The smart box

Parlando con Graziella un po’ di tempo fa, ci siamo ritrovate a chiaccherare di televisione. Mi sono resa conto in quel frangente, che a me le produzioni Inglesi piacciono veramente tanto. Non tutte, ovviamente, ho le mie preferenze, ma devo dire che in generale gli autori e gli artisti del Regno Unito hanno un tocco veramente speciale per quanto riguarda la tv.

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John Simm in Life on Mars: bravo bravo bravo!

Quasi contemporaneamente un’amica lettrice, Erica (di cui vi invito a leggere il blog, lo trovate qui e anche nel menù a sinistra) raccontava in un post di essersi messa d’impegno a studiare l’Inglese progettando di venire a respirare per un po’ l’aria umidiccia di Albione.

Ora: per quanto riguarda la lingua, le scuole ovviamente sono importanti ed utili, ma io consiglio sempre di partire da film e telefilm perché: 1) è un modo divertente di imparare 2) le figure, proprio come nei libri per bambini, aiutano, e parecchio e 3) si ha la possibilità di conoscere dei piccoli capolavori che mai verranno doppiati in Italiano.
Mi sono dunque divertita a stilare una lista di telefilm che amo particolarmente. Sia che capiate già l’inglese, sia che desideriate impararlo, vi consiglio caldamente i titoli che seguono. Li metto in ordine di difficoltà, dai più comprensibili anche per chi è alle primissime armi, ai più difficili. Aggiungo inoltre un video ad ognuno, così che possiate farvi un’idea dell’Inglese parlato.

I titoli della lista sono rintracciabili su eMule e, tutto sommato, non è neppure una cosa propriamente illegale scaricarli, visto che sono andati in onda (e vengono spesso replicati) in tv. Va da sé che tutte le serie che indico (a parte Doctor Who, capirete poi il perché) andrebbero guardate rigorosamente dalla prima puntata in avanti altrimenti si rischia di non capirci un fico secco o, peggio, di bruciarsi anzitempo i colpi di scena.

Aggiunta del 20 settembre 2009: per la gioia di grandi e piccini, sono lieta di comunicarvi che finalmente su YouTube sono stati pubblicate alcune serie intere e pertanto è possibile guardarsi direttamente, senza impazzire col piccolo Mulo, qualcuno dei telefilm che vi consiglio. Troverete tutti i links più in basso. Devo però dirvi che questo non è un mio regalo ma quello di alcuni valorosi appassionati che hanno riversato tutte le loro registrazioni sul TuTubo. Purtroppo, spesso le major televisive si divertono a far cancellare i video pubblicati senza permesso (ed è ovviamente questo il caso) quindi, se col passar del tempo alcuni collegamenti finissero per portare a un vicolo cieco spiacente, non c’è nulla che io possa fare per risolvere il problema. Speriamo non succeda, incrociamo le dita!

NB: ricordate che è possibile vedere i filmati a schermo intero facendo click sul secondo rettangolino a destra sotto il video. Qualora apparisse anche un altro rettangolino, rosso e con le lettere HD, il video può essere visionato in alta definizione. Buona visione!

Grado di difficoltà: basso

Hornblower
Genere: storico, melodramma

Trasmesso già in Italia e doppiato anche abbastanza bene, questa serie interpretata dal bello e bravo Ioan Gruffudd, è la trasposizione per il piccolo schermo dei romanzi marinareschi di C. S. Forester. La storia è ambientata durante la guerra tra Inghilterra e Francia alla fine del 1700. Horatio Hornblower è un giovane ed ingenuo guardiamarina che, per una serie di fortunatissime circostanze (insieme ad una buona dose di coraggio e talento) finirà col raggiunere i più alti gradi della carriera militare in breve tempo. Sono stati girati purtroppo solo 8 episodi della serie, sopratutto a causa degli alti costi (si tratta infatti di veri e propri film per la tv). Tranne alcune parti dove i marinai parlano in slang, l’Inglese usato nei film è aulico, molto comprensibile e la pronuncia è un piacere per le orecchie (in particolare quella di Jamie Bamber, il tenente Archie Kennedy).

