Quando il granchio ti prende la mano

Stavo lavorando ad una nuova immagine della serie New Atlantis (per maggiori informazioni vedi QUI) quando sono stata colpita da un’aneurisma creativo. Chiamasi (o almeno io lo chiamo così) aneurisma creativo, quel particolare, inatteso, rigurgito di ispirazione che dilata in maniera spropositata l’inventiva fino a portarti a creare qualcosa di assolutamente invendibile. Una perdita di tempo, quindi, ma impossibile da arginare: quando capita non resta che lasciar andare l’immaginazione e vedere cosa esce fuori. L’immagine originale era una veduta a pelo d’acqua della marcia di un paio di centinaia di granchietti verso le strutture devastate della mia dystopica Nuova Atlantide.

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Alla fine è venuto fuori un fotogramma in stile film di fantascienza anni ’60 dove un granchione gigante si appresta a calpestare i resti di una metropoli.

Valore commerciale zero, probabilmente, ma quante risate mi sono fatta! Dio, quanto amo il mio lavoro!

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Parte di questo ritorno di creatività è da addebitarsi al fatto che ho letteralmente ribaltato il posto dei mobili dello studio. Sembra una sciocchezza ma chi fa un lavoro come il mio, basato sulla creatività, quando l’ispirazione langue una buona pratica è cercare di cambiare prospettiva. Insomma, si può salire su una sedia (oh capitano mio capitano) e vedere il mondo dall’alto, andare in vacanza oppure mettere sottosopra la propria casa. Per quanto tutto questo possa sembrare assurdo, vi assicuro che funziona, provate.

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Da così…

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… a così.

Sicché in questi giorni sto rimettendo insieme i pezzi. Sono tornata a mangiare come dio comanda, a dormire di notte, ad alzarmi presto la mattina e a fare un’ora di scarpinata ogni giorno su e giù per la collina di Notting Hill. L’umore ha avuto un’impennata improvvisa e ho ricominciato a lavorare sodo. Tutto è bene quel che finisce bene dunque. Speriamo solo che duri; il mio soggiorno è di 20 mtq, impossibile cambiare posizione di nuovo ai mobili a meno di non rimetterli come erano all’inizio (o d’incollarli al soffitto).

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The smart box (parte III)

Supersizers go…” è il titolo di un bizzarro documentario made in BBC e presentato/interpretato dal giornalista e critico culinario Giles Coren e la scrittrice e attrice comica Sue Perkins.
Il programma nasce nel 2007 come singolo evento contenuto in un ciclo dedicato al periodo storico Edoardiano (dal 1901 al 1910) ma a causa dell’immediato successo, la BBc ha deciso di trasformarlo in serie producendo sei episodi nel 2008.

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Il titolo “Supersizers go…” è stato ispirato dal film/documentario americano “Super Size Me” di Morgan Spurlock; nel film, il regista/interprete, incuriosito da una causa legale intentata alla McDonald’s da due ragazze che dichiaravano di essere ingrassate eccessivamente a causa del cibo della famosa catena di fast-food, decide per un mese di mangiare solo ed esclusivamente al McDonald’s. Il documentario mostra l’intera, terribile parabola dell’esperimento, dalle visite mediche specialistiche di partenza (quando Spurlock è magro e sano) ai trenta giorni successivi di abbuffate e stravizi, al terribile risultato finale, 11 Kg in più in appena trenta giorni, colesterolo e insulina alle stelle, vita sessuale in disgrazia.

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In “Supersizers go…” Coren e Parkins si calano, di settimana in settimana e per una durata di sette giorni consecutivi, in un periodo storico differente, adottando non solo la dieta originale del tempo ma anche i costumi e le usanze proprie dell’epoca. Il progetto, reso possibile sopratutto dall’impegno di un folto team di storici e studiosi, tocca nella prima serie il periodo Elisabettiano (dal 1558 al 1603), la Restaurazione (17° secolo), il Regency (dal 1789 al 1821), l’epoca Vittoriana (19° secolo), il tempo della II guerra mondiale (dal 1939 al 1945) infine agli anni ’70.

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Come spesso accade nei programmi della BBC, “Supersizers go…” è un documentario non solo interessante dal punto di vista didattico e culturale ma anche estremamente divertente. Coren e Perkins sono intrattenitori straordinari, entrambi curiosi e interessati a provare qualsiasi esperienza legata all’epoca storica in oggetto senza lasciare nulla di inesplorato seppur, magari, per un solo boccone (se assaggiare il pavone e lo scoiattolo può essere un’esperienza interessante, molto meno lo è mangiare gelatine di zoccoli di bue o croccantini di larve candite).

Il risultato è uno sgargiante panorama storico incentrato su cibo e ricette ma impreziosito da usanze, leggende, abitudini e convenzioni culturali e sociali che riescono a descrivere l’epoca in oggetto in maniera incantevole.

