Così è trascorso quasi un anno da quando ho messo piede a Londra… Gesù, è passato talmente in fretta… Lo so, lo so, scado nel didascalico, ma devo dirlo: non mi sembra possibile che in questo periodo, 12 mesi esatti fa, stavo finendo di fare i preparativi per la partenza. Sembra ieri ed allo stesso tempo sembra un secolo fa. Per tutta una serie di ragioni, collegate prima alla mancanza di internet (ricordate il disastroso passaggio da Orange a TalkTalk?) e poi alla mancanza 1) di tempo e 2) della necessaria tranquillità mentale per rialssarmi e dedicarmi allo scrivere con il dovuto piacere, i primi 6 mesi di questo mio diario telematico, se letti ora, mi sembrano pieni di lacune. Rimedio in parte oggi, ispirata sopratutto al fatto che il mio compleanno si avvicina e insieme a lui si avvicina anche il compimento di un anno in questa città. Non so perché, ma mi sento in vena di fare un resoconto della prima parte della mia avventura; mi sembra giusto, dopotutto, anche se vivendo non è sembrato succedesse nulla di straordinario, bisogna invece ammettere che di cose ne sono successe e anche tante, magari piccole, magari insignificanti per la maggior parte della gente ma sicuramente fondamentali per me.
Questo articolo è molto lungo e parla sopratutto di lavoro, perciò per evitare di annoiare chi segue il blog cercando emozioni leggermente più vivaci, lo sposto in una pagina a parte. Chi è interessato può continuare a leggere QUI >>.


Registrati per il feed tradizionale del blog
A dimostrazione di quanto stare con le mani in mano per me sia una vera tortura (per quanto probabilmente molti pensino della sottoscritta proprio il contrario considerandomi una lavativa) devo confessare che avevo in mente di scrivere questo post già da qualche giorno; si da’ però il caso che l’arrivo tanto atteso del tavolo (mercoledì scorso) mi abbia momentaneamente distratto perché avendo finalmente una superficie ad altezza “umana” su cui lavorare al computer (e non “pigmea” come la precedente postazione di fortuna, un tavolino basso su cui ero costretta a stare piegata a mo’ di avvoltoio) ho pensato bene di rimettermi immediatamente a lavorare per preparare nuove illustrazioni per l’agenzia piuttosto che dedicarmi al blog. Questo significa fondamentalmente due cose: 1) ho finalmente ripreso a pieno ritmo la mia tanto amata routine perduta quando Sally aveva messo la casa in vendita un paio di mesi fa -fra la preoccupazione di essere costretta a cercarmi una nuova casa e le continue visite degli agenti immobiliare e possibili compratori al vecchio appartamento proprio non riuscivo a trovare la pace mentale necessaria per lavorare- e 2) ho ripreso la riflessione interrotta riguardo cosa fare con il mio attuale lavoro. Mi rendo conto adesso che non ho raccontato molto di quello che ho fatto fino ad ora da un punto di vista “commerciale”. Remedierò nel prossimo post anche perché ci sono cambiamenti in vista e sono cose che non si possono spiegare in poche righe.





