Sedia eletterica bicolore modello Kästaad

Orbene, ci siamo quasi. La casina comincia ad assumere un aspetto piacevole. Ieri con Sally siamo andate all’Ikea e sono riuscita a trovare il 90% delle cose che cercavo. Il dieci percento mancante, ovviamente, riguarda i due oggetti veramente importanti della lista, cioè il tavolo e le sedie. E ti pareva? Me lo avevano detto che fare acquisti all’Ikea non è un’impresa che si risolve in un solo viaggio. Io, ovviamente, non ci avevo creduto, invece è così. Sopratutto se cerchi un certo numero di oggetti, non pensare di andare e trovare tutto la prima volta, macché. Ci vuole dedizione, impegno, sommato ad una certa dose di sano masochismo, perché essere costretti a vagare tra un reparto e l’altro per ore e poi perdersi nei meandri del magazzino per andarsi a cercare le cose che ti sei appuntato (seguendo un dedalo di scaffalature ordinate da chi ha fatto della dislessia numerica una vera forma d’arte) è un’atrocità degna dello squartamento finale di Braveheart. Gesù, manco si trattasse di una guerra santa! I caduti in battaglia li vedi mano mano che ti avvicini all’uscita; mariti annientati che ormai hanno abbandonato ogni speranza e giacciono boccheggianti sui divani in esposizione; bambini abbrutiti dallo sguardo catatonico che strisciano sui tappeti Kattrup e le stuoie Roskilde alla ricerca di una piega abbastanza grande che li nasconda dal mondo; mamme, suocere e nonne, sconfitte, annichilite, la messa in piega disfatta, gli abitini della domenica ridotti ad una poltiglia informe, sul volto esangue l’espressione di oscuro terrore che solo chi è sopravvissuto ad una tragedia di dimensioni bibliche può conoscere.
Leggevo qualche giorno fa un articolo sul sito della BBC dove si criticava ferocemente la politica dell’Ikea inglese e mi ha fatto sorridere una riflessione del giornalista: donne, se decidete di farvi accompagnare dal marito o dal fidanzato all’Ikea, accertatevi prima che il vostro lui vi ami sopra ogni cosa al punto di essere disposto almeno a farsi amputare un arto per voi, altrimenti il pomeriggio passato nel negozio potrebbere rappresentare la fine della vostra relazione. Ecco, dopo ieri posso dire che è assolutamente vero, che non esiste in cielo in terra e in ogni dove una possibile giustificazione per chi infligge deliberatamente ad un altro essere umano il supplizio Ikea. Che talvolta sia necessario andarci è ahimé comprensibile (i prezzi sono relativamente ragionevoli, sottolineo relativamente) ma dopo ieri io ho giurato che mai chiederò a qualcuno (a cui tengo veramente) di accompagnarmi all’Ikea e che se mai accadrà, per disperazione o reale necessità) farò penitenza flagellandomi ripetutamente con un bastone per le tende in acciaio anodizzato Kvartal.