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L’intera serie è disponibile QUI». Nella nuova pagina che si aprirà troverete la playlist della serie, ovvero la raccolta in ordine degli episodi. Potete scegliere se godervi lo spettacolo in automatico, cioè passando da un video all’altro senza interruzione (cercate l’opzione riproduci tutti i video in cima alla lista) o se vedere una per una le singole puntate.

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Lark Rise to Candleford
Genre: storico, melodramma

Tratto dal romanzo degli anni ’30 di Flora Thompson’s, che raccoglie le memorie della sua giovinezza, questo classico melodramma ambientato nello Oxfordshire dei primi del ‘900, narra la crescita morale e intellettuale della giovane Laura Timmons, obbligata dai genitori a lasciare il piccolo paese di Lark Rise per andare a vivere e lavorare con l’emancipata zia (responsabile dell’ufficio postale) nella cittadina di Candleford. Gli attori sono tutti bravissimi; si riconoscono all’istante Dawn French (ex-Vicar of Dibley, ne parlerò più avanti) e Mark Heap (ex-Spaced, anche di lui ne parlerò più avanti). Come tutte le produzioni Inglesi, la ricostruzione storica della serie è certosina in ogni dettaglio (splendidi i costumi, in particolare).

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Grado di difficoltà: medio

The Vicar of Dibley
Genere: commedia

Questa deliziosa serie, interpretata più che magistralmente dall’esplosiva Dawn French nella parte di Geraldine Granger, racconta la storia dell’inatteso arrivo di un vicario donna presso la minuscola comunità di Dibley. Il villaggio è popolato di personaggi uno più assurdo dell’altro (generalmente impegnati in questioni altrettanto assurde) al punto che, con il passare del tempo, l’ecclesiastica figura femminile, all’inizio guardata con sospetto dalla comunità, risulta essere invece la persona più normale di tutti. Mi raccomando: quando li vedete, arrivate fino in fondo, titoli di coda compresi; c’é sempre un delirante, imperdibile sketch giusto negli ultimi secondi come ciliegina sulla torta.

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L’intera serie è disponibile QUI». Nella nuova pagina che si aprirà troverete la playlist della serie, ovvero la raccolta in ordine degli episodi. Potete scegliere se godervi lo spettacolo in automatico, cioè passando da un video all’altro senza interruzione (cercate l’opzione riproduci tutti i video in cima alla lista) o se vedere una per una le singole puntate.

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Spaced
Genere: commedia

La serie (che già dal titolo “Fatti” dice tutto) è una delle prime cose nate dalla mente geniale degli amatissimi Edgar Wright e Simon Pegg. Il primo regista, il secondo sceneggiatore e attore, Wright e Pegg sono famosi per aver realizzato i film Shaun of the dead (La notte dei morti dementi) e Hot Fuzz, due opere che adoro e di cui consiglio vivamente la visione in inglese. Insieme a loro c’é Jessica Hynes (sceneggiattrice e attrice) e l’immancabile amico Nick Frost (attore). La storia, apparentemente semplice, inizia quando i due protagonisti Tim e Daisy si ritovano costretti a cercarsi un nuovo appartamento. Il primo, buttato fuori di casa dalla fidanzata, è un fumettista (nonché un geek da manuale) mentre la seconda, in fuga dalla vita squinternata del gruppo di squatters con i quali convive, è una aspirante (pigrissima) scrittrice. I due si incontrano per caso in un caffè e fanno amicizia, decidendo alla fine di fingersi sposati per poter affittare un appartamento a modico prezzo offerto però solo a coniugi. La parte del leone la fanno i personaggi, che sono tutti disegnati con incredibile amore -ed umorismo- da Penn e Hynes trasformando quella che poteva risultare una storiellina semplice semplice in un continuo fuoco d’artificio di creatività.

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Heartbeat
Genere: poliziesco, giallo, commedia

