
Una cosa che la maggior parte di voi non sa (o meglio non può sapere visto che fino ad ora non credo di averne fatto parola sul blog) è che la sottoscritta, per molti anni, è stata proprietaria di un negozio di acquari. Specifico subito che si trattava di un negozio molto sui generis (e non c’è da sorprendersi, essendo mio…) dove al primo posto veniva la salute ed il benessere degli animali, al secondo c’era il desiderio di trasmettere una visione “secondo natura” di questo hobby seguito poi il mio personale desiderio di approfondire e studiare l’argomento e dal piacere di frequentare persone sensibili alle tematiche ambientaliste. Solo per ultimo veniva l’interesse finanziario: va da se ovviamente, viste le premesse, che dopo sette anni ho chiuso il negozio in perdita, ma è stata comunque un’esperienza estremamente istruttiva che ha lasciato anche qualche piccola traccia nella storia dell’acquariofilia Italiana.
Orbene: stanotte, dando un’occhiata al mio sito walkongrass.com (devo fare alcuni opportuni cambiamenti grafici per includere la questione Alamy) mi è caduto l’occhio su un breve capitolo dedicato al mio passato di acquariofila e mi sono ritrovata a guardare un vecchio clip pseudo-documentaristico che avevo girato (con pochi mezzi ma tanta buona volontà) nel 2001. In pratica si trattava di una ricerca dedicata alla micro-fauna d’acqua dolce, per intenderci quell’universo di microorganismi che nasce spontaneamente un una vasca quando le condizioni ambientali sono ideali ma che passa generalmente inosservato, vuoi perché le creature sono per la maggior parete invisibili ad occhio nudo, vuoi perché, una volta immessi i pesci, questi si pappano allegramente tutti i microorganismi (cosa del tutto normale perché la natura li crea anche un po’ per questo).
La micro-fauna acquatica è stata ampiamente studiata in passato perciò non si può dire che la mia ricerca sia “arrivata là dove nessun uomo è mai giunto prima”, no, niente di che; ma un piccolo pregio le va riconosciuto, cioè il fatto che la visione di queste creature è da sempre stata documentata con esemplari isolati su un vetrino del microscopio mentre il mio intento era quello di osservarli e riprenderli nel loro ambiente naturale. Il risultato è stato un lungo documentario che poi ho ridotto ad un clip di qualche minuto per presentarlo al Quarto Congresso Italiano di Acquariofilia a Milano a seguito di una menzione d’onore per la mia ricerca. Nel guardarlo tenete presente che quasi tutte le creature sono ampiamente al di sotto del millimetro; gli animali più grandi, gli Ostracoda (che sono quei buffi crostacei ovali che sgambettano come forsennati) ed i Mollusca gastropoda (le chioccioline rotonde che leccano il vetro con accanita passione) arrivano a misurare massimo i due millimetri.
In caso siate interessati a saperne di più sul mio passato di acquariofila, vedere le mie vasche e leggere alcune note riguardo il MicroMondo, qui di seguito vi fornisco qualche link:
Note e foto sui miei acquari >> (in inglese)
Un atlas descrittivo delle creature del MicroMondo >> (in inglese)
Una serie di foto tratte dall’intera documentazione visiva raccolta >>
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