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Chiacchere sparse

Oggi a Londra fa freddo e piove. Così finisce l’estate Inglese, temo: è durata ben 20 giorni, ah però… Sono in attesa di alcune consegne da Amazon: un paio di lenzuola rosso scuro che adatterò a tende (non ho trovato nulla di già pronto che mi piacesse o che non costasse una fortuna; come si dice, se vuoi una cosa fatta bene fattela da te. Ecco, appunto, 10 sterline, un po’ di inventiva ed il problema è risolto). Mi sono anche decisa a comprarmi una piccola stampante; rimandavo, rimandavo, ma a questo punto mi è indispensabile. Ho trovato una Canon Pixma ip2500 a 25 pound, generalmente viene venduta a 60 euro perciò era una buona offerta e l’ho presa. Ieri invece mi è arrivato il mio nuovo super-tecnologico trolley per andare a fare la spesa, incredibile cosa non si inventano qui per chi non ha la macchina! Già l’ho detto una volta ma vorrei ribadirlo: se pensate di venire a Londra, anche se solo per un breve periodo, non fate i fighetti scegliendo borse o zaini: no, trolley trolley trolley! Senza ruote non so come farei, in questa città. ‘Sto mostro di tecnologia che ho comprato ha due vantaggi (tre, contando il fatto che puoi portarti a spasso 50 chili di roba senza trasformarti in una polpetta sudata dopo cinque minuti): prima cosa -fondamentale- non sembra un trolley per la spesa: non so se avete presente, parlo di quei carretti cigolanti, generalmente di colore bejino a quadretti tipo plaid che le vecchiette si trascinano appresso al mercato, uno spettacolo di una tristezza infinita. Niente di tutto questo: è’ verde e sembra praticamente un trolley da viaggio, solo che ha l’apertura in alto invece che di lato. Ma la cosa veramente terrificante sono le super-multi-fanta-strobo-ruote, roba che i Trasformers me le invidiano! Prego notare nella foto. Trattasi di due speciali accrocchi formati da un tridente ruotante che fa da perno per le tre rotelle e che serve (ora ditemi voi se certi progettisti non sono dei geni) per salire e scendere i gradini senza fatica! Ohhhh, la tecnologia moderna! Non ho la più pallida idea se funzioni veramente o no, non ho ancora avuto modo di provarlo, ma meritava l’acquisto anche solo per rendere omaggio al demenziale inventore.

PS: poco fa sono arrivate le lenzuola e mi sono messa subito al lavoro. Il risultato è vagamente approssimativo e il tessuto è ancora spiegazzato ma mi si stirerà, e queste tende improvvisate sono funzionali e gettano una bella luce vermiglia in tutta la stanza. Mi piacciono. Mi piace sopratutto l’idea di essermela cavata con poche lire e un po’ di inventiva. Tapezzieri londinesi che fate pagare 60 sterline per delle misere tendine bianche: tiè, beccatevi questo! Finalmente un po’ di penombra! Io, che detesto il sole, stavo diventando matta in questa casa! Ora posso anche uscire dalla mia bara senza carbonizzarmi.

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Yeah, there is life on Mars!

Della serie “non credo più di tanto alle coincidenze, però…”.
Reduce da due fantastici giorni di visione ininterrotta di tutti gli episodi del bellissimo telefilm Inglese Life on Mars (è la storia di un poliziotto che si ritrova dopo un incidente quasi mortale catapultato nel 1973) ieri sera sono crollata addormentata sul divano. Stamattina mi bussano alla porta e mi ritrovo due agenti della polizia sul pianerottolo. Non erano affascinanti come Sam Tyler ma facevano la loro bella figura con la camicia bianca estiva e l’attillato giubbottino antiproiettile (lasciatemelo dire, assolutamente sexy! Quello che si è inventato le divise della polizia inglese meriterebbe un monumento!). Uno, in particolare è molto carino e tutto sorrisi. Io, essendomi ovviamente appenza svegliata, sono invece una visione atroce, mi spiace tanto per lui, poraccio. Comunque mi chiedono se ho sentito nulla stanotte e rispondo di no, e solo allora mi rendo conto che la porta del mio vicino di casa è coperta di oscenità. Mi rifiuto di tradurvele (per alcune parole ho dovuto persino controllare sul vocabolario!) però vi posso dire che il messaggio è rivolto ad una uomo e che il termine “nazista” suona soave, se confrontato al resto.
In verità io ieri qualcosa l’ho sentita, qualcuno che bussava arrabbiato e parlava con qualcun’altro (tant’è che ho pensato che i vicini stessero litigando e non sono stata a sentire più di tanto, ho solo messo la catena alla porta -non si sa mai- e sono tornata a vedere il mio telefilm). L’ho comunque riferito agli agenti ma devono avermi presa per pazza, perché come al solito, essendo io sempre con la testa fra le nuvole, non ricordavo con esattezza ne’ quando avessi sentito quei rumori ne’ se li avessi sentiti veramente o me li fossi immaginati nel dormiveglia. Insomma, davanti ai due sexy-agenti ho fatto la mia bella figura da deficente (come sempre, d’altronde). Complimentoni davvero! :D

