Ettore, lettore di Roma (ma non solo lui) mi ha domandato come mai gli Inglesi, per mandarti gentilmente, ehm, a quel paese -o in altri luoghi oscuri- mostrano due dita invece che il medio come gli Americani. Siccome questa cosa LA SO (ed è anche una storia vagamente istruttiva) faccio la smargiassa e ve la racconto.

Tutto ha origine a causa della perenne antipatia (politica ma non solo) tra gli Inglesi ed i Francesi sfociata spesso e volentieri in guerre estenuanti, una per tutte quella dei 100 anni che durò effettivamente, inframezzata da brevi tregue, per ben 116 anni (dal 1337 al 1453).
Ora: gli Inglesi, se c’era una cosa che sapevano fare veramente bene fin dal 1100, era combattere servendosi degli archi, in particolare il longbow, un’arma formidabile a lunga gittata inventata dai Gallesi. Enrico II, che era un re con i controcoglioni (al contrario del suo predecessore Stefano, monarca pusillanime che aveva usurpato il trono lasciato da Enrico I alla figlia Maud e che aveva condotto l’Inghilterra sull’orlo del collasso economico scatenando una guerra civile) appena visti gli arcieri Gallesi combattere, si era subito adoperato affinché gli archi lunghi venissero introdotti in tutti i suoi eserciti.

Ma torniamo alla guerra dei 100 anni. I Francesi, che già all’epoca non facevano sfoggio di un gran senso dell’umorismo, avevano preso la simpatica abitudine, ogni volta che riuscivano ad acciuffare un Inglese, di tagliargli via l’indice e il medio, in pratica le dita che servivano a tendere l’arco per scoccare la freccia. Leggenda vuole che durante l’epica battaglia di Agincourt, le ordinatissime/elegantissime/organizzatissime/numerosissime truppe guidate dal connestabile Charles d’Albret su ordine del re di Francia Carlo IV si ritrovarono impotenti di fronte all’incrollabile difesa Inglese e diedero forfait; a quel punto, si racconta, una selva di dita tese si alzò da dietro i picchetti eretti dagli Inglesi in direzione del nemico in segno di scherno a significare: “non siete riusciti a tagliare queste, di dita”.
Da quel momento il gesto delle due dita alzate divenne d’uso comune negli eserciti Inglesi, sopratutto in situazioni di tensione come durante gli interminabili assedi da parte dei Francesi (che erano tignosi come pochi in battaglia). Gli Inglesi, in seguito, persero la guerra (e questa è la ragione per cui la Francia appartiene… beh, ai Francesi invece che agli Inglesi) ma questa è un’altra storia. L’antico gesto è rimasto inalterato nei secoli anche se privato, almeno in parte, del suo ironico e sottile significato.

Perciò, la prossima volta che vi trovate in Inghilterra e un’auto quasi vi investe sfrecciando a 100 all’ora in centro città voi, fieri araldi di una tradizione ultracentenaria, non fatevi scrupoli e sfoderate orgogliosi le vostre due dita alzate senza vergogna. Non importa se non avete mai impugnato un arco in vita vostra o se non siete British o se preferite di gran lunga la Francia all’Inghilterra: è il principio che conta, ed il principio è: insultare il prossimo è un gesto sicuramente villano ed è indubbiamente segno di grande ignoranza; ma l’occasione di farlo in maniera culturalmente ineccepibile citando fonti storiche vecchie di 600 anni, ma quando mai vi ricapita?
Per saperne di più:
Un documentario di 50 minuti realizzato da Channel 4 dedicato all’arco lungo ed alla sua importanza nella Guerra dei 100 anni (in inglese). Se siete appassionati di storia/battaglie/medioevo dovete assolutamente vederlo, è bellissimo.
Weapons that made Britain – The Longbow >>
Alcuni links (tutti in italiano)
Sulla Guerra dei 100 anni e sugli arcieri Inglesi:
http://www.arcierineltempo.it/inglesi.htm
e ancora:
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_cent’anni
e anche qui, con tutti i riferimenti alle figure storiche dell’epoca:
http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Guerra_dei_cent’anni
Nota finale: se siete affascinati dalla storia Inglese ma i libri di testo scolastici vi fanno abbioccare come orsi in inverno, vi consiglio caldamente di leggere i deliziosi romanzi della serie Cadfael di Ellis Peters. Sono ambientati nell’epoca della guerra tra (il pusillanime) Stefano e la regina Maud e non solo sono scritti in uno stile splendido ma lo studio storico che sta alla base dell’opera è veramente considerevole. Unica pecca, se pecca si può considerare: letto uno non potrete fare a meno di divorare tutta la serie!
http://it.wikipedia.org/wiki/Ellis_Peters
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Aggiornamento: una precisazione è necessaria perché subito, appena letto il post, un amico mi ha scritto dicendo che 1.7 è un valore insolitamente alto per gli impianti inglesi. A freddo, infatti, la pressione dovrebbe essere di 1 perché scaldandosi, l’acqua si espande e la pressione aumenta e se questa sale oltre 3 bar la cosa, pur non essendo proprio pericolosissima (c’è un’apposita valvola di sfogo che impedisce all’impianto di scoppiare) non è però salutare ne’ consigliabile. Lo avevo già immaginato e infatti, cercando di capire quale fosse il problema del mio boiler, ho finito per passare una giornata intera su internet studiando come funzionino questi impianti. Fatto stà che, ancora una volta, un’apparente sfiga come il riscaldamento mal funzionante, mi ha fatto scoprire una magagna più grande (e potenzialmente più pericolosa). Il povero boiler in realtà non aveva problemi in accensione, ma a causa dell’eccessiva pressione preesistente nell’impianto, continuava a spegnersi per ragioni di sicurezza. Il problema è che tenendo il riscaldamento sempre acceso non me ne ero accorta (e, ad onor del vero, nessuno mi aveva detto nulla a proposito quando ho affittato l’appartamento). Sicché ieri ho spento tutto per un pomeriggio ed ho visto che a riscaldamento freddo la pressione era già alta. Riequilibrato il tutto azionando manualmente la valvola di sfogo, il boiler ha ripreso a funzionare come un orologio e ad impianto caldo adesso tutto è stabile su 1.5, che è perfetto. Perciò vorrei precisare che sì, sarei sicuramente stata una pessima cavia per Pavlov, ma nella parte di Pavlov stesso non me la sarei cavata poi tanto male :)