Time-out

Ultimamente mi sono rinchiusa in casa. Mi sono rinchiusa anche in me stessa, e la conseguenza è che sto affondando inesorabilmente in uno stato di autismo di proporzioni cosmiche. Non è una novità; chi mi conosce mi vede estroversa, comunicativa e questo è ciò che in verità sono, ma c’è una parte di me che vive ripiegata su se stessa, in un angolino della mia coscienza, acciambellata al buio e che rifugge tutto e tutti. Scrivo questo per cercare di spiegare a voi che leggete perché la vostra affezionatissima, di tanto in tanto, se la dia a gambe levate dal blog senza -apparentemente- degnarvi di un saluto. Non scappo da voi, io scappo proprio da tutto, perciò non prendetela come un dispetto personale ma, semmai, come una premura che ho nei vostri confronti perché vi assicuro, non sono una bella cosa da vedersi (e leggersi) quando sono in questo stato. Per reagire alla crescente inquietudine, mi sono decisa a prenotare un biglietto aereo per tornarmene per tre settimane in Italia e credetemi: quando arrivo a scappare anche dalla mia amata città allora la situazione è veramente grave. D’altra parte a che pro restare se me ne vivo rinchiusa in casa guardando Londra -e la vita in generale- dalle finestre del mio appartamento? Ho bisogno di staccare da tutto, di allontanarmi fisicamente per riordinare le idee. Il mio stato attuale, più vicino a quello di una carota che di un essere umano, richiede drastiche contromisure e dato che la cosa di cui ho meno voglia in questo momento è stare a contatto con la gente, allora è proprio in mezzo alla gente che voglio costringermi a stare. Sicché ci risentiamo fra tre settimane, più o meno; buona Pasqua a tutti voi, amici miei :)

park

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