Oh, finalmente! C’é voluto quasi un ora per riuscire a settare correttamente il collegamento (gratuito, faccio notare) con la rete senza fili del Portobello Gold… Alla fine sono riuscita a farlo funzionare, anche se devo sistemare la posta elettronica, perché, ovviamente, non posso utilizzare le porte in uscita di Alice, essendo il mio pc ormai del tutto disconnesso dall’ADSL italiano… Poco male, comunque, si tratta solo di studiarci un po’ su e capire come fare.

Comunque sia… LONDON, here I am! Al momento sono seduta comodamente (sprofondata sarebbe il termine più adatto) sul letto ultra-morbido della mia stanza. Che è veramente un capolavoro di stanza, una piccola reggia in miniatura, almeno per i miei canoni. Ma andiamo per ordine.
Il viaggio è stato praticamente perfetto. Un pochino di ritardo a causa dei molti controlli (assolutamente efficaci, secondo me, accurati ma allo stesso tempo del tutto indolori per i passeggeri ed effettuati da una moltitudine di hostesses, stewuards e poliziotti, tutti gentilissimi) in particolare per il mancato imbarco di un passeggero a Malpensa che ha obbligato le forze dell’ordine a scaricare TUTTI i bagagli per verificare che non ci fossero valigie sospette e poi ri-caricarli in stiva (tutti tranne ovviamente i bagagli del passeggero mancante). Sarò un’ingenua, ma a me vedere questa estrema attenzione nei controlli ha fatto sentire assolutamente sicura e tranquilla. Il ritardo accumulato è stato poi recuperato durante il volo e sono atterrata al London Heathrow verso le 16 e la prima cosa che ho fatto (accompagnata da una piccola folla di disperati come me) è stato uscire dall’areoporto, appoggiare borse e chiappe su una lunga panchina di marmo e sedere placidamente di fronte alla fermata degli autobus per fumarmi una sigaretta(Davide, qui, al contrario di Pisa sanno come si devono trattare i passeggeri: le panchine sono infinite, praticamente a disposizione c’é una specie di “davanzale” lungo mezzo chilometro, per non parlare delle molte zone fumatori presenti anche all’interno dell’areoporto, al contrario di Malpensa dove, una volta passato il controllo bagagli è impossibile uscire all’aperto e assolutamnte vietato ovunque fumare, una sensazione orrenda da ostaggi, come forse avrò modo di raccontarvi in seguito… ) .
Ah, ma che cosa meravigliosa fumare senza fretta (tanto nessuno mi aspetta e all’albergo sanno già che arriverò nel tardo pomeriggio) e guardare il fumo salire lento nel più spettacolare cielo color cobalto mai visto e d’improvviso rendersi conto che tutti i progetti, tutte le speranze stanno veramente ralizzandosi: io sono la stessa, la sigaretta è la stessa, il cielo è lo stesso… Ma sono a Londra, e tutto è diverso!
Orientarsi all’uscita dall’areoporto non è difficile come immaginavo, ma le distanze sono grandi, sopratutto con un portatile nello zaino che pesa un’accidente! A dimostrazione, prego notare lo stato della maglietta che indossavo per il viaggio… Potete anche divertirvi a fare un rapido test psicologico usando il mio sudore come Macchia di Rorschach se vi va ih ih!

