Tre mesi senza internet, per me, è stata una vera tortura ma da un certo punto di vista è stato molto istruttivo… e costruttivo; un “ritorno alle origini” possiamo dire. Uscire di casa per comprare il giornale era una cosa che non facevo da anni ed ha i suoi lati positivi, sopratutto quando passeggi alle nove di mattina per Portobello Road con il tuo Independent sotto braccio, la prima sigaretta della giornata in bocca e ti siedi al pallido sole autunnale per fare colazione e leggere le ultime notizie mentre la gente intorno a te chiacchera degli avvenimenti come si farebbe in famiglia. Una piacevole esperienza. Inoltre la frustrazione per il forzato isolamento culturale ha fatto sì che mi dedicassi alla fotografia con la disperazione tipica di chi ha la sensazione di essere nel posto giusto nel momento giusto ma senza gli strumenti necessari per pianificare una linea di azione efficace. E siccome non c’era proprio niente da fare tranne che aspettare che ci collegassero la linea, ho realizzato un paio di lavori a mio avviso interessanti. Per vederli fate un salto sul mio sito www.walkongrass.com e date un’occhiata al capitolo dedicato alla fotografia (nota del 2008: le foto a cui mi riferisco in questo post le trovate oggi sotto “Personal projects/Photographs”). Li troverete strani, forse un po’ folli… Tenete presente che il mio stato mentale, da quando sono arrivata qui, è se possibile ancora meno lucido di quando sono partita! Londra fa uno strano effetto agli animi creativi, così diceva Sally l’altra sera, ed è vero: non so se sia per questo clima pazzo che ti frulla il cervello, o se per il caleidoscopio di colori-odori-suoni che ti circonda ogni volta che esci di casa e ti avvolge come una matassa iper-sensoriale dove ogni filo sembra penetrarti sotto la pelle e andare a collegarsi in un centro nervoso che fino a quel momento neppure sapevi di possedere; o sarà forse per questa splendida birra che addolcisce ogni cosa, immergendoti in uno stato di perenne, glassata euforia che nessuna droga del mondo riuscirebbe mai a darti… Fatto stà che vivere qui è come camminare su un tappeto elastico, magari con i piedi ben fermi ma con il cuore e il cervello che ti rimbalzano dappertutto senza mai fermarsi!


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