Ambientato verso la metà degli anni ’60, Heartbeat è una delle più longeve serie trasmesse dalla televisione Inglese, ben 18 ininterrotti anni fino ad oggi. Tratto dai romanzi autobiografici di Nicholas Rhea, Heartbeat racconta la storia del Connestable Nick Rowan (un agente semplice di polizia) che insieme moglie Kate (giovane medico) viene trasferito dalla caotica Londra al più (apparentemente) tranquillo paesino rurale di Aidensfield nello Yorkshire del nord. La serie è affascinante sia da un punto di vista di sceneggiatura, originale e divertente e perfettamente calibrata fra il dramma (incredibile quanti crimini avvengono in quel villaggio!) e la commedia, sia nello stile della fotografia, quasi indistinguibile da quella dei veri sceneggiati televisivi fine anni ’60. Quest’ultimo punto in particolare, crea nello spettatore una sensazione di totale perdita del senso della realtà. Gli episodi infatti sono girati in maniera talmente storicamente autentica da far dimenticare fin da subito che si tratta di una produzione degli anni ’90, illusione rafforzata dal fatto che originalmente Heartbeat fu trasmesso senza interruzioni pubblicitarie. La particolare atmosfera delle prime serie è purtroppo andata perduta col passare del tempo, sopratutto dopo l’avvento del digitale che negli ultimi anni ha sostituito la pellicola, ma la serie resta comunque valida e godibilissima, anche se ormai quasi tutti i personaggi principali, ahimè, non ci sono più (gli attori non sono deceduti, hanno solo cambiato ruolo o mestiere!).

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Doctor Who
Genere: fantascienza

Non a tutti piace la fantascienza ed il numero si restringe ulteriormente se si parla di Doctor Who (o si ama, o si odia) ma questa serie fa talmente parte della cultura Anglosassone da essere un must per chi vuole sentirsi veramente parte del Regno Unito! E’ la serie di fantascienza più longeva del mondo, 26 anni ininterrotti dal 1963 al 1989, dopodiché un film tv nel ’96 ed il ritorno in pompa magna nel 2005. Dell’intera serie, vi consiglio di cominciare proprio dagli episodi dal 2005 ad oggi per poi, eventualmente, scavare a ritroso nelle varie epoche.

Lista degli episodi del nuovo Doctor Who >>

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Red Dwarf
Genere: fantascienza, comico

Altra serie di fantascienza trasmessa dal 1988 al 1999, Red Dwarf non ha raggiunto la fama di Doctor Who ma si è guadagnato un posticino di riguardo nel cuore degli Inglesi a causa della particolare miscela fantascienza-comicità che la rende unica. E’ la storia di una nave spaziale, il Red Dwarf, sulla quale lavora come aiuto-meccanico Dave Lister, ragazzotto simpatico ma di scarse qualità. Suo compagno di cuccetta è l’inflessibile e insopportabile Arnold Rimmer, ufficiale di basso grado. Durante un viaggio extraplanetario, Dave Lister viene arrestato perché si rifiuta di confessare dove abbia nascosto la gatta Frankenstein, portata a bordo di nascosto contravvenendo alle regole della compagnia. Per punizione viene messo in animazione sospesa fino al rientro sulla Terra ma durante il viaggio di ritorno, una fuga di radiazioni uccide l’intero equipaggio. 3 milioni di anni dopo, quando le radiazioni sono finalmente scomparse, il computer di bordo rianima Lister che si ritrova perso nello spazio e solo. O almeno così crede lui. In realtà la gatta Frankenstein, sopravvissuta alle radiazioni perché sigillata in una parte protetta del cargo, ha dato origine ad una stirpe di gatti che in 3 milioni di anni si sono evoluti in forma umanoide ed il defunto Arnold Rimmer è stato “ologrammizzato” e riportato in pseudo-vita dal computer di bordo.
La serie è particolare e non piacerà a tutti, ma vi consiglio di non fermarvi al primo episodio, scaricatene una decina e guardateli, prima di decidere. Vi confesso che, nonostante la trovassi piuttosto bruttina all’inizio (lo stile è tipo sit-com, un po’ “povero” per capirci) è bastata qualche puntata per affezionarmici perdutamente.

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Little Britain
Genere: comico

Questa serie, originata (come il sopra citato Red Dwarf) da un programma radiofonico della BBC 4, è già un classico. Matt Lucas e David Walliams, interpreti, sceneggiatori e registi, danno vita a ben 39 diversi personaggi nel tentativo, riuscitissimo, di raccontare la moderna Gran Bretagna ed i suoi abitanti. La loro commedia, brillante e intelligente, ricorda i Monty Python ma è più feroce, più trasgressiva; i personaggi sono chiassosi, colorati, le vicende assurde e tremendamente umoristiche.

