Questo post è dedicato a Graziella e a tutti quelli che, come me, detestano sopra ogni cosa mettere in ordine le bollette. E rimandano, e rimandano, e rimandano… e accatastano tutto in un cassetto finché quello, a un certo punto, non ne vuole più sapere di chiudersi costringendoti a perdere due ore (preziosissime) della tua vita nel tentativo di mettere una parvenza di ordine in quel polpettone informe che è diventato il tuo archivio.

Prima e dopo la cura. Il tutto dopo un’agonia di un ora per dividere fogli, bollette e altre minchiate, 30 minuti spesi a mandarmi affanculo da sola, tre panadol extra strong per il mal di testa ed una considerevole quantità di tagli da carta sulle dita!

A questo punto, come degna conclusione, dovrei scrivere qualcosa di estremamente saggio, tipo che non bisogna rimandare a domani quello che si può fare oggi, che val più una cosa fatta che cento da fare, che cosa fatta capo ha eccetera. Ma tutti questi “fare” mi stancano al solo scriverli, figuriamoci a farli. Ne riparliamo fra tre mesi, quando sarò punto e a capo.


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