Peace Games (parte V)

The Great Kitchen Escape e The Great Living Room Escape
Questi due brevissimi giochini disegnati da Mateusz Skutnik (prolifico autore della serie Submachine) sono facili sì, ma non troppo… In realtà lo scopo è semplicissi-mo, evadere dalla stanza; il problema sta nel riuscire a trovare i giusti oggetti da utilizzare.

Gioca a The Great Kitchen Escape >>

*Walkthrough e soluzione*
http://jayisgames.com/archives/2008/01/the_great_kitchen_escape.php

Gioca a The Great Living Room Escape >>

*Walkthrough e soluzione*
http://www.freegamesnews.com/en/?p=3932

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The fog fall
Sempre da Pastel Games e dal geniale Mateusz Skutnik, esce in questi giorni l’affascinante The fog fall. Dopo il disastro nucleare, un solitario sopravvissuto trascorre i suoi giorni in un cupo, buio, triste rifugio atomico in attesa che le radiazioni in superficie scendano a livelli tollerabili. Claustrofobico.

Gioca a The fog fall >>

*Walkthrough e soluzione*
http://jayisgames.com/archives/2008/04/the_fog_fall.php

Il sito di Mateusz Skutnik
http://www.pastelstories.com/

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The Visitor
Un piccolo, tenero, viscido baby Alien assetato di sangue arriva sulla terra in un meteorite. Riuscirà la strisciante creatura a far esplodere (dall’interno) l’intera razza umana? Deliziosamente macabro.

Gioca a The Visitor >>
http://www.thegameslist.com/playgame/175/The_Visitor

*Walkthrough e soluzione*
http://gamesuy.blogspot.com/2007/10/visitor-walkthrough.html

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Amateur Surgeon *Attenzione: è necessario capire l’inglese per giocare*
Questo piccolo rompicapo è perfetto per chi -come me- ha passato da bambino interi pomeriggi giocando col “l’allegro chirurgo”. Un pizza-delivery boy, viene istruito alla disciplina medica utilizzando strumenti… non proprio sofisticati. Bloody addictive!

Gioca a Amatour Surgeon >>

*Walkthrough e soluzione*
http://jayisgames.com/archives/2008/05/alan_probe_amateur_surgeon.php#walkthrough

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Potete leggere tutti gli articoli dedicati ai “peace games” raccolti in un unico post QUI »

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Coniglietti idrofobi

Questo piccolo -capolavoro di- trailer è uno dei promo per Rayman Raving Rabbids, il videogames della Ubisoft.

Io stacco per un paio di giorni; dopo una settimana d’inferno sprecata a rincorrere ben due versamenti (a mio favore) misteriosamente scomparsi rispettivamente uno da Paypal e l’altro dalla mia carta Visa, mi sento un po’ idrofoba anch’io! A lunedi, buon weekend a tutti :)

Pubblicato in London life, Pronto Hal mi ricevi?, Zootropio. Commenti disabilitati

By the Power of Greyskull !

Questo è un post dedicato ai geeks; gli altri, le persone normali, ci scuseranno se per qualche minuto faremo capannello tra di noi; se ci sentite ridacchiare come dei deficenti non fateci caso.

Ma vete visto che coniglio gigantesco ha tirato fuori la bistrattata Russa dal suo cappello? Zitti zitti, gli ingegneri grafici della GRTOV Studio hanno implementeto un motore 3D perfettamente funzionante su base Flash Player 10!

Questo piccolo mostro si chiama Alternativa3D engine ed al momento propone due demo (percorribili) abbastanza stupefacenti. Il solo mmaginare le immense possibilità di questo motore grafico mi fa venire le vertigini!

Nota: i demo richiedono qualche secondo per venire caricati completamente.