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La cortesia inglese

Non è probabilmente solo degli Inglesi, ma la cortesia è un piacevole optional che, sopratutto di questi tempi, merita essere messa in evidenza. Ieri, soddisfattissima per il servizio fornitomi dal provider BE, ho inviato una mail ringraziarli. Sorprendentemente (perché la mia lettera non richiedeva certo una risposta, essendo solo un breve commento positivo nei loro confronti) la BE stamattina ha invece inviato questo:

“Cara Patrizia, siamo felici di aver soddisfatto le tue aspettattive con il servizio a te dedicato, ci auguriamo di continuare così in futuro. Benvenuta a bordo!”

Ovviamente invece, per la legge del contrappasso, la mail che ho spedito alla British Telecom per chiedere lumi riguardo al servizio di telefonate internazionali pseudo-gratuite (5 sterline al mese per un numero illimitato di chiamate in Italia) fino ad ora non ha ricevuto risposta. Oh, beh, non si può avere tutto dalla vita…

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Home sweet home 2

Ok: è la quinta volta che inizio a scrivere questo post… Continuo a cancellare in cerca di un incipit adeguatamente trionfale che renda onore al fatto che (udite udite!) MI SONO TRASFERITA! Ebbene sì, alla fine ci sono riuscita, riprova del fatto che i traslochi (al pari di altri metafisici avvenimenti di secondaria importanza tipo la felicità, l’amore, la vita) non possono durare per sempre. Ad un certo punto, sorprendentemente, ti rendi conto che in qualche modo sei riuscito a portare tutte le tue cose dal punto A al punto B con un esiguo numero di caduti e dispersi e finalmente ti puoi accampare con il tuo plotone di disperati per fare il punto della situazione prima di rimetterti in marcia verso il tuo obbiettivo.
La situazione dell’appartamento è molto migliore delle aspettative. A parte una piccola perdita del rubinetto in cucina (che mi infastidisce più per lo spreco d’acqua, peraltro davvero minimo, che per effettivo fastidio -se solo riuscissi a chiudere il rubinetto centrale per darci una bella siliconata non sarebbe male…- il resto sembra funzionare a dovere. Rimango comunque accampata in un certo senso, perché al momento mi manca un tavolo dove lavorare ed altre piccole cose che provvederò ad acquistare all’Ikea appena potrò lasciare l’appartamento (sto aspettando la consegna delle cose che ho ordinato ad Amazon, piumino -sintetico- e copri-piumino, cuscini, telefono, tv e box per digitale terrestre e non posso lasciare la casa perché la consegna può avvenire in qualsiasi momento dalle 8 di mattina alle 6 di sera). Tutto sommato però ho un tetto sulla testa e il clima Londinese è improvvisamente migliorato; finalmente sembra arrivata l’estate, che se pensiamo che è agosto e che fino alla settimana scorsa si stava con la felpa e i calzettoni c’é da chiedersi quanto durerà prima che torni il freddo e la pioggia… Ma tant’é, al momento, si sta un incanto e al domani penseremo… Domani, appunto, o anche dopodomani.
Ieri è arrivata la scatola con il router wireless da BE; che organizzazione, questi di BE, puntuali come un orologio svizzero! La cosa mi fa tornare un po’ di fiducia nel bizzarro mondo del business telematico britannico che, per la mia limitata se pur comprovata esperienza, definire disfunzionale è un eufemismo. A riprova vi dico che lo stesso giorno ho inviato una mail richiendo informazioni sulla broadband sia alla British Telecom sia a BE: la BE ha risposto in mattino seguente (ma la mail l’avevo scritta di notte) appena hanno aperto gli uffici spiegandomi tutto per filo e per segno e aiutandomi a trovare il giusto tipo di abbonamento per le mie necessità; la BT ha invece ha risposto tre giorni dopo dicendo che “oh, siamo terribilmente spiacenti, ma per avere qualsiasi informazione deve sottoporci il suo numero identificativo cliente”… Incredibile ma vero! Con BE il giorno stessa della richiesta ho ricevuto immediatamente, tramite mail e (vorrei sottolineare l’efficenza) anche tramite messaggio sul cellulare (!) nell’ordine: “Grazie per aver fatto richiesta della broadband BE: provvederemo immediatamente a testare la sua linea per essere certi che l’opzione da lei richiesta sia attivabile al suo indirizzo” e appena quaranta minuti più tardi ” Buone notizie! La sua linea permette il collegamento ad alta velocità. Provvederemo immediatamente ad inviare un tecnico per il collegamento fisico della broadband” e infine, la mattina dopo “Congratulazione Miss Spinelli, i cavi per la sua broadband sono stati collegati e testati. Preleveremo in questo momento dalla sua carta di credito il pagamento per l’installazione e l’invio del modem wireless: lo riceverà tramite corriere Royal Mail il 7 agosto mentre la sua linea internet sarà attiva dalla mattina successiva, 8 agosto. Grazie per aver scelto BE”. Beh, grazie a voi per avermi fatto tornare un po’ di buon’umore ragazzi, davvero ci voleva! Chi l’avrebbe mai pensato che quando la BT mi ha negato il collegamento internet la cosa avrebbe invece portato ad un tale successo? Oggi poi mi ci sono volute tre ore per settare il tutto, 5 minuti appena per collegare il modem seguendo le dettagliatissime istruzioni della BE e 2 ore e 55 minuti per riuscire a capire come diavolo fare per riattivare il collegamento radio del mio portatile che lo stramaledetto WinXP, per ragioni tutte sue che sfuggono a qualsiasi umana comprensione, aveva pensato bene di spegnere! Ma fanculo Bill Gates, alla fine ce l’ho fatta! E viaggio che un piacere, veloce come una scheggia. Se non fossi stata abbastanza chiara prima, mia cara British Telecom, te lo ripeto: KISS  MY ASS! Toh, e ci appiccico pure la figurina!

