E che fa, si arresta da solo?

Di Pietro ieri, prima del voto di fiducia: nove minuti indimenticabili. Che che se ne pensi, un momento da brivido.

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P3? No: Q1!

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Room 101

La scorsa notte ho fatto un sogno stranissimo, uno di quelli che ti svegli di sopprassalto con il cuore che batte all’impazzata e ti chiedi “santo cielo, che diavolo può significare?”

Il sogno era così: mi trovavo qui a Londra e parlavo collegata a skype col mio amico Davide in Italia. Stavamo discutendo riguardo un sito chiamato “Room 101” che trasmetteva dei video molto strani, qualcosa che mischiava scene del film “V”, immagini di scontri tra manifestanti nella City e un videogioco con grafica in stile heavy metal. Subito dopo, io e Davide eravamo seduti nel soggiorno del mio appartamento e stavamo guardando il telegiornale della BBC. Ad un certo punto dalle finestre aperte si è sentita una voce amplificata provenire da un elicottero della polizia che volava a bassa quota. La voce ripeteva che a causa di una fuga di non si sa bene quale gas tossico l’intera area andava immediatamente sgombrata. Ci siamo alzati e mentre mettevamo alla rinfusa della roba negli zaini ho detto “Qual’era il nome del gas? Ma chissenefrega, tanto si sa che è una scusa per allontanare la gente da qui, è uno stato di polizia ormai”. E mi sono svegliata di soprassalto.

Poi, preparato il caffè e aperto internet, questa è l’immagine (e la notizia) che mi sono trovata d’avanti.

La disperazione degli aquilani a Roma. Le forze dell’ordine caricano, tre feriti (foto ANSA) »

Poi venitemi a dire che le premonizioni non esistono. Ah, quasi dimenticavo: sapete cos’è la simbolica Room 101 (di cui non avevo fino a stamattina alcuna memoria)? Leggete qui »

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– 3 and counting

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Uno di noi, uno di noi…

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L’acutissimo Marco Menu ha fatto una scoperta di quelle che ti ricompensano di tutte le incazzature di una dura giornata di lettura dei giornali: Sandro Bondi è assolutamente contrario alla legge bavaglio al punto da iscriversi alla meritoria iniziativa di Nicola Favero per appuntarsi virtualmente sul suo avatar, in bell’evidenza, il triangolino giallo simbolo della protesta per nuovo decreto legge. La momentanea perdita (o acquisizione) di raziocinio è durata giusto il tempo di un “Eh? Eccheè?!” ma siccome la memoria storica dei server è elefantiaca e noi siamo persone serie, pubblichiamo qui di seguito le prove provate. Fate click sulle immagini per ingrandirle.
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Aggiornamento delle 21:58Nicola favero ha scritto un articolato post» raccontando ciò che è avvenuto.
Aggiornamento delle 00:35 – Il post di Marco Menu: “Bondi ritratta e attacca le libertà in rete”.
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Qui» trovate la pagina di protesta civile di Nicola Favero. Se l’iniziativa riuscirà a raggiungere quota 2500 partecipanti, l’immagine di Bondi verrà permanentemente salvata da Twibbon insieme alle altre in un poster che farà sicuramente la gioia di grandi e piccini :D
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Più chiaro di così…

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Indro

Il 22 aprile 1909 nasceva a Fucecchio Indro Montanelli. Un po’ in ritardo vorrei celebrarlo. Non con biografie o colte citazioni ma solo con un’immagine, ed un ricordo personale.

L’immagine è quella del suo studio milanese. Per uno scrittore (e per un artista in generale) lo studio è il mondo dove tutto nasce e tutto diviene. E, qualche volta, dove tutto finisce; ma completata un’opera se ne inizia subito un’altra, e avanti così, se si è benedetti dall’ispirazione e dalla passione creativa, ciclicamente, ad libitum.

Il ricordo che voglio dedicargli è piccolo e insignificante, ma è mio, e mi è caro. Non conoscevo la bellezza stilistica dello scrivere finché non ho cominciato a leggere i suoi articoli prima su Il Giornale, poi su La Voce, scoprendo un mondo (anzi, il mondo, quello reale, quello sociale e politico) dietro alle parole. Ci sono sicuramente libri, fin dalla mia infanzia, che hanno inciso assai più drammaticamente nella decisione di dedicarmi (con alterne fortune) alla scrittura, ma l’accuratezza della forma, la gioia certosina di utilizzare un accento acuto o grave al posto giusto, quello lo devo solo a Montanelli. Piccoli dettagli insignificanti, penseranno probabilmente in molti, orpelli antiquati e aristocratici, sopratutto oggi che la frenetica esistenza dell’editoria online, in tempo reale, tollera e anzi alimenta una selva incolta di refusi e orrori grammaticali.

Si dice che Dio (o il diavolo, a secondo del punto di vista) sia nei dettagli: e i dettagli non sono mai orpelli inutili. Per chi riesce a vederli, a interpretarli, i dettagli sono una stele di rosetta rivelatrice di parole non dette, nascoste tra le righe. E in tempi feroci come questi, dove le parole vengono separate dal loro significato e poi mischiate con la destrezza di un baro di professione, è nei dettagli che si rivela il trucco del prestigiatore, l’illusione ottica che ci nega la mano vincente.

Sento immensamente la mancanza di un archeologo della memoria storica (nella sostanza ma anche nella forma) com’era Montanelli e poca consolazione mi reca il fatto ch’egli abbia lasciato degli eredi di cui sarebbe certamente andato fiero. Il mondo è cambiato, come sempre accade, ma il suo posto è rimasto vuoto. Non è vero quel che si dice, che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile: te ne accorgi sempre tardi, quando a lasciarti è proprio quell’unico, insostituibile nessuno.

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