Prova il demo 1 (Tempio) >>

Prova il demo 2 (Bunker) >>

Il sito ufficiale di Alternativa3D engine:
http://alternativaplatform.com/en/

E qui trovate il blog:
http://blog.alternativaplatform.com/en/

Pubblicato in Pronto Hal mi ricevi?. Commenti disabilitati

Alamytime

Qualche nuova fotografia dei miei recenti lavori per Alamy. Le insegne/sculture (troppo assurde!) appartengono naturalmente ai negozi di Camden Town. I ragazzi che suonano i bongo sono due abitué di Brick Lane e nella stessa zona si trova il murales (fotografato qui dopo il mercato) realizzato da uno dei miei artisti di strada preferiti di cui però ignoro il nome (segnalatemelo, caomai lo conosces-te). Segue poi il cimitero di Kensal Green e uno scorcio controluce di Portobello Road che mi ha fatto dannare sia in ripresa che in postproduzione e pertanto è una foto a cui tengo particolarmente. Come al solito mi tocca specificare che:

*all pictures are copyright Patricia Spinelli/Alamy – do not reproduce*

Se volete utilizzarle nel vostro blog fate pure ma perfavore aggiungete il mio nome e quello di Alamy, grazie.

Vorrei aggiungere un piccolo aneddoto: è proprio vero, non bisogna mai rinunciare a scattare foto anche quando le condizioni metereologiche sembrano avverse. Le immagini del Kensal Green Cemetery, tutto sembravano fuorché decenti al momento della ripresa. La giornata era talmente variabile che è stato necessario aspettare quasi 20 minuti ogni volta per avere una finestra di scatto di un minuto appena. Sicché quello che ho fatto per tutta la mattina è stato trovare l’inquadrature giusta, sedermi ad aspettare, fumarmi una sigaretta dopo l’altra girandomi i pollici per poi scattare come una forsennata nel momento in cui il sole forava le nuvole. Questo ovviamente (come ogni fotografo ben sa) non è l’ideale per curare al massimo apertura, diaframma, profondità di campo eccetera; o, perlomeno, io detesto lavorare in fretta e furia. Però è altresì vero che il cielo era perfetto nei momenti di sole e che fortuna ha voluto che gli addetti al cimitero stessero cominciando giusto quel giorno a falciare il prato dopo l’inverno, perciò ho potuto fotografare le tombe immerse nell’erba alta, cosa che piuttosto raramente può essere vista a Kensal Green. Quindi, tutto sommato, ne è valsa la pena.

*all pictures are copyright Patricia Spinelli/Alamy – do not reproduce*
my photographs on Alamy >> www.alamy.com

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Big world, little people (parte IV)

L’utilizzo di miniature sta diventando un vero e proprio filone a cui in molti attingono senza curarsi troppo dell’originalità. La cosa si riduce, ovviamente, ad una folla di imitazioni più o meno riuscite che sinceramente, lasciano il tempo che trovano. Però, nel panorama gremito da banalità, ogni tanto spicca qualche idea veramente singolare ed in questi rari casi lo sforzo dell’artista è maggiormente apprezzabile proprio per essere riuscito ad avere un guizzo in più di creatività utilizzando un media ormai abusato. E’ senz’altro il caso della giapponese Akiko Ida e del francese Pierre Javelle con il loro lavoro Minimiam.

Minimiam (titolo che si potrebbe tradurre in italiano con “mini-gnam gnam”) è un’adorabile sequenza di scatti dove minuscoli personaggi, indaffarati in quotidiane faccende, si trovano alle prese con un mondo all’apparenza alieno ma che in realtà è, molto più prosaicamente, costituito da cibo.

In particolare, sono i dolci ad affascinare questi artisti. Nell’intervista che segue, i due raccontano come nasce la loro ispirazione e spiegano come tecnicamente la foto viene realizzata.

Le immagini non sono piacevoli esclusivamente da un punto di vista visivo (tecnicamente sono prossime alla perfezione) ma un valore aggiunto è senza dubbio la sottile ironia che pervade le scene.

Il sito ufficiale dedicato a Minimiam
http://www.minimiam.com/

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Se vi siete persi i precedenti articoli riguardo i “little people” potete trovarli qui:
Big world, little people (parte I)
Big world, little people (parte II)
Big world, little people (parte III)

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