in basso nella finestra di iTunes, accertatevi di mettere un segno di spunta all’opzione “includi foto a risoluzione massima” in modo da esportare le immagini in qualità migliore.

Fatto questo premete “sincronizza” e bevetevi magari un caffè nell’attesa che iTunes faccia il suo lavoro (il trasferimento non è velocissimo).

Una volta conclusa la sincronizzazione, augurandomi con tutto il cuore che non abbiate ricevuto messaggi di errore, rimuovete l’iPod prima tramite la freccettina accanto al suo nome (nella lista a sinistra) e poi scollegando il cavetto.

Come leggere un libro trasferito con eBook to Images

I libri realizzati con eBook to Images, essendo in pratica immagini, si trovano nell’iPod sotto la voce “foto”. Fate click e si aprirà un sottomenu.

Qui troverete “impostazioni diapositive”, “libreria foto” e i titoli dei libri così come erano scritti sulle cartelle provenienti da eBook to Images (i quali, a loro volta, prendevano il nome dai file originali).

Su “impostazioni diapositive” torneremo a parlare dopo. Per adesso aprite uno dei libri.

Vi apparirà una schermata con l’indice sotto forma di miniature delle pagine. Cliccando su ognuna di esse, il libro si aprirà naturalmente a quella specifica pagina. Per sfogliare le pagine, fate click sulla freccia destra nei controlli dell’iPod, per tornare indietro fate click sulla freccia di sinistra.

Se volete fare altre cose con il vostro iPod e quindi desiderate lasciare momentaneamente il libro da una parte, potete fare click sui comandi alla voce “menu”; ma occhio: non è possibile aggiungere dei segnalibri, perciò se chiudete il libro dovrete poi sfogliarlo tutto per ritrovare la pagina dove eravate rimasti. Per semplificare la ricerca, comunque, tenete a mente che nell’indice, ogni schermata raccoglie 30 miniature e che comunque, aprendo una qualsiasi pagina, basterà sfiorare il cerchio dei comandi in senso rotatorio per far scorrere velocemente le pagine (capite ora perché è fondamentale accertarsi di aver messo il segno di spunta all’opzione “page numbers” di eBook to Images?!).

Se volete dare al vostro libro un aspetto ancora più realistico, potete divertirvi a scegliere nel menu “impostazioni diapositive” la transizione “gira pagina”. Per far funzionare la dissolvenza, aprite una pagina del libro e premete il bottone centrale dell’iPod. Da quel momento potrete procedere con le frecce a destra e a sinistra come sempre.

Importante: i file immagine sono più ingombranti dei semplici file txt: bisogna prestare molta attenzione che al momento della sincronizzazione da iTune a iPod, l’hard disk dove avete salvato i file provenienti da eBook to Images abbia una quantità di spazio libero pari almeno ad 1 GB per ogni libro. Infatti iTune, al momento della conversione, aggiungerà una sua cartella chiamata “iPod Photo Cache” nella stessa cartella del libro. Anche per questa ragione, assicuratevi che i libri, al momento del trasferimento, si trovino su un hard disk di sistema e non esterno, dato che quest’ultimo può creare problemi in fase di scrittura. Se avete l’hard disk interno diviso in partizioni, ognuna di queste può essere usata tranquillamente e verrà rilevata comunque come periferica di sistema.

Altra cosa importante che riguarda il trasferimento da iTunes: la cartella “iPod Photo Cache” che viene aggiunta al momento della sincronizzazione contiene dati indispensabili per la conversione. Se in seguito vorrete aggiungere altri libri all’iPod senza cancellarne qualcuno vecchio, non eliminate la cache preesistente, altrimenti iTunes dovrà ricominciare da capo il trasferimento anche dei vecchi libri. Se per errore l’avete cancellata niente di grave, iTunes impiegherà solo molto più tempo del necessario per la sincronizzazione.

eBook to Images – valutazione finale

Pro

Sono veramente tanti!

– La possibilità di scegliere l’impaginazione giusta per una quantità considerevole di supporti, dalla Apple (iPod, iPhone e iPod Touch) a ben 5 modelli di Zen della Creative fino ad arrivare alla PSP della Sony. E casomai mancasse l’opzione dedicata per il nostro lettore preferito, sarà comunque semplicissimo impostare delle misure di schermo “custom” cioè a piacere.

