Radio Days (parte I)

Dunque parlavamo in un post precedente del mio amore per la radio. Nelle ultime settimane, barattando i rari momenti di pausa pranzo con qualcosa di assai più gratificante, mi sono ritrovata immersa in un’attività che molte persone giudicherebbero un totale, completo spreco di tempo: lo studio della forma radiofonica che apprezzo di più in assoluto, i così detti radiodrammi.

Parte di questa mia insana passione proviene da esperienze semi-professionali (ho lavorato in radio da giovane ed ho tentato inoltre la strada del cinema/teatro come sceneggiatrice una quindicina di anni fa) perciò quando scrivo “studio dei radiodrammi” intendo proprio questo, ascoltare e analizzare approfonditamente gli sceneggiati radiofonici.
Giusto recentemente ho avuto modo di gustarmi per intero la mitica trasmissione -il termine in questo caso è veramente doveroso- datata 1938 di Orson Welles “La Guerra dei Mondi”. Ve la propongo a fine articolo; se masticate abbastanza l’Inglese vi consiglio caldamente di prendervi una mezzoretta di tempo e ascoltarvi questo piccolo capolavoro. Sia che siate semplici curiosi, sia che condividiate con me l’interesse per gli sceneggiati radio, posso assicurarvi che resterete basiti di fronte all’originalità, alla modernità e alla genialità (altra parola meno banale proprio non mi sovviene per descrivere il genio di Welles) di questo programma.
Giusto per fare una rapida introduzione, bisogna sapere che Orson Welles nemmeno voleva trasmetterla la sua “Guerra dei Mondi”. Aveva preparato il trattamento ispirandosi al libro di H.G.Wells ma l’aveva sempre giudicato troppo noioso per trasformarlo in un programma. A corto di soggetti pronti però, alla richiesta della CBS di sceneggiare un romanzo durante la puntata di Halloween del Mercury Theatre on the Air, un programma settimanale di grande ascolto, Welles fu costretto a rispolverare proprio “La Guerra dei Mondi”.

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Il 30 ottobre del 1938, Welles e la sua compagnia si riuniscono negli studi di New York per mettere in scena (completamente dal vivo) quello che sembra inizialmente un normalissimo programma musicale. Solo che, qualche minuto appena dopo l’inizio della trasmissione, un bollettino del giornale radio informa gli ascoltatori che strane esplosioni sono state avvistate dagli astronomi sulla superficie di Marte. La resa sonora e la recitazione è tale (almeno per il linguaggio dell’epoca) da sembrare un bollettino assolutamente autentico. Il programma quindi riprende con la musica e tutto torna apparentemente alla normalità, finché altri bollettini cominciano a susseguirsi raccontando, con crescente apprensione, quella che alla fine si rivelerà un’invasione su larga scala della Terra da parte dei Marziani.

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Tutti ricorderanno che la trasmissione di Welles gettò nel panico l’intera Nazione. Pur assicurando in seguito che questa non era stata assolutamente l’intenzione ne’ di Welles ne’ della CBS, esaminando come il programma è strutturato e studiando la sceneggiatura originale, salta all’occhio il tentativo (riuscitissimo per l’epoca) di suscitare nell’ascoltatore quella che in gergo si chiama “sospensione dalla realtà” cioè creare una dimensione sonora fittizia talmente realistica da ingannare completamente lo spettatore. La reazione spropositata del pubblico (ci furono anche alcuni morti) non fu in effetti tutta colpa di Welles. Il programma, annunciato con una sigla ed un discorso introduttivo ben riconoscibile, non fu purtroppo ascoltato da tutti fin dall’inizio; molti quindi si ritrovarono, accendendo la radio, ad assistere ad un vero e proprio bollettino di guerra. Nella registrazione, a circa metà dell’opera, si sente un secondo annuncio, più perentorio, dove si ribadisce che quello che si sta trasmettendo è solo un radiodramma. Questo intervento, che non era previsto nella sceneggiatura, fu reso necessario a causa di preoccupanti notizie (non confermate in principio) che raccontavano di scene di panico incontrollato nelle strade del New Jersey.

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Mentre Orson Welles stava recitando ignaro nello studio di New York, al di la del fiume Hudson si scatenava il finimondo. Chi non aveva capito di stare ascoltando uno spettacolo radiofonico si precipitò in macchina, alcuni per lasciare le città, altri per recarsi invece nell’area dell’avvistamento. Anche la polizia si diresse a sirene spiegate verso il sito del presunto atterraggio e tutta questa follia non fece che intasare le strade e confermare, a coloro che assistevano al delirio collettivo, che effettivamente qualcosa di molto grave stesse accadendo.
Ironia della sorte, Welles finì inconsapevole di tutto il programma, scese con degli amici al bar sotto gli studi radiofonici e dopo qualche bevuta salutò tutti e andò a dormire. Solo il mattino seguente, leggendo il giornale, si rese veramente conto di cosa avesse -involontariamente- scatenato.

Ascolta War of the Words >>

Per saperne di più:

La trascrizione del programma in Inglese
http://jeff560.tripod.com/script.html

La traduzione in Italiano (purtroppo solo della prima metà del programma)
http://www.webtre.it/orson.html

Cronaca di un radiogramma che gettò nel panico gli Stati Uniti – di Andrea Laruffa
http://www.instoria.it/home/guerra_mondi.htm

Riguardo Orson Welles (in Italiano)
http://it.wikipedia.org/wiki/Orson_Welles

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* Se vi siete persi i post precedenti di Radio Days *
li trovate QUI raccolti in un unico post »

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