Domenica scorsa, quando ho salutato gatti a padrona di casa e sono venuta qui, mi sono concessa una mattina di totale “me n’impippo del mondo” moment: ho preparato un bagno di profumata schiuma, mi sono spalmata una maschera idratante sulla faccia (mai fatto in vita mia e mi sembrava arrivato il momento di testare almeno una volta questo voluttuoso clichè femminile) ed un’altra, ricostituente, sui miei poveri capelli e sono stata in ammollo per un’ora, un sorridente ippopotamo a pancia all’aria in mezzo ai giunchi. E’ stato veramente piacevole. Io che generalmente preferisco fare la doccia (il bagno mi annoia) mi sono dovuta ricredere. Sarà per il fatto che galleggiare nell’acqua tiepida sotto il cielo blu ed il sole rovente (ricordate della finestra proprio sopra la vasca?) mi ha fatto ricordare il piacere di crogiolarsi su una spiaggia deserta, sarà perché ero veramente abbrutita dalla stanchezza e i miei poveri polpacci frantumati imploravano pietà, fatto sta che per un’ora sono caduta in una specie di trance mistica. Solo un vertiginoso buco allo stomaco è riuscito a trascinarmi via da quel nirvana. E’ proprio vero, a volte la felicità si nasconde nelle cose semplici.

Questa immagine è un po’ allucinante, me ne rendo conto… No, non faccio messe nere nel mio nuovo monolocale! Si tratta della lampada rossa che mi ha regalato Sally che, con il cielo notturno ha creato questo strambo contrasto… Comunque, a parte i colori allucinogeni, questa è al momento la mia situazione: un po’ di roba nell’angolo cottura, ovviamente letto e divano (che qui non si vedono come non si vede il bagno) lavatrice, frigo e congelatore nuovi (ho avuto fortuna, devo ammetterlo) e un paio di sedie che fungono da estemporanei tavolini… Non sarà veramente il nirvana però ci si sta da dio.

PS: l’orrendo lampadario a forma di ombrello rovesciato deve andarsene! :D

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