Lettagate

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Dunque il 23 settembre è uscito il primo numero de il Fatto, il quotidiano di Padellaro alla guida di una “sporca dozzina” capitanata dal portabandiera Travaglio. Nemmeno il tempo di far asciugare l’inchiostro sulla prima pagina che già Palazzo Chigi aveva inviato una smentita. Se non è un record questo, poco ci manca.

Ho la netta sensazione che tutti i partiti del panorama politico italiano fossero già all’erta con i piedi sui blocchi di partenza per lo scatto alla replica immediata. Da qualsiasi punto cardinale fosse arrivato l’attacco, i solerti portaborse governativi erano pronti a proteggere i propri condottieri con barricate di risme in formato A4, preparate in anticipo come i coccodrilli e già belle e pronte per una pubblicazione lampo.

D’altra parte, si sa, il Fatto è Travaglio e l’idea che certi personaggi si son fatti di lui, è quella di un giornalista tignoso con le scarpe piene di sassolini da togliersi. Peccato che mentre tutti erano impegnati ad indossare le mute anti-Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo sgusciavano furtivamente nell’ombra e producevano loro l’articolo di testata del primo numero del neonato giornale.

Sottovaluntando l’esperienza e l’intelligenza di Padellaro e sicuri che l’argomento principe di questo numero avrebbe grattato il fondo del barile con argomenti boccaceschi già detti e ridetti, nessuno avevano considerato che la penna di Gomez e Lillo, allievi che non avrebbero sfigurato nella classe di Woodward e Bernstein, sarebbe affondata proprio là dove l’occhio distratto dei mammuth della stampa si era guardato bene dall’indugiare. A scoperchiare vasi dall’odore nauseabondo si rischia di ritrovarsi coperti di vermi, specialmente se si sceglie di andarsene in giro con le tasche piene di avanzi semidigeriti dal potente di turno; meglio perciò sondare le profondità delle acque con l’alluce, prima di immergere il piede o tutt’al più, dare una veloce rimescolata e guardare a distanza di sicurezza cosa le bollicine portano a galla.

Watergate

30 aprile 1973: Carl Bernstein e Bob Woodward (al centro) parlano con l’editore del Washington Post Katharine Graham, con il direttore esecutivo Benjamin C. Bradlee e con il capodirettore Howard Simons all’indomani dello scoppio del Watergate.
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Ma poiché esistono ancora persone che nelle acque profonde non temono di entrarci a piè pari, in barba al gossip che tanta finta indignazione suscitò in chi per primo mischia soap dozzinali con affari privati, e affari privati con affari di Stato, il Fatto ha tenuto la schiena ben dritta e ha puntato l’arpione verso il balenottero di Gran Croce del branco, Gianni Letta, indagato da dieci mesi per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa nell’apparente disinteresse generale: non c’è che dire, un titolo che chiarisce subito, casomai vi fossero stati dei dubbi, il considerevole volume degli attributi celati sotto le pagine del quotidiano.

A dir poco bizzarre (e un tantino comiche) sono state le reazioni di governo e stampa: nella serata di quello stesso 23 settembre, Palazzo Chigi si scapicolla a smentire la notizia battuta da Gomez e Lillo ma nella fretta, trascura di verificare che dall’altra parte del guado vi sia terra ferma e dopo il balzo d’orgoglio si ritrova nelle sabbie mobili fino al ginocchio.
il Fatto, senza scomporsi, smentisce a sua volta la smentita e lo fa rendendo onore al suo nome, non con parole ma pubblicando per intero (con tanto di sigilli ufficiali) gli atti della Procura in questione. Freddi, metodici, i cronisti di Padellaro affilano le loro matite con precisione da cecchino. Non ci sono colpi da sprecare nel loro turno di sorveglienza, si agisce solo quando l’obbiettivo è nello specchio dei fatti, non un secondo prima.

Nel frattempo i giornali soprassiedono e guardano in silenzio lo svolgimento del match. Il mattino successivo escono i primi timidi commenti ma nessuno che si azzardi a prendere a testate Padellaro & C. Paura di un avversario di cui non si conosce ancora la potenza (o l’incoscenza) ma di cui, per certo, si avverte l’indipendenza? Forse; oppure, più semplicemente, certezza di non poter ribattere a fatti certificati, scritti nero su bianco, per di più su carta protocollata dalla Procura Generale della Repubblica. Per una certa stampa allo sbando, che pubblica lettere anonime travestite da documenti ufficiali, un accurato lavoro di ricerca, manuale di base di ogni vero giornalista, deve sembrare un’oggetto misterioso, qualcosa a metà tra un busto ortopedico e una camicia di forza. Non si spiega altrimenti la rapidità con cui certi araldi dell’informazione se ne liberano appena possono.

