
Portobello è uno di quei luoghi speciali che ti trafiggono il cuore non appena li vedi e restano lì, annidati al calduccio come un uccelino in un nido di piume, per sempre. Non si tratta solo dei colori, della gente, della placida atmosfera che rende questa strada un posto fuori dal tempo… C’è proprio qualcosa, nell’aria, che sembra scivolarti dentro mentre respiri e che ti allarga il cuore.

Saranno i profumi che cambiano ad ogni angolo di strada e che disegnano una cartina topografica da leggersi col naso e con la mente invece che con gli occhi (l’odore pungente delle spezie dei ristoranti Creoli e Thai, l’aroma soffuso degli incensi delle bancarelle rasta, la fragranza dell’amido e del sapone delle lavanderie, ovviamente cinesi) sarà perché dopo appena qualche giorno la gente ti riconosce, ti sorride e ti da’ il buongiorno come se facessi parte da sempre della comunità, sarà forse per questo bizzarro clima così tipicamente inglese (un minuto piove a dirotto, il minuto dopo c’é un sole che spacca le pietre, il minuto dopo ancora piove mentre c’é il sole…) che ti fa sentire chiuso in una bolla temporale che galleggia attraverso lo spazio come un Tardis impazzito…

Non so spiegarlo in verità, ed è possibile che tutte queste sensazioni siano assolutamente soggettive e che ad un altra persona che si trovasse a passare di qui forse Portobello sembrerebbe solo una strada come tante altre, ma dubito che tale giudizio resterebbe inalterato dopo un pomeriggio speso a passeggiare sotto le antiche insegne, gli stucchi dorati, le cascate di rampicanti in fiore, i lampioni in stile vittoriano…

Londra è una città che definire affascinante è veramente dir poco. Moderna e antica allo stesso tempo, si erge in tutta la sua regalità come una aristocratica torre d’avorio. Ogni cosa qui è intensa, amplificata: quello che da noi sarebbe un normale temporale, a Londra può trasformarsi in tempesta nel giro di un minuto; il vento qui non è semplice vento, ma un turbine irrefrenabile che ti strappa di mano l’ombrello e che trascina via i tetti delle case (non sto scherzando, è successo veramente!); le nuvole sono enormi e soffici e di mille forme e colori diversi, e corrono per il cielo senza mai fermarsi; sulle nostre città Italiane volteggiano i piccioni, qualche volta i gabbiani se siamo fortunati e ci troviamo vicino al mare: qui alzi lo sguardo e ti incanti a guardare stormi di oche che veleggiano dolcemente verso i giardini di Kensington… Tutto è inconsueto, stupefacente, anche gli avvenimenti più ordinari… La nebbia, ad esempio; certe mattine ti svegli e scendi in strada, e ti trovi immerso in un candido mantello di madreperla che avvolge ogni cosa. Londra con la nebbia è di una bellezza che non si può descrivere!

Qui a Notting Hill ci sono certe stradine piccole e strette, che vengono chiamati Mews. I Mews erano, in epoca Vittoriana, la parte retrostante le grandi case dei nobili dove venivano tenuti i cavalli e le carrozze e tutte quelle cose che servivano per la casa (legna, carbone, il ghiaccio per conservare il cibo ecc). Oggi i Mews sono dei veri e propri gioielli: le stalle e le minuscole officine dei maniscalchi di un tempo si sono trasformate in piccole, splendide casine (costosissime), le stradine lastricate e vecchi lampioni sono stati restaurati (alcuni ancora vengono alimentati a gas!) e questi vicoli mantengono, più di qualsiasi altro luogo di Londra, l’atmosfera inalterata di inizio secolo. Beh, se vi ritrovate a passeggiare in questi Mews con la nebbia, vi sembrerà di tornare indietro ai tempi di Jack lo Squartatore, ed è una sensazione un po’ spettrale in verità, ma incredibilmente affascinante.


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