British Broadband kiss my…

Abbiamo avuto talmente tanti di quei problemi per passare da una compagnia telefonica (Orange) ad un’altra (TalkTalk) che ad un certo punto stavamo per arrenderci e lasciar perdere! Non avete idea come sia complicato avere internet qui a Londra… Sembra incredibile ma l’efficenza della Telecom italiana se la sognano! Ci sono un casino di problemi tecnici, dati dal fatto che le linee vengono date in subaffitto ad una miriade di minuscole compagnie e quando qualcuno decide di lasciare un provider per passare ad un altro, la prima compagnia aspetta fino all’ultimo giorno concesso dalla legge (hanno 60 giorni per comunicare alla nuova compagnia i codici per permettere l’accesso ai cavi, che i tecnici devono fisicamente disconnettere e riconnettere ad una nuova centralina) per fare ostruzionismo. Il risultato è che ci vogliono praticamente quasi tre mesi per avere di nuovo la linea. Davvero mai avrei pensato di pensare all’Italia come ad un paese tecnonologicamente più avanzato della Gran Bretagna ma le cose stanno così, noi siamo più efficenti, almeno per quanto riguarda internet. Certo, il fatto che la broadband che la mia padrona di casa ha deciso di fare installare sia gratuita vale forse alla fine ogni patimento, ma date retta a me: se mai vi capiterà di venire a vivere a Londra fate richiesta per un server a pagamento e in ogni caso EVITATE COME LA PESTE TalkTalk, sono dei cialtroni, la velocità della linea fluttua in maniera impressionante durante l’arco della giornata, i settaggi sono da manicomio e, ciliegina sulla torta, quei bastardi applicano una politica da ghestapo contro Emule, chiudendo tutte le porte che servono per scaricare i files e obbligandovi a viaggiare a metà della velocità possibile… La loro giustificazione è che un’utilizzo esagerato dello share rallenta le connessioni, ma la verità è che la linea è gratuita perciò la legge gli permette di fare quello che gli pare. Giuro, appena me ne vado a vivere per conto mio faccio un contratto con la British Telecom e non se ne parla più!

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Nuovo blog!

La Union Jack qui è ovunque e i calzini non fanno eccezione...Ebbene sì, alla fine sono riuscita a trovare un blog gratuito che mi soddisfacesse! Blogger è senza dubbio uno strumento simpatico, ma ha talmente tante lacune tecniche che era diventato impossibile lavorarci… Così, cercando cercando, sono finita su WorldPress… Sono ancora in fase di studio (le opzioni sono molte e i settaggi piuttosto complessi) ma promette bene.

Devo chiedere scusa a tutti quelli che mi hanno scritto chiedendo “Ma il tuo blog? Quando lo aggiorni?”. In questi tre mesi sono successe talmente tante cose (e tanti contrattempi) che non c’é proprio stato verso nemmeno di scrivere due righe per raccontarvi gli ultimi avvenimenti! Il problema principale è stato il fatto di non avere internet, per tutta una serie di ragioni tecniche che racconterò in un post successivo. Ma il fatto di non poter aggiornare il mio blog non mi ha impedito comunque di scrivere ed ho una gran quantità di articoli salvati nel mio HD pronti per essere pubblicati :) Perciò, mi raccomando, restate nei paraggi se volete sapere gli sviluppi della mia avventura Londinese!

Un bacione a tutti!

Paz

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Falò, birra e salsicce

A Londra non ci si annoia mai, tante sono le cose da fare. Non serve rifugiarsi in raffinati clubs per divertirsi, anzi! Passeggiare senza meta può rivelarsi un’esperienza sorprendente. E’ capitato così che con Sally, una sera, ci si ritrovasse nei pressi di un parco nella zona di Chiswick, a sud ovest da Notting Hill e caso ha voluto che fosse il 5 novembre, giorno che a Londra viene festeggiato con il così detto “Bonfire Night” cioè “La notte del falò”. Il Bonfire Night è una ricorrenza molto pittoresca (e molto Inglese) che viene celebrata in ricordo di quando nel 1695 un tale, di nome Guy Fawkes, alla testa di un un gruppetto di imbranati cospiratori, tentò di far saltare in aria il Parlamento. Ovviamente il piano fallì miseramente e l’idiota finì impiccato. Dunque, quale modo migliore di ricordare il defunto imbecille (e lo scampato pericolo) se non ingozzarsi di fantastiche salsiccie grigliate e radunarsi intorno ad enormi falò accesi in tutti i parchi Londinesi e ballare in maglietta (complice la birra, ovviamente) alla musica di un famoso DJ (naturalmente esclusivamente pop inglese, pezzo di punta il mitico “Woo-hoo” di Damon Albarn sparato a tutto volume nelle orecchie dei folli baccanti) sotto un cielo illuminato da uno spettacolo abbagliante di fuochi artificiali?
Talvolta per vedere Londra basta davvero fare due passi. Prendiamo la sera di Capodanno, ad esempio: perché andare a farsi stritolare dalla folla presso il Tamigi quando è proprio al Pub sotto casa (noi viviamo a fianco dell’Elgin) che puoi vedere il meglio (e il peggio ma è comunque sempre un gran divertimento) della vera, tradizionale fauna Londinese? Una premessa a questo punto è doverosa: dovete sapere che qui è ancora in vigore la legge per cui non si possono vendere alcolici dopo le undici di sera. Il risultato di tale divieto è che dalle dieci e mezzo la gente comincia a bere a più non posso in modo da essere ben rintronata per l’orario di chiusura e riuscire a prolungare la sbronza fino almeno a mezzanotte. Ora: l’ultimo dell’anno viene concessa una deroga all’orario di chiusura e si può ordinare fino a mezzanotte… Naturalmente le abitudini sono vecchie a morire, sicché la gente comincia a bere tutto il bevibile già dalle dieci e mezzo, con il risultato che a mezzanotte è quasi impossibile riuscire a trovare qualcuno che non sia collassato sul marciapiede, o piegato in due a vomitare come un ossesso o, i rari, veri, eroici, incalliti bevitori, a volteggiare da un tavolo all’altro del Pub parlando di argomenti dei più interessanti quali “Blair ha subito un trapianto del cervello, per quello è diventato tutto d’un botto un cretino”, “Lady Diana è stata ammazzata da un commando del KGB perché era una spia comunista” e tentativi di conversazione più frivoli quale la domanda a bruciapelo di una donnona di 100 chili tipo camionista, tutta tacchi a spillo e top leopardato che è caracollata fino al nostro tavolo per chiedere “ragazze, siete per caso lesbiche? No? Peccato…”.
Proprio vero: la realtà spesso supera l’immaginazione…

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