PS: il narratore fuori campo dalla splendida pronunzia Inglese è Tom Baker, amatissimo 4° Dottore della serie Doctor Who, l’unico ad apparire in Italia intorno agli anni ’80 (era quello con la sciarpa lunghissima, per intenderci).

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Grado di difficoltà: alto

Cadfael
Genere: storico, giallo

Trasmessi in Italia e doppiati anche molto bene, la versione originale di questi film risulterà piuttosto difficile da capire per i neofiti a causa del linguaggio “antico” e dei dialoghi spesso recitati a bassa voce. In ogni caso è una serie che vale la pena vedere, realizzata con grande attenzione ed interpretata da un superlativo Derek Jacobi. Racconta le vicende di Cadfael, un ex-crociato divenuto in tarda età frate Benedettino, e si svolge nel 1100 in un Inghilterra dilaniata dalla guerra civile di Re Stefano contro la Regina Maud. Le storie narrate nel telefilm sono tratte dai libri di Ellis Peters ma sono spesso rielaborate (in alcuni casi stravolte) pur rimanendo molto ben fatte. La cosa positiva di queste differenze è che si può tranquillamente guardare i film senza rovinarsi un’eventuale successiva lettura dei romanzi (cosa che, naturalmente, consiglio).

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Life on Mars
Genere: poliziesco, drammatico, fantasy

Ah, la mia preferita! Trasmesso anche in Italia, questa geniale creazione di Matthew Graham, Tony Jordan e Ashley Pharoah è uno strano miscuglio di generi, a metà fra il poliziesco ed il fantasy. L’ispettore di polizia Sam Tyler, investigando su una serie di omicidi nel 2006, viene accidentalmente investito da un auto. Risvegliandosi però, scopre di aver fatto un salto temporale all’indietro. Si trova infatto nel 1973, trasferito di fresco (e senza che lui ne abbia memoria) nelle forze di polizia di Manchester. Per tutta la serie, Sam continuerà a chiedersi se stia vivendo in un sogno o se è la vita (futura) come lui la ricorda ad essere invenzione della sua fantasia.
Jon Simm è bravissimo e commovente in una parte, quella di Tyler, che rischiava di trasformarsi in una macchietta da avanspettacolo ed il -veramente- grande Philip Glenister non è da meno nei panni del burbero, rozzo eppur estremamente efficace ispettore capo Gene Hunt. La ricostruzione storica, ancora una volta, è da applauso con abiti, auto, musica, tutto rigorosamente anni ’70.

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Victorian farm

I reality sono programmi idioti? Vivendo in Italia, un paio di anni fa, avrei risposto senza esitazione “sì”. Adesso che il panorama intorno a me è cambiato (insieme con il palinsesto televisivo) sono felice di rispondere “no, per niente”, specialmente dopo aver visto la prima puntata di “Victorian Farm”, il nuovo docu-reality della BBC (in Inghilterra ormai quasi tutti i reality si sono spostati nel binario dei documentari). Se c’erano ancora dei dubbi, questo programma li cancella tutti, e definitivamente: se una televisione ha coraggio, risorse economiche, intelligenza e decide di dare il giusto valore al quoziente intellettivo del suo pubblico, il reality può trasformarsi in un’esperienza non solo piacevole ma anche estremamente istruttiva.

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In Victorian Farm, due archeologi (Alex Langlands e Peter Ginn) insieme ad una studiosa di storia (Ruth Goodman), hanno abitato per un anno in una isolata fattoria nello Shropshire vivendo sigillati una bolla temporale datata 1885. La fattoria (con annesso cottage), un edificio d’epoca meraviglioso anche se disabitato da più di cinquant’anni e pertanto -all’inizio- fatiscente, è di proprietà della famiglia Acton fin dal dodicesimo secolo. Il capofamiglia, appassionato di storia ed entusiasta del progetto, ha messo a disposizione del team di studiosi la sua collezione di macchinari e strumenti agricoli d’epoca concedendo l’utilizzo della fattoria e della vasta proprietà circostante. Dal canto loro, gli studiosi hanno messo… beh, tutto il resto, dal restauro della struttura all’allevamento del bestiame, al dissodamento dei terreni, alla successiva coltivazione. Ogni cosa. ovviamente, seguendo alla lettera manuali, saggi e documenti di epoca Vittoriana.

