I reality sono programmi idioti? Vivendo in Italia, un paio di anni fa, avrei risposto senza esitazione “sì”. Adesso che il panorama intorno a me è cambiato (insieme con il palinsesto televisivo) sono felice di rispondere “no, per niente”, specialmente dopo aver visto la prima puntata di “Victorian Farm”, il nuovo docu-reality della BBC (in Inghilterra ormai quasi tutti i reality si sono spostati nel binario dei documentari). Se c’erano ancora dei dubbi, questo programma li cancella tutti, e definitivamente: se una televisione ha coraggio, risorse economiche, intelligenza e decide di dare il giusto valore al quoziente intellettivo del suo pubblico, il reality può trasformarsi in un’esperienza non solo piacevole ma anche estremamente istruttiva.

In Victorian Farm, due archeologi (Alex Langlands e Peter Ginn) insieme ad una studiosa di storia (Ruth Goodman), hanno abitato per un anno in una isolata fattoria nello Shropshire vivendo sigillati una bolla temporale datata 1885. La fattoria (con annesso cottage), un edificio d’epoca meraviglioso anche se disabitato da più di cinquant’anni e pertanto -all’inizio- fatiscente, è di proprietà della famiglia Acton fin dal dodicesimo secolo. Il capofamiglia, appassionato di storia ed entusiasta del progetto, ha messo a disposizione del team di studiosi la sua collezione di macchinari e strumenti agricoli d’epoca concedendo l’utilizzo della fattoria e della vasta proprietà circostante. Dal canto loro, gli studiosi hanno messo… beh, tutto il resto, dal restauro della struttura all’allevamento del bestiame, al dissodamento dei terreni, alla successiva coltivazione. Ogni cosa. ovviamente, seguendo alla lettera manuali, saggi e documenti di epoca Vittoriana.
Chi dice che fare cultura in televisione porta invariabilmente ad ottenere spettacoli noiosi si sbaglia di grosso: Victorian Farm è un programma leggero, divertente che è capace di intrattenere e, allo stesso tempo, di fornire una quantità enorme di informazioni e di insegnamenti.
Da un punto di vista cinematografico, le riprese documentaristiche sono mozzafiato e mostrano una natura cangiante nei colori delle stagioni ed una campagna che più Inglese non si può, tutta prati verdi e staccionate di legno. Da un punto di vista culturale, la mente spazia senza confini dalla storia all’architettura, alla scienza industriale, all’antropologia mentre l’occhio (che giustamente vuole la sua parte) indulge sui più minuti dettagli, gli abiti, gli arredamenti d’epoca, l’utilizzo di arti ed mestieri di un Inghilterra rurale in bilico fra le tradizioni antiche e le “modernità” portate in dote dall’appena nata rivoluzione industriale.

Riguardo l’Inghilterra Vittoriana (in Italiano)
http://it.wikipedia.org/wiki/Epoca_vittoriana
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