L’ispirazione è una fanciulla molto volubile: un attimo c’é, l’attimo dopo è scomparsa, evaporata nel nulla. Talvolta torna a trovarci per qualche giorno di seguito, altre ci abbandona per settimane o mesi, e noi lì, frustrati, a scavare il pavimento camminando in tondo o scarpinando chilometri per le strade nella speranza di avvistarla, la maledetta, con il desiderio di darle una botta in testa e riportarla a casa trascinandola per i capelli piuttosto che corteggiarla.
Mi si perdonerà l’ironica riflessione introduttiva, ma a me, quando vedo le esplosive opere di Martin Klimas, viene in mente questo specifico, drammatico, assurdo momento del processo creativo.

Klimas nasce a Singen, in Germania, nel 1971 ed il suo “Still Life” è l’ultima tappa di un percorso intrapreso nel 2000 e incentrato sul congelamento di un istante.

Le sue prime fotografie, probabilmente meno originali delle porcellane frantumate di Still Life, non passano comunque inosservate, se non altro da un punto di vista estetico.

Personalmente trovo alcune immagini considerate minori incredibilmente più potenti, in particolare i suoi fiori fatti a pezzi e immobilizzati in eterno nel preciso momento della loro distruzione.


La tecnica di scatto è elementare e da questo punto di vista non si può dire che Klimas sia ispirato dal genio della tecnica: una stanza buia, uno sfondo bianco, una lampada collegata ad un rilevatore di suono e naturalmente la fotocamera. Klimas fa cadere dall’altro le statuette di porcellana nella totale oscurità e quando queste colpiscono il suolo, il rivelatore fa scattare un colpo di flash. Dopodiché si continua a fracassare statue finché non si ottiene lo scatto giusto.

Forse le sue immagini non possono essere definite vere e proprie opere d’arte (e personalmente rabbrividisco un tantino leggendo che Klimas si paragona a Pollock, anche se esclusivamente in rapporto al concetto di “artista come testimone di un avvenimento creativo”) ma di questo avrò modo di scrivere nei prossimi giorni. Comunque sia, non si può negare che alcune sue immagini siano effettivamente affascinanti. O forse, sarebbe meglio dire, è la disintegrazione degli oggetti ad essere un fenomeno affascinante di per se…

Immagini e intervista del Morning News
http://www.themorningnews.org/archives/galleries/still_life/02sl.php
Sito ufficiale di Martin Klimas
http://www.martin-klimas.de/


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