Dio mi benedica, me e la la mia decisione di rinunciare al trendy super-zaino da fricchettona per un più borghese trolley da viaggio… Senza credo sarei morta d’infarto! Sappiatelo, se mai deciderete di fare un viaggetto da queste parti: c’è almeno un chilometro da percorrere fra Heathrow e la stazione del treno e della metropolitana che vi porterà in città; la camminata è piacevole e agevolata da una miriade di scale mobili ma un peso eccessivo sulle spalle diventa una tortura, passati i primi cinque minuti! Perciò meno look da fighetti e più ruote, mi raccomando!
L’idea era di prendere la proletaria metropolitana, salendo sulla Piccadilly Line (viola) e cambiando ad Hammersmith (linea rosa) fino a scendere alla fermata di Ladbroke Grove, ma per qualche ragione non bene identificata la Piccadilly era stata sospesa senza preavviso (di certo si è capito solo che non si trattava di uno sciopero, il che lascia il posto a due probabili cause, la rottura di una motrice oppure un suicidio… La terza -minaccia terroristica- qui nessuno vuole prenderla neppure in considerazione, tale è ancora lo shock per i fatti accaduti un anno fa…). Perciò ho dovuto momentaneamente allontanare i piraña dalle tasche per mettere mano al portafoglio e sborsare 17 sterline per il Paddington Express. L’Express è un fantastico treno (veramente!) che batte a mani basse la metropolitana (con la Tube ci vogliono minimo 50 minuti da Heathrow al centro città, con l’Express meno di 20) e che è concepito in maniera sorprendente, almeno per me. Innanzitutto il design e l’arredamento sono affascinanti, qualcosa fra il minimalismo vintage stile “Arancia Meccanica” e il modernismo spaziale di Tokio, con grandi, pulitissime vetrate polarizzate e una serie di lucidi pannelli scuri sotto i quali schermi ultrapiatti trasmettono continuamente news e informazioni su Londra. Ma la cosa che secondo me fa realmente comprendere l’abisso che separa il sistema ferroviario inglese da quello italiano è il fatto che è possibile fare il biglietto sul treno senza supplementi e pagando con carta di credito! Non lo so, è una vita che non prendo il treno in Italia e magari adesso funziona così anche da noi, ma a me vedere il controllore passare la Visa dei clienti nella sua macchinetta ha fatto una certa impressione…
Scendere a Ladbroke Grove è una sorpresa ancora più grande: la zona è veramente bellissima, piena di verde e di splendidi edifici storici. Non me l’aspettavo così! Uscita dalla fermata del Tube sono rimasta per almeno un minuto tramortita dalla meraviglia! Non solo ho avuto un’immediata, razionalmente inspiegabile sensazione di “sono a casa!” ma i colori, i profumi, i suoni, tutto per un attimo sembra esploderti negli occhi, nel naso e nelle orecchie! Speriamo di riuscire nei prossimi giorni a trovare casa da queste parti, sarebbe tristissimo dover rinunciare a questa zona dopo essermene così perdutamente innamorata!

L’albergo dove ho prenotato si chiama Portobello Gold ed è un posticino molto famoso, frequentato in passato da fricchettoni. Al piano terra c’é una bellissima ”conservatory” cioè una serra arredata dove è possibile fare colazione o cenare e un pub-ristorante dove si esibiscono artisti da ogni parte del mondo. C’è anche un internet cafè e il collegamento wireless è gratuito per i clienti dell’albergo. La mia stanza è strana e deliziosa! Guardate l’immagine più in alto, credo possiate farvi un’idea. Ci sono due letti messi in modo un po’ bizzarro, uno a fianco alla finestra più in alto e l’altro più in basso e il bagnetto non è neppure cosiderato un vero bagno perché al momento della prenotazione ho letto che veniva definito “washing room” ed io mi immaginavo si trattasse di un lavandino e un cessetto e che bisognasse magari andare in corridoio per farsi la doccia. Invece no, è piccolo ma c’é tutto! E ogni centimetro è tirato a specchio. Quelli che si ostinano ancora a credere allo stereotipo che gli inglesi trascurano la pulizia si sbagliano di grosso, almeno considerando questo posto! Il prezzo è assolutamente buono, 60 Sterline a notte (un’ottantina di Euro) che non è poco ma bisogna considerare 1) che siamo a Notting Hill, zona esclusivissima e 2) che la stanza sarebbe per due persone, il che farebbe appena 30 Pounds a testa, colazione e internet inclusi. Inoltre si capisce subito che genere di posto è (e in quale genere di città ci si trova, aggiungerei!): appena entrata non ho potuto fare a meno di notare una piccola pila di libri a disposizione degli ospiti: ma quando mai si è visto dalle nostre parti un albergo che fornisce libri ai clienti??? Bellissima idea! Poi naturalmente c’é la solita tv e i letti hanno tutti il piumino e cuscini di piume e c’é anche l’immancabile “kettle” (il bollitore elettrico) ed una piccola ma sostanziosa scelta di caffè e di the, e ci sono pure i bricchini con la panna… Ma cosa si può volere di più dalla vita?

Ora vi lascio, miei cari, perché domani è il mio compleanno è voglio girarmi in lungo e in largo Ladbroke e Portobello e se non mi alzo prestino mi perdo la colazione e contando che oggi ho mangiato solo una sottospecie di panino congelato gentilmente fornito dall’Alitalia (ma che fine hanno fatto i vassoi con il pranzo???) e che muoio letteralmente di fame, credo che rinuncerò ben volentieri ad un paio d’ore di sonno pur di mangiarmi qualsiasi cosa di sostanzioso…