Tra i quotidiani che tentano un debole affondo c’é per l’appunto il Giornale ma Feltri -ormai dislessico persino nelle sue stesse contraddizioni- passa la mano a Francesco Cramer per scrivere uno strano articolo che vorrebbe screditare il Fatto ma finisce per ottenere l’effetto contrario. Cramer gioca la carta usurata del “copia-incolla” altresì detto metodo Travaglio, facendo notare che la notizia dell’indagine su Letta sia una zuppa riscaldata, ripresa da un vecchio numero del giornale campano la Voce. Cramer parla per esperienza, naturalmente; l’archivio del suo direttore straripa di ritagli ammuffiti e cartacce esumate da cestini altrui. Eppure, sparando la cartuccia a salve dell’articolo riciclato, Cramer mostra il fianco al giusto spirito di osservazione del lettore comune: se la notizia era già stata pubblicata da La Voce (cosa per altro sottolineata da Gomez e Lillo nel loro pezzo) per quale ragione il Giornale non ne ha mai parlato? Anzi, come mai nessun quotidiano ha pensato di approfondire la vicenda? Ancora una volta si finge di criticare il dito nella speranza che nessuno noti la luna. Peccato che la luna resti dov’è e che i lettori la vedano benissimo, grande e luminosa nel bel mezzo del crepuscolo di fine estate.

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Questo giornale, proprio come un bambino prodigio, ci darà delle soddisfazioni. E’ nato da poche ore e già la sua voce ha attirato la gente a migliaia, nelle edicole. In un paese dove appena venti persone su cento leggono un quotidiano, questo peregrinaggio ha un che di stupefacente.
Fossi in Feltri o Belpietro, qualche domanda me la farei. Una, in particolare: vale veramente la pena alimentare il becero cannibalismo di un popolo annebbiato dall’oppio catodico o non sarebbe più piacevole strapparsi via il collare e correre liberi in un mondo senza padroni? Non è troppo tardi per cambiare idea. Non è mai troppo tardi.

Intanto, lontani dalle nostre miserie, mi par di vederli, Indro ed Enzo, sorridere da lassù a questo nuovo Fatto; per quanto riguarda invece noi, bloccati quaggiù e in pericolo di ipossia da carenza di informazione, sentitamente, di cuore, ringraziamo.

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Comunicazione di servizio

Twitter_logoL’idea di pubblicare il diario giornaliero dei miei tweets è una cosa che mi diverte e a cui non voglio rinunciare ma ieri, guardando e riguardando il blog, mi sono resa conto che il layout complessivo risultava troppo dispersivo. C’è poi da dire che quelli di voi che, giustamente, non sono interessati a sapere cosa combino ora per ora (capirai, visto la vita movimentata che faccio…) si troverebbero costretti a saltare chilometri di stupidi tweets per leggere i normali articoli (LoudTwitter invia il suo bravo report ogni santo giorno e non c’è nulla che possa fare per cambiare questo settaggio). Allora ho pensato di fare una piccola modifica.

In pratica ho aperto un secondo blog dedicato esclusivamente al diario dei tweets. Per accedervi non dovete fare altro che clickare sul rettangolino azzurro in alto a sinistra. Se vi interessa, nel nuovo blog potrete iscrivervi anche ad un feed speciale, collegato solo al diario dei tweets. In questo modo risolvo due problemi in un colpo solo. Il primo, e più importante: potrete continuare a leggere su queste pagine gli articoli senza fastidiose interruzioni. Il secondo, utile per me e i miei lettori su Twitter: potrò reinstallare il sistema che mi permette di inviare un avviso automatico ogni volta che pubblico un nuovo post. E così siamo tutti felici :)

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The smart box updated

Questo è un post dedicato particolarmente a Sonica (alla quale devo rispondere da una vita ma finisco sempre per incappare in qualche imprevisto fra capo e collo che mi obbliga a rimandare, sorry about that Sonique!). Ma facciamo il punto anche per gli altri.

