L’ultimo advertising di Sony Bravia sembra essere la riconferma che l’ispirazione eclettica del team creativo assunto negli ultimi anni dal colosso dell’elettronica non si è spenta. Qualche dubbio c’era, in verità, perché dopo il geniale primo spot commissionato alla Fallon (per intenderci, quello delle palline colorate che sommergono, grandinando e rimbalzando, le ripide strade di San Francisco) il secondo era stato accolto dagli addetti ai lavori con un tiepido entusiasmo. Poca differenza aveva fatto che nel commercial non ci fosse una, dico una, singola scena artefatta. No, era tutto vero, niente effetti speciali digitali, niente grafica 3D, solo tonnellate di vernice ed un dedalo di tubature nascoste. Ci riprovano, questa volta, tornando alla semplicità (per modo di dire): plastilina (tonnellate di plastilina ovviamente, dopotutto se la Sony non fa le cose in grande teme di non essere presa sul serio, evidentemente) e centinaia di coniglietti. Guardatevi il filmato e godetevelo, perché fra qualche minuto, nel proseguire del mio post, demolirò senza pietà la Fallon e tutta la sua corte.
Ora: è tutto molto bello, veramente. Tecnicamente suppongo sia stato un lavoro da incubo, perché è realizzato fotogramma per fotogramma nella migliore tradizione dei pupazzi animati ed il risultato è perfetto, originale, allegro e poetico. Peccato però che l’idea di partenza non sia altrettanto originale. Mi era stato detto ma io non ci avevo creduto. “Stai attenta a far circolare le tue cose, in alto volano gli avvoltoi e sono sempre affamati!”. Per capirci meglio, al posto di avvoltoi leggete: spie delle grandi compagnie che cercano l’idea perfetta per una campagna pubblicitaria e una volta trovata, piombano in picchiata e rubano l’idea, realizzandosela poi come pare a loro senza pagare un centesimo a nessuno. Io, come dicevo, non ci avevo creduto perché, che diamine, più una compagnia è grande e più si suppone che possa permettersi un team di creativi formidabili. Ma mi sbagliavo, oh come mi sbagliavo! E quando ho visto la pubblicità dei coniglietti ho fatto un salto sulla sedia, perché ho riconosciuto subito un’illustrazione molto famosa per chi bazzica le piazze dell’arte contemporanea. L’artista si chiama Kozyndan ma sotto questo pseudonimo si nascondono (senza farne un mistero in verità) due persone, Dan Kitchens e la moglie Kozue. Ho conosciuto i loro lavori all’inizio del 2007 perché hanno esposto al Baltic qui a Londra (durante l’esibizione “Spank the monkey”). In quell’indimenticabile occasione avevano presentato un’enorme panoramica raffigurante il Soho ed un altra ancora più enorme, la meravigliosa “The Battle on the River-Tyne” raffigurante un’apocalittica visione del lungofiume Newcastle-Gateshead . Siccome è difficile spiegare perché questo lavoro ha lasciato tutti a bocca aperta, ecco l’immagine. Vi consiglio anche di vedere una versione ingrandita QUI.

Tornando ai nostri ladri di carote, questa è l’immagine che è stata saccheggiata. Non esiste possibilità di fraintendimento, non esistono scuse: salta agli occhi la -chiamiamola- rassomiglianza con lo spot. La versione ingrandita la trovate QUI.

E se ci fosse ancora qualche dubbio, un paio di anni fa Kozyndan aveva ricevuto richiesta da parte di Passion Picture (la compagnia che ha fisicamente realizzato lo spot su richiesta della Fallon) di alcun samples del proprio lavoro per un’eventuale collaborazione. Immaginate quindi la sua (loro) sorpresa nel vedere l’idea dei coniglietti utilizzata per la pubblicità senza sentirsi neppure chiedere il permesso o ricevere un grazie (per non parlare di un qualsiasi compenso). Ma siccome i due artisti sono dei veri signori, nel loro blog concludono il breve post riguardo alla presunta appropriazione indebita da parte della Sony con un placido “ciò nonostante è una gran bella pubblicità”.
Io sarò meno gentile invece, perché girando in rete per documentarmi e scrivere questo articolo, sono inciampata in un estratto del Dave Letterman Show del 1996, dove, per ridere, vengono gettati lungo le strade di San Francisco angurie, biglie e, indovinate un po’? Ebbene sì, palline rimbalzine di gomma colorata! Ma allora sono recidivi!
Ora: per quanto sia vero che nell’arte nulla (o quasi nulla) si inventa ma tutto si ricicla, è altresì vero che esiste un chiaro confine tra “omaggio” e “plagio”.
Picasso omaggia il Velasquez estrapolando l’infanta del Las Meninas dal suo contesto e riproducendola come divertente caricatura cubista.

Botero esegue la stessa operazione trasformando la gentildonna Mademoiselle Caroline Rivière (dipinta da Jean-Auguste-Dominique Ingres) in una delle sue prosperosa matrone (prego notarsi l’ermellino).

La differenza non è solo il grado di somiglianza con l’originale, ma è il contesto: Picasso e Botero, volutamente, hanno reinterpretato due maestri del passato senza alcun desiderio di apropriarsi dell’idea ma solo utilizzandola per esprimere un nuovo concetto artistico. La Sony ha invece preso l’idea di Kozyndan e l’ha trasportata paro paro sullo schermo. Il contesto è commerciale (già di per se sospetto) e nessun credito è stato dato all’autore. Anzi, confrontati sull’evidente somiglianza, la Passion Picture ha affermato di non aver mai visto le opere di Kozundan. Ma dove sono vissuti negli ultimi dieci anni, su Marte? Parliamo di uno dei top teams della pubblicità, non dell’uomo della strada, è impossibile che un gruppo di grafici affermati non conosca Kozundan, impossibile! Che peccato però: uno spot fatto così bene e con così tanta fatica… E pensare che bastava non essere ingordi per fare bella figura; o essere meno distratti, se vogliamo omaggiarli del ragionevole dubbio. In ogni caso, nonostante la Sony si ostini ad ignorare Kozyndan (e dubito che riceveranno mai una denuncia da parte dei due artisti perché, fortunatamente per loro, questi hanno cose più interessanti da fare) la notizia si è diffusa in internet ed ovunque la pubblicità viene citata come “ispirata all’opera di Kozyndan”, alla faccia della Passion Picture, della Fallon e della Sony. E, tutto sommato, credo non esista una vittoria più dolce e meritata di questa.
Per maggiori informazioni visitate:
Kozyndan: i lavori
http://www.kozyndan.com/illustrations.html
Kozyndan: il blog
http://kozyndan.livejournal.com/
Kozyndan: il sito
http://www.kozyndan.com/
Baltic: Spank the Monkey
http://www.balticmill.com/whatsOn/present/ExhibitionDetail.php?exhibID=53


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