La carta, un materiale semplice, adattabile, enormemente considerato oggigiorno come alternativa biodegradabile alla molto più inquinante plastica, sta diventando un media sempre più utilizzato nell’arte moderna.
Peter Callesen, nato in Danimarca nel 1967, realizza poetiche, fragili sculture partendo da un singolo foglio di carta.

“I mei lavori” dice Callesen “sono ispirati dalla relazione fra le due e tre dimensioni. Trovo che la materializzazione di una forma 3D da un sottile foglio di carta abbia qualcosa di magico o meglio dire di “ovviamente magico” poiché il processo è ovvio e le figure che scaturiscono restano collegate strettamente alla loro origine senza possibilità di fuga. Da questo punto di vista c’é qualcosa di tragico nei tagli sulla carta”.


Per Callesen, lavorate con i fogli in dimensione A4 è un’esperienza interessante perché si tratta del formato più usato ed in questo senso è ormai abitudine comune vedere una pagina di A4 come semplicemente una superficie su cui stampare documenti. Ma tornando alla sua originale forma, una semplice pagina bianca di 80 grammi, Callesen interviene in maniera inattesa sorprendendo lo spettatore senza utilizzare inchiostri o parole.


Nel tempo, l’artista ha ampliato la misura delle sue opere, realizzando delle vere e proprie installazioni.

Le sue ultime creazioni si allontanano dal suo media preferito per sconfinare nel mondo reale. Celeberrima è la sua “Earth”, allestimento “aereo” dove una Terra gonfiata di elio ed illuminata dall’interno è stata sospesa a 40 metri di altezza sopra la piazza Gl.Torv di Copenhagen. Durante il giorno la Terra veniva abbassata e nascosta fra i tetti e riposizionata solo al calare del sole per ingenerare nello spettatore la surreale esperienza di trovarsi sulla luna ed osservare il nostro pianeta da una prospettiva extra-terrestre.


Il sito di Peter Callesen
http://www.petercallesen.com/index.html
Se vi siete persi i precedenti articoli sul tema, potete leggerli qui:
Incartamenti (parte I)
Incartamenti (parte II)


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