tv

A gennaio avevo pubblicato un articolo dedicato alla televisione degli UK, in particolare ai telefilm british e la loro utilità per imparare l’inglese più piacevolmente (se non lo avete letto lo trovate qui in versione aggiornata). Comunque: dato che non tutte le serie televisive arrivano in Italia, avevo dato indicazioni per cercare gli episodi (di cui fornivo una lista) sul Mulo, cosa che non tutti gradiscono fare ma che, ahimé, è spesso l’unico sistema per vedere certi prodotti televisivi di nicchia. Orbene: sono lieta di annunciare, per la gioia di grandi e piccini, che qualche santo appassionato ha riversato alcune dei titoli che consigliavo sul TuTubo interamente, dal primo all’ultimo episodio! Oh goodies! Ecco quindi i telefilm che sono riuscita a trovare e che possono essere visionati online senza bisogno di scaricare nulla. Ce ne sarebbero anche altri ma al momento sono di qualità pessima, perciò continuo la ricerca riprommettendomi di pubblicare altri aggiornamenti in futuro.

Giusto un paio di note prima di cominciare:

1) dato che non ho inserito io i video e dato che -purtroppo- le major televisive si divertono a far cancellare i filmati pubblicati senza permesso (ed è ovviamente questo il caso), se col passar del tempo alcuni collegamenti finissero per portare a un vicolo cieco spiacente, non c’è nulla che io possa fare per risolvere il problema. Speriamo comunque non succeda, incrociamo le dita!
2) ricordate che è possibile vedere i filmati a schermo intero facendo click sul secondo rettangolino a destra sotto il video. Qualora apparisse anche un altro rettangolino, rosso e con le lettere HD, il video può essere visionato in alta definizione. Buona visione!

Hornblower
Genere: storico, melodramma
Grado di difficoltà: basso

Trasmesso già in Italia e doppiato anche abbastanza bene, questa serie interpretata dal bello e bravo Ioan Gruffudd, è la trasposizione per il piccolo schermo dei romanzi marinareschi di C. S. Forester. La storia è ambientata durante la guerra tra Inghilterra e Francia alla fine del 1700. Horatio Hornblower è un giovane ed ingenuo guardiamarina che, per una serie di fortunatissime circostanze (insieme ad una buona dose di coraggio e talento) finirà col raggiunere i più alti gradi della carriera militare in breve tempo. Sono stati girati purtroppo solo 8 episodi della serie, sopratutto a causa degli alti costi (si tratta infatti di veri e propri film per la tv). Tranne alcune parti dove i marinai parlano in slang, l’Inglese usato nei film è aulico, molto comprensibile e la pronuncia è un piacere per le orecchie (in particolare quella di Gruffudd e di Jamie Bamber).

Hornblower

L’intera serie è disponibile QUI». Nella nuova pagina che si aprirà troverete la playlist della serie, ovvero la raccolta in ordine degli episodi. Potete scegliere se godervi lo spettacolo in automatico, cioè passando da un video all’altro senza interruzione (cercate l’opzione riproduci tutti i video in cima alla lista) o se vedere una per una le singole puntate.

The Vicar of Dibley
Genere: commedia
Grado di difficoltà: medio

Questa deliziosa serie, interpretata più che magistralmente dall’esplosiva Dawn French nella parte di Geraldine Granger, racconta la storia dell’inatteso arrivo di un vicario donna presso la minuscola comunità di Dibley. Il villaggio è popolato di personaggi uno più assurdo dell’altro (generalmente impegnati in questioni altrettanto assurde) al punto che, con il passare del tempo, l’ecclesiastica figura femminile, all’inizio guardata con sospetto dalla comunità, risulta essere invece la persona più normale di tutti. Mi raccomando: quando li vedete, arrivate fino in fondo, titoli di coda compresi; c’é sempre un delirante, imperdibile sketch giusto negli ultimi secondi come ciliegina sulla torta.

vicar

L’intera serie è disponibile QUI». Nella nuova pagina che si aprirà troverete la playlist della serie, ovvero la raccolta in ordine degli episodi. Potete scegliere se godervi lo spettacolo in automatico, cioè passando da un video all’altro senza interruzione (cercate l’opzione riproduci tutti i video in cima alla lista) o se vedere una per una le singole puntate.

