Così è trascorso quasi un anno da quando ho messo piede a Londra… Gesù, è passato talmente in fretta… Lo so, lo so, scado nel didascalico, ma devo dirlo: non mi sembra possibile che in questo periodo, 12 mesi esatti fa, stavo finendo di fare i preparativi per la partenza. Sembra ieri ed allo stesso tempo sembra un secolo fa. Per tutta una serie di ragioni, collegate prima alla mancanza di internet (ricordate il disastroso passaggio da Orange a TalkTalk?) e poi alla mancanza 1) di tempo e 2) della necessaria tranquillità mentale per rialssarmi e dedicarmi allo scrivere con il dovuto piacere, i primi 6 mesi di questo mio diario telematico, se letti ora, mi sembrano pieni di lacune. Rimedio in parte oggi, ispirata sopratutto al fatto che il mio compleanno si avvicina e insieme a lui si avvicina anche il compimento di un anno in questa città. Non so perché, ma mi sento in vena di fare un resoconto della prima parte della mia avventura; mi sembra giusto, dopotutto, anche se vivendo non è sembrato succedesse nulla di straordinario, bisogna invece ammettere che di cose ne sono successe e anche tante, magari piccole, magari insignificanti per la maggior parte della gente ma sicuramente fondamentali per me.
Questo articolo è molto lungo e parla sopratutto di lavoro, perciò per evitare di annoiare chi segue il blog cercando emozioni leggermente più vivaci, lo sposto in una pagina a parte. Chi è interessato può continuare a leggere QUI >>.


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