– Le grandi possibilità grafiche: sfondi diversi da applicare alle pagine, possibilità di scegliere tra lettura notturna (fondo scuro con testo chiaro) oppure diurna (fondo chiaro con testo scuro), totale libertà di scelta di fonts e grandezza delle lettere, possibilità di aggiungere i numeri alle pagine, disponibilità di anti-aliasing per rendere i testi più leggibili, possibilità di ruotare a 90° (e anche a 270°) l’orientamento di pagina e testo ed altre.

– Ottima resa sul supporto finale, immagini luminose e definite, testi molto leggibili, possibilità di scegliere formati diversi per salvare le immagini (bmp, jpg o png).

– Passaggio immediato da una pagina all’altra, con possibilità di scegliere (direttamente sull’iPod) il tipo di dissolvenza preferito.

Contro

– Per trasferire i libri occorre utilizzare iTune o programma analogo limitandosi a importare circa 4000 pagine alla volta (l’equivalente di circa 3 libri).

– Al contrario di WordPod, salvando le pagine come immagini non sarà possibile avere un indice testuale con i vari capitoli. Se perdete il conto della pagina sarà più difficile ritrovarla dovendo cercarla nelle miniature, che sono minuscole e quindi illeggibili, oppure sfogliando l’intero libro.

– Lo schermo di dimensioni contenute permette di ottenere pagine con appena una decina di righe per volta perciò bisogna sfogliare il libro di continuo. Il fatto però che il cambio di pagina sia istantaneo, rende la limitazione non troppo fastidiosa.

Conclusioni

A parte la necessità di avere una buona vista o di utilizzare economici occhiali da lettura per leggere (lo schermo dell’ìPod, in particolare del Nano, è veramente piccolo) io personalmente adoro leggere libri sull’iPod. Te lo infili in tasca e te lo porti dove vuoi e quindi, anche se sfogliare un libro vero è chiaramente tutta un’altra cosa, la praticità del mezzo è impagabile.

Un piccolo problema può essere rappresentato dalla durata della batteria perché durante la lettura, al contrario di quando si ascolta musica, lo schermo rimane acceso. Un trucco per prolungare l’intervallo tra una ricarica e l’altra è di abbassare l’illuminazione.

Per far questo andate nel menu principale dell’iPod, scorrete verso il basso fino a “impostazioni”, fate clic su “luminosità” e modificate i settaggi. Se state leggendo un libro ottenuto con eBook to Images, lo stesso menu può essere aperto più agevolmente da una qualsiasi pagina facendo click sul pulsante rotondo centrale.

Quale dei due metodi è migliore?

Sia leggere i file in formato note che attraverso le immagine è ugualmente pratico. WordPod ha probabilmente qualche contro supplementare anche se, a dirla tutto, eBook to Images comporta un po’ più lavoro nella fase di trasferimento delle immagini.

Personalmente utilizzo entrambi i programmi, indifferentemente. Il sistema fluido di scorrimento del testo in WordPod è forse superiore, da un punto di vista di praticità, alla lettura pagina per pagina di eBook to Images ma la possibilità di modificare a piacimento l’aspetto grafico finale del testo offerto da quest’ultimo software aggiunge un po’ di “atmosfera” all’esperienza visiva.

Sfondi per eBook to Images

Siccome mi diletto ad utilizzare pagine con textures differenti per ogni libro, ho realizzato per me un certo numero di sfondi (per iPod e iPod Nano) che condivido volentieri con voi; li trovate qui sotto suddivisi in “chiari” e “scuri”: questo perché, come abbiamo visto, eBook to Images permette di cambiare anche il colore del testo.

In tutti gli sfondi che vi allego, è presente una specie di macchia chiara (o scura) nell’angolo in alto a destra: è lo spazio per il numero della pagina, per far sì che sia ben visibile (per quanto molto piccolino) durante la lettura.

Se volete poi divertirvi voi stessi a creare nuovi sfondi, potete usare uno dei miei come base in modo da ottenere un’immagine di misura giusta per entrare nel video dell’iPod. Sia per il Nano che per gli iPod di 4a e 5a generazione, questa misura è esattamente 320 pixels x 240 (mentre per l’iPhone e l’iPod Touch è leggermente più alta, 320×480. Tenete presente che gli sfondi più adatti alla lettura sono quelli a tinta unita o con lievi disegni.

Scarica il pacchetto con 15 sfondi chiari »

Scarica il pacchetto con 15 sfondi scuri »

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Nota finale:

Ecco qui di seguito i links di alcune librerie italiane che permettono il download gratuito in formato TXT:

Liber Liber »

OZoz »

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