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Pubblicato in London life, Zootropio. Commenti disabilitati

Oggi sarà una bella giornata

Mettiamo che vi chiamiate Oprah Winfrey e siate una delle personalità televisive più amate d’America. Mettiamo che qualcuno vi dica “come ogni anno stiamo preparandoti il party per l’inizio del tuo programma ma stavolta ti facciamo un regalo speciale” al che voi rispondete un po’ scettici “sì sì, certo” perché fate televisione da ventitre anni e ne avete viste di cotte e di crude nella vostra vita. Mettiamo che il giorno della festa, indossando la vostra bella giacchetta color canarino, vi presentiate sul palco per salutare la folla e mettiamo che vi presentino il gruppo dei Black Eyed Peas annunciandovi che canteranno in vostro onore una versione speciale di un loro famoso successo. A questo punto voi, giustamente lusingati (anche se non molto sorpresi) risponderete cortesemente “wow, grazie, un bel regalo, non me lo aspettavo proprio”. Potete scommetterci che non ve lo aspettavate: anche perché non è la canzone il regalo…

(video segnalatomi da Paolo San)

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Art games parte II

Come promesso, vi segnalo alcuni spassosi (e interessanti) giochi pseudo-artistici che si trovano in rete e che si possono utilizzare direttamente online, senza dover scaricare nulla.

Scribbler
Questo programma non è solo divertente, è pure incredibilmente creativo. Disegnate nel quadrato bianco qualsiasi cosa, non importa che sia un capolavoro. Poi fate click su “done drawing”. Si aprirà un menù che vi permetterà di influenzare il generatore automatico cambiando colori, spessore del tratto, trasparenza, ampiezza degli scarabocchi. Alla fine cliccate su “start scribbler” e guardate -con stupore- cosa succede. Coloro che hanno una tavoletta grafica possono ottenere dei veri e propri piccoli capolavori ma anche un disegnino tremolante fatto col mouse verrà trasformato da Scribbler in qualcosa di speciale.

Crea con Scribbler »

YellowMoon

Immagine ottenuta con Scribbler e colorata con Photoshop

NAG – Net.Art Generator
Questo generatore d’ispirazione dadaista, realizza un collage di immagini pescate a caso nel web in risposta a parole o frasi scritte dall’utente. Per esempio, qui di seguito, potete vedere un bizzarro esperimento. Il titolo sotto l’immagine riporta il testo che viene scritto per indirizzare la ricerca del programma.

Crea con il NAG »

Nag02

Un esempio delle possibilità che NAG offre.
(In basso… ehm… la frase che ho inserito nel generatore).


Typo
Questo generatore casuale, dedicato particolarmente agli appassionati di grafica, permette come nel caso di NAG di scegliere una parola o una frase e di ottenere una composizione, questa volta esclusivamente tipografica. I risultati sono sempre particolari. Una volta ottenuto un’immagine che ci piace, è possibile ingrandirla in versione 640×480 e quindi salvarla sul proprio pc.

Crea con Typo »

typoGenerator01

Typo crea illustrazioni sempre interessanti. Qui sopra: “WOTG”. Sotto: “Paz”.

typoGenerator02

Dreamlines
Simile nella concezione a NAG e Typo, questo generatore parte da una parola o una frase per ottenere anch’esso un’illustrazione ma lo fa in modo particolare: infatti non si ferma ad un’unica immagine ma continua a cercare a caso nel web e realizza un’animazione continua che passa da un disegno all’altro. L’effetto è bellissimo, spesso sorprendente, perché le parole inserite per la ricerca possono portare il programma a scegliere delle sequenze di immagini veramente strane (vedi sotto, la parola scritta era… “gabbiano”!).

Crea con Dreamline (richiede Explorer) »

Dreamline01

Surreal Painter
Come dice il nome, questo programmino in flash realizzato per The Wadsworth Atheneum Museum of Art, permette di giocare con immagini surreali semplicemente scegliendo nel database illustrato e spostando le varie parti della scena, portandole in primo piano o sullo sfondo, girandole a piacimento e agendo sui colori per variare la tonalità dell’insieme e sulle trasparenze per ottenere risultati più o meno eterei.

Crea con il Surreal Painter »

Surreal-Painter01

Surreal-Painter02

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