Una seconda serie è stata realizzata nel 2009 col titolo di “Supersizers eat…”ed ha toccato i periodi storici dell’antica Roma, il medioevo, la rivoluzione francese, gli anni ’20, gli anni’50 e gli anni ’80.

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Le serie sono disponibili QUI». Nella nuova pagina che si aprirà troverete una playlist, ovvero la raccolta in ordine degli episodi. Potete scegliere se godervi lo spettacolo in automatico, cioè passando da un video all’altro senza interruzione (cercate l’opzione riproduci tutti i video in cima alla lista) o se vedere una per una le singole puntate.

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Potete leggere tutti gli articoli dedicati alla TV inglese raccolti in un unico post QUI »

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Peace games (parte VIII)

The Blue Beanie
Questo delizioso gioco di Daphne Lim, ispirato ai soliti (inarrivabili) Samorost di Amanita Design, racconta le avventure di una strana creaturina bianca alla ricerca di un uccellino azzurro che le ha rubato il cappello. Punta e clicca facile facile, lo scopo di The Blue Beanie non è quello di mettere in difficoltà il giocatore bensì di regalare un attimo di poesia nella vita frenetica di tutti i giorni. Il gioco funziona (anzi, direi di più, affascina) complici le ambientazioni quasi prevalentemente arboricole e le rarefatte atmosfere musicali made in Mark Holdaway.

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Gioca a The Blue Beanie»

*Walkthrough e soluzione* (video)
http://www.dailymotion.com/video/x9aias_the-blue-beanie_videogames

Il sito ufficiale di Daphne Lim
http://daphnelim87.110mb.com/

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Hanamushi.under.jp
In questo sito/portfolio di Akira Noyama è possibile non solo ammirare le bellissime (e particolarissime) illustrazioni dell’artista ma anche divertirsi con dei minuscoli giochi punta e clicca che definire surreali è dire poco… Grafica superlativa, atmosfera un tantino lugubre ma poetica, logica di gioco intrigante.

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Gioca a Wheat Straw Girl»

*Walkthrough e soluzione*
http://www.nordinho.net/vbull/120973-post48.html

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Gioca a Pocku’s Friend»
(ci mette molto a caricarsi, pazientate)

*Walkthrough e soluzione* (video)
http://www.vimeo.com/1665256

La homepage del sito:
http://hanamushi.under.jp/index2_e.htm

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GrowCube
Questo è un giochino veramente strano. L’impresa sembra semplice, colonizzare un bizzarro planetoide cubico utilizzando varie risorse per favorire lo sviluppo tecnologico di una tribù di ominidi. Il problema sta nell’inserire nel giusto ordine queste risorse affinché non vadano sprecate, penalizzando il punteggio finale. Più che bizzarro, quasi incomprensibile; resta comunque -per qualche misteriosa ragione, tra cui indubbiamente la grafica minimalista- un giochino irresistibile!

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Gioca a GrowCube»

La homepage di EyezMaze con altri giochi
http://www.eyezmaze.com/

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Being One *conoscenza dell’inglese non indispensabile ma utile*
Risvegliandovi immersi in una soluzione verdastra e uscendo da quella che sembra una capsula di contenimento, vi troverete bloccati in un laboratorio dove vengono portati avanti esperimenti su misteriose forme di vita aliena. Il gioco è tutto sommato semplice e gli schemi piuttosto brevi, ma la bella grafica e i piccoli puzzle che si devono risolvere per guadagnare l’uscita rendono piacevolissima l’esperienza ludica.

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Gioca a Being One episodio 1»

Gioca a Being One episodio 2»

Gioca a Being One episodio 3»

*Walkthrough e soluzioni*
Si trovano all’interno della finestra di gioco, in basso a destra.

Sito ufficiale
http://www.lunchtimekillers.com/beingone/index.html

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Seascape
Questo gioco è molto rilassante (mine da disinnescare a parte). Siete un subacqueo e il vostro compito è esplorare varie parti dell’arcipelago in cerca di tesori e di soggetti interessanti (e redditizi) da fotografare. Avete a disposizione una serie di strumenti (macchina fotografica, coltello, fiamma ossidrica, torcia elettrica ecc.) che vi aiuteranno a guadagnare denaro, oltre che a rendere più movimentata la vostra immersione. Per accedere ai vari livelli (e di conseguenza alle diverse zone marittime) bisogna realizzare gli intenti delle varie missioni visualizzabili man mano premendo la “i” in alto a destra nello schermo di gioco.

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Gioca a Seascape»

*Walkthrough e soluzione*
http://blog.sillica.com/2008/05/06/seascape-walkthrough-hints-and-cheats/

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Potete leggere tutti gli articoli dedicati ai “peace games” raccolti in un unico post QUI »

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Requiescat in pace

RIP

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A perfect breakfast

Colazione

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