Volevo scrivere questo post già da qualche settimana, ma, si sa, fra il dire ed il fare… Poi però stamattina ho letto una mail che, dopo le deprimenti vicende di ieri, mi ha riportato il buonumore e quindi la cito: cheers Moya, capiti a fagiuolo perché giusto mi domandavo in questi giorni chi fossero i misteriosi lettori che visitano il mio blogghettino. Trovo affascinante l’idea che gente che non mi ha mai vista sia interessata e legga le mie vicende; trovo assai meno affasciante vedere che molte delle persone che invece mi conosce -e bene- se ne sbatta allegramente di quello che io faccia qui e non sia venuto manco una volta sulle mie pagine per vedere cosa combino. Ci sarebbe ovviamente da aprire un post a parte a riguardo, con innumerevoli implicazioni filosofiche/esistenzialiste che culminerebbero, suppongo, con un rendiconto abbastanza spietato sulle attese disattese, ma perché farsi del male? C’é un limite a tutto, ed a questo punto, fra la polizia alla porta ed il riscaldamento che non andava ho raggiunto l’apice della sofferenza interiore per questa settimana. “Hanging on in quiet desperation is the English way”, dunque facciamo finta di niente e andiamo avanti. Ma cerchiamo di non divagare come mia abitudine. In questi ultimi giorni abbiamo raggiunto quota 1000 e la puntuale statistica del mio contatore mi dice che queste mille anime provengono da varie parti del mondo, molti dall’Italia ma anche, in ordine sparso da Francia, Olanda, UK, Svezia, America. Vi saluto cumulativamente e sappiate che io sono qui che mi gratto la testa cercando di capire come siate arrivati sulle mie pagine. Vi ringrazio, naturalmente, anche se un po’ mi dispiace, aver scelto di seguire le avventure di una totale cippalippa come me non sono certa sia stata una scelta delle più costruttive. Nel frattempo però mettetevi comodi, prendetevi una birra e fate come se foste a casa vostra.
E’ bello vedere che fra perfetti sconosciuti possano esserci dei piccoli, sorprendenti dettagli in comune; per esempio un’ardente curiosità culturale ed anche la conseguente, frequente perplessità: ebbene sì Moya, io pure mi sono chiesta perché Damien Hirst si sia ritrovato ingoiato in un aberrante vortice creativo che lo ha spinto a sigillare uno squalo sotto formaldeide…

ma anche la sua mucca affettata è mica roba da ridere…

…a tutt’oggi la risposta a questo insondabile mistero mi è preclusa, ma vista la piega che sta prendendo l’arte (una certa arte) in questi ultimi anni, un paio di idee me le sono fatte e immagino anche tu. Ho trovato in rete a tal proposito un video ufficiale del Metropolitan Museum of Art dove il curatore dell’installazione dello squalo (dovrebbe essere il secondo bestione perché mi risulta che nonostante l’imbalsamazione, il primo era ormai putrescente e credo lo abbiano ehm… smantellato…) cerca di spiegare la profondità artistica dell’opera. A me sembra una gran arrampicata sugli specchi però sicuramente ha ragione lui…
Fra Hirst ed il suo concorrente più prossimo Jasper Johns non saprei chi scegliere: Johns, probabilmente, ma solo perché le carcasse di Hirst mi fanno un po’ senso.
Fosse per me metterei ad una posizione ben più alta alta in classifica Paul Chan; la sua “1st light” che ho visto per caso al Serpentine lo scorso autunno, mi ha letteralmente folgorato. Anzi, di più: mi ha fatto innamorare di nuovo dell’arte contemporanea. Se masticate l’inglese vi consiglio di dare una letta a questo bell’articolo del Telegraph (purtoppo in italiano non ho trovato niente, manco a dirlo) e se vi capita di avere notizie di una sua mostra dalle vostre parti, andateci di corsa.
Sono anche combattuta dalla voglia di andare a dare un’occhiata alla crepa nel pavimeto della Doris Salcedo al Tate ma la sola idea della tipica masnada di bimbetti urlanti lasciati liberi di galoppare ovunque mi fa venire l’orticaria. Magari aspetterò un giorno infrasettimanale di bufera nella speranza che le loro madri sciagurate li tengano chiusi a casa. E comunque avrei preferito vedere “Recordando a los secuestrados”, la bellissima, commevente installazione presentata nella Plaza de Boliva a Bogotà ma mi rendo conto dell’impraticabilità della cosa.
Di sicuro non andrò al Barbican, nello specifico alla mostra ” Seduced “: per me una galleria che decide, consapevolmente e volontariamente, di presentare come arte una foto di Cicciolina (dal titolo emblematico di “Ilona on top”) merita di essere boicottata. Come minimo. Mi straccio le vesti ricordando i bambini impiccati di Cattelan a Milano… Ah, che nostalgia, quando il pubblico diventava parte attiva dell’opera d’arte e, nella figura di un imbestialito signore, saliva sull’albero per tagliare le corde ai manichini, fracassandosi al suolo e rompendosi una gamba… Che bei momenti. Mi verrebbe di citare anche la Fontana di Trevi stile sanbitter, perché in confronto ad “Ilona on top” questa sì che è (quasi) arte. Che poi dicimocelo, se l’idea fosse venuta a Christo, lo avrebbero osannato.

Epperò: ci sarà pure una ragione se per un vitellino segato a metà si applaude al capolavoro e per un po’ di colorante -innocuo- versato in una fontana ci si arma di forconi e si grida al vandalo.
E subito penso al “vandalo” Bansky, e mi viene da sorridere: e se lo avessero arrestato e rinchiuso all’inizio della sua “carriera”, ma quanta poesia ci saremmo persi?

(immagine banksy.co.uk)
Citazioni e riferimenti (stavolta sono veramente tanti ma doverosi)
Damien Hirst
http://www.damienhirst.com (sito ufficiale di prossima apertura)
http://en.wikipedia.org/wiki/Damien_Hirst
http://www.whitecube.com/artists/hirst/
http://www.tate.org.uk/pharmacy/
Jasper Johns
http://en.wikipedia.org/wiki/Jasper_Johns
http://www.lastampa.it/ (in italiano)
Paul Chan
http://www.nationalphilistine.com/
http://www.greenenaftaligallery.com/artist/Paul-Chan
Doris Salcedo
http://en.wikipedia.org/wiki/Doris_Salcedo
http://www.tate.org.uk/modern/exhibitions/dorissalcedo/default.shtm
Barbican
http://www.barbican.org.uk/index.html
Maurizio Cattean
http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Cattelan (in italiano)
http://www.galerieperrotin.com/
http://www.camilloblog.it/archivio/2001/09/01/maurizio-cattelan/ (in italiano)
http://mauriziocattelan.altervista.org/ (in italiano)
Bansky
http://it.wikipedia.org/wiki/Banksy (in italiano)
http://www.banksy.co.uk/
http://www.artofthestate.co.uk/banksy/banksy.htm
http://uk.youtube.com/watch?v=XXSg8BApBwA (video di Bansky in Palestina)
Per informazioni su mostre, esposizioni e spettacoli a Londra:
http://www.timeout.com/london/art/


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