Chi dice che fare cultura in televisione porta invariabilmente ad ottenere spettacoli noiosi si sbaglia di grosso: Victorian Farm è un programma leggero, divertente che è capace di intrattenere e, allo stesso tempo, di fornire una quantità enorme di informazioni e di insegnamenti.

Da un punto di vista cinematografico, le riprese documentaristiche sono mozzafiato e mostrano una natura cangiante nei colori delle stagioni ed una campagna che più Inglese non si può, tutta prati verdi e staccionate di legno. Da un punto di vista culturale, la mente spazia senza confini dalla storia all’architettura, alla scienza industriale, all’antropologia mentre l’occhio (che giustamente vuole la sua parte) indulge sui più minuti dettagli, gli abiti, gli arredamenti d’epoca, l’utilizzo di arti ed mestieri di un Inghilterra rurale in bilico fra le tradizioni antiche e le “modernità” portate in dote dall’appena nata rivoluzione industriale.

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Riguardo l’Inghilterra Vittoriana (in Italiano)
http://it.wikipedia.org/wiki/Epoca_vittoriana

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Supersizers go…

Supersizers go…” è il titolo di un bizzarro documentario made in BBC e presentato/interpretato dal giornalista e critico culinario Giles Coren e la scrittrice e attrice comica Sue Perkins.
Il programma nasce nel 2007 come singolo evento contenuto in un ciclo dedicato al periodo storico Edoardiano (dal 1901 al 1910) ma a causa dell’immediato successo, la BBc ha deciso di trasformarlo in serie producendo sei episodi nel 2008.

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Il titolo “Supersizers go…” è stato ispirato dal film/documentario americano “Super Size Me” di Morgan Spurlock; nel film, il regista/interprete, incuriosito da una causa legale intentata alla McDonald’s da due ragazze che dichiaravano di essere ingrassate eccessivamente a causa del cibo della famosa catena di fast-food, decide per un mese di mangiare solo ed esclusivamente al McDonald’s. Il documentario mostra l’intera, terribile parabola dell’esperimento, dalle visite mediche specialistiche di partenza (quando Spurlock è magro e sano) ai trenta giorni successivi di abbuffate e stravizi, al terribile risultato finale, 11 Kg in più in appena trenta giorni, colesterolo e insulina alle stelle, vita sessuale in disgrazia.

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In “Supersizers go…” Coren e Parkins si calano, di settimana in settimana e per una durata di sette giorni consecutivi, in un periodo storico differente, adottando non solo la dieta originale del tempo ma anche i costumi e le usanze proprie dell’epoca. Il progetto, reso possibile sopratutto dall’impegno di un folto team di storici e studiosi, tocca nella prima serie il periodo Elisabettiano (dal 1558 al 1603), la Restaurazione (17° secolo), il Regency (dal 1789 al 1821), l’epoca Vittoriana (19° secolo), il tempo della II guerra mondiale (dal 1939 al 1945) infine agli anni ’70.

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Come spesso accade nei programmi della BBC “Supersizers go…” è un documentario non solo interessante dal punto di vista didattico e culturale ma anche estremamente divertente. Coren Perkins sono intrattenitori straordinari, entrambi curiosi e interessati a provare qualsiasi esperienza legata all’epoca storica in oggetto senza lasciare nulla di inesplorato seppur, magari, per un solo boccone (se assaggiare il pavone e lo scoiattolo può essere un’esperienza interessante, molto meno lo è mangiare gelatine di zoccoli di bue o croccantini di larve candite).

Il risultato è uno sgargiante panorama storico incentrato su cibo e ricette ma impreziosito da usanze, leggende, abitudini e convenzioni culturali e sociali che riescono a descrivere l’epoca in oggetto in maniera incantevole.

Una seconda serie è stata realizzata nel 2009 col titolo di “Supersizers eat…”ed ha toccato i periodi storici dell’antica Roma, il medioevo, la rivoluzione francese, gli anni ’20, gli anni’50 e gli anni ’80.

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Alcuni episodi della serie sono disponibili QUI»: fate click su “visualizza intera playlist” e poi scendete verso il basso e scegliete l’episodio che vi interessa (alcuni video sono stati disattivati ma fortunatamente ne restano comunque parecchi) oppure scegliete “riproduci tutti i video” per visionarli uno dopo l’altro senza interruzioni.

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