Miss Peacock, in veranda, con la chiave inglese

Finalmente, dopo una settimana di pioggia continua, sono riuscita a fare un primo test alla macchina. Sono andata all’Holland Park (chissà perché ogni volta che esco per fare due passi finisco sempre lì) ma la luce era pessima, c’era un sole smorto che ha dato alle foto una sfumatura vagamente fangosa perciò il test è riuscito a metà, un utile esercizio di pratica ma senza risultati all’altezza di Alamy (anche se devo ammettere che sto migliorando nella messa a fuoco e comincio a capire come funzione l’accrocco anti-vibrazione dell’obbiettivo). Ci sono andata fondamentalmente per sgranchirmi le gambe, vista la settimana trascorsa in cattività, ma sopratutto nella speranza di vedere i pavoni che in questo periodo dovrebbero cominciare il corteggiamento (eh, la primavera…) ed effettivamente, almeno in questo, ho avuto una certa fortuna.

I pavoni, che nonostante l’aspetto sfavillante non sono altro che grossi polli non proprio brillanti da un punto di vista intellettivo, sono animali molto divertenti. Questo bellimbusto, assolutamente rincitrullito dal periodo degli amori, ha continuato a fare la ruota per tutto il giorno starnazzando con la grazia di una cornamusa.

La zona che aveva scelto per il suo spettacolo ero un angolino seminato da poco e chiuso al pubblico con un nastro. Io mi sono seduta tranquilla proprio ai margini del perimetro e dopo un po’ questo grosso tacchino esibizionista mi si è piazzato proprio d’avanti offrendomi delle buone occasioni di scatto e lì è rimasto finché non me ne sono andata.
L’idea che un volatile mi trovasse interessante abbastanza da corteggiarmi senza ritegno ha portato un breve raggio di luce nella mia vita di zittella impenitente, subito cancellato dalla constatazione che era il riflesso del sole sulla lente ad interessarlo. Ah, beh…
Più tardi, passeggiando nei pressi del vivaio del parco, ho visto un altro pavone che faceva la spola tra i giardini ed il posteggio degli inservienti. Siccome continuava ad andare su e giù senza sosta, alla fine mi sono incuriosita e l’ho seguito. Beh, il tapino si era convinto che ci fosse un altro pavone nel suo territorio, sennonché si trattava solo del suo riflesso su uno sportello di una macchina. Il poverino non riusciva a capacitarsi del fatto che girando intorno all’auto non ci fosse nessuno. Credo sia ancora lì a vagare come un disperato alla ricerca del suo rivale. Che poi ci lamentiamo delle nostre, di sfighe…

Uh, quasi dimenticavo: qualche tempo fa avevo avvistato (con mio enorme stupore) uno stormo di pappagalli verdi che svolazzava tutto felice da un albero all’altro della mia strada sgranocchiando i semi e lanciando grida assordanti. Mi ero chiesta allora: possibile che degli animali tropicali abbiano preso dimora nell’ostello della -già variegata – aviofauna londinese? Beh, per quanto incredibile possa sembrare, le cose pare stiano veramente così. Infatti, guardate un po’ chi ha recentemente traslocato ad Holland Park?

Siti utili:

Royal Borough of Kensington and Chelsea
http://www.rbkc.gov.uk/ParksAndGardens/HollandPark/default.asp

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