I’ve got red on me (no more)

Ufff… dopo giornate intere trascorse a scrivere articoli, posso finalmente dire che il sottoscala virtuale del blog è finalmente sgombro dalle tonnellate di incartamenti raccolti nei mesi e accatastate alla rinfusa. Il che mi ha permesso anche di spalancare la finestrella altezza marciapiede e arieggiare la stanza. Il radicale cambio di arredamento pare non essere stato gradito dai soliti zombie residenti, nessuna visita da settimane; meglio così, l’ultima volta, agitando la mazza da cricket come una forsennata mi sono strappata qualcosa nel fondoschiena e per due giorni ho camminato come un’ottogenaria; per non parlare di quanto sia difficile lavare via sangue e materia cerebrale dagli indumenti delicati.

Tutto questo per dire che probabilmente il numero dei post andrà a decrescere nei prossimi giorni, fondamentalmente perché 1) ho un vuoto mentale, non so più di cosa parlare 2) bisogna che mi rimetta seriamente a lavorare sulle cose per Alamy. Lo ammetto, complice questo straordinario clima estivo (e trattandosi di Londra il termine straordinario non è casuale), mi sono lasciata trascinare un po’ dalla pigrizia, preferendo a più riprese il cielo azzurro ed i prati fioriti al computer. In quelle occasioni, ovviamente, ho finito comunque per lavorare, ma scattare foto è un impegno mille volte più piacevole che sedere in una stanza buia a processare immagini, sicché non fa testo; a parte per il fatto che Alamy continua ad accettare tutta contenta quello che le spedisco mentre una buona parte dei collaboratori della “vecchia guardia” ultimamente è sul piede di guerra perché si vede rifiutare qualsiasi cosa si azzardino ad inviare… Il che apre una enorme crepa nella confidenza che mi ostino ad avere riguardo le mie capacità: succederà anche a me, un giorno non lontano, di vedermi rimandare al mittente foto e illustrazioni? Non ne ho idea, mi auguro di no, ma non riesco a non pensare che, oltre alla preparazione tecnica, anche la fortuna giochi un ruolo fondamentale quando si tratta di superare il quality control e per esperienza personale, so per certo che la fortuna, prima o poi, finisce. Ma di tutto questo avremo modo di parlare in uno dei prossimi post.

Prima di salutarvi, però, vorrei dedicare due parole a tutte le persone che mi scrivono: amici, voi non avete idea il piacere immenso che una pisellona come me prova leggendo le vostre mail! Sappiate che anche se non riesco a rispondere a tutti e se il più delle volte i miei messaggi si riducono a poche (imbarazzate) righe, io leggo tutto con grande attenzione e godo senza ritegno del vostro apprez-zamento e delle molte argute osservazioni. E’ veramente bello vedere che esistono ancora persone intelligenti in questo mondo di matti, ancora più bello vedere che fra tanti, avete scelto me. Come ho già avuto occasione di dire, ricevere l’apprezzamento di persone speciali ci fa sentire un po’ speciali a nostra volta ed in questo momento mi sento la persona più speciale del quadrante Alfa (e parte del quadrante Beta, anche se i Klingon, in quanto ad orgoglio personale